A Catania il Teatro Don Bosco, gremito, ha fatto da cornice a “Il valore del dono”, l’evento promosso dall’Asp di Catania per riaffermare l’importanza della donazione come gesto di responsabilità civile e atto di solidarietà capace di costruire comunità.
Una serata che ha unito scienza, istituzioni e teatro, chiamando a raccolta personale sanitario, volontariato e rappresentanti della società civile.
Ad aprire l’incontro il direttore generale dell’Asp, Giuseppe Laganga Senzio, che ha definito la donazione “un valore che parla di comunità”. Donare, ha ricordato, significa riconoscere la fragilità dell’altro e farsene carico: un impegno che richiama inclusione, responsabilità e attenzione al bene comune. Laganga Senzio ha poi sottolineato il ruolo decisivo della rete territoriale, dalla Prefettura alle Forze dell’Ordine, dall’Università al Terzo Settore, fino alla Rete Civica della Salute. “Quando istituzioni e cittadini collaborano – ha affermato – nasce una forza capace di generare cambiamento”.
La lectio magistralis di Remuzzi

Il primo momento della serata è stato la lectio magistralis di Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri. Con un racconto intenso, lo scienziato ha ripercorso la storia di un bambino siciliano salvato da un trapianto di cuore dopo quattrocentonovanta giorni vissuti con un cuore artificiale. Una vicenda che, ha detto, dimostra come “gli organi non vadano portati in paradiso: servono qui”, ricordando la potenza salvifica della donazione e dei percorsi trapiantologici.
All’iniziativa hanno partecipato il prefetto Pietro Signoriello e il coordinatore del Centro Regionale Trapianti Giorgio Battaglia. E anche numerosi rappresentanti delle istituzioni e del volontariato.
L’appuntamento si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione avviato dall’Asp insieme alla Prefettura. Percorso che include la campagna estiva 2025 “Pensa col cuore. Dona prima di partire”, dedicata alla promozione di una cultura del dono consapevole e informata.
“La bottega dei bottoni”, uno spettacolo che esalta l’inclusione
A chiudere la serata, lo spettacolo “Rosso. La Bottega dei Bottoni” della Compagnia Guardastelle, diretta da Paolo Filippini. Una narrazione simbolica in cui i “bottoni”, diversi per forma e colore, rappresentano una comunità eterogenea tenuta insieme da un sottile “filo rosso”. Metafora dell’umanità che si sostiene nella fragilità e nella diversità.
Lo spettacolo ha emozionato la platea con un messaggio di inclusione, speranza e cura reciproca. La conduzione di Ruggero Sardo, già volto delle campagne Asp sulla donazione del sangue, ha accompagnato con professionalità e sensibilità i diversi momenti dell’incontro, diventando anch’egli un simbolico filo rosso capace di tenere insieme i diversi momenti della serata. Ossia, il racconto scientifico, il valore civile della donazione, le testimonianze e la forza evocativa del teatro.
Caterina Maria Torrisi
