Canto al Vangelo domenica 14 dicembre (Cit. in Lc 4,18)
Alleluia, alleluia. Lo Spirito del Signore è sopra di me, mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio. Alleluia
Vangelo domenica 14 dicembre (Mt 11,2 – 11)
In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».
Parola del Signore
Riflessione sul vangelo di domenica 14 dicembre
La Liturgia di questa terza domenica di Avvento, presenta il brano del vangelo di Matteo, nel racconto di Giovanni Battista che si trova in carcere.
Il carcere in questo brano non è soltanto un luogo fisico ma fa pensare alla situazione in cui si trova il Battista. Giovanni infatti, è assalito dal dubbio se Gesù è realmente il Messia atteso e manda i discepoli a verificare chiedendo a Gesù: “ Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. Giovanni è assalito dal dubbio, non riesce a vedere oltre il suo stato.
Questo ci fa comprendere che anche il più grande credente non è immune da momenti di crisi e di dubbio. Il dubbio, nella vita spirituale, se vissuto nell’onestà dell’autentica ricerca del Volto di Dio, ci aiuta a crescere nell’intimità con Dio. Giovanni infatti, non si lascia schiacciare dal suo dubbio, ma continua a ricercare Dio, lo interroga, discute con Lui, e finalmente lo riscopre.
Giovanni definito da Gesù il più grande dei nati da donna, ci insegna a non chiudere Dio dentro i nostri schemi e le nostre aspettativa. Dio è sempre più grande di come lo pensiamo e lo immaginiamo. Il Battista ci insegna a uscire dal carcere dei nostri schemi e dai dubbi, attraverso il dialogo sincero e fiducioso con Dio. Dio rimane sempre fedele al suo amore.
Come ci ricorda il Salmista biblico nel Salmo Responsoriale di questa domenica: “Il Signore rimane fedele per sempre rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri. Vieni, Signore, a salvarci”.
Letizia Franzone
