La Comunità parrocchiale di Cristo Re in Catania è notoriamente molto attenta ai temi della promozione culturale e della solidarietà sociale; e quindi fattivamente impegnata in una vocazione volta alla loro attuazione.
In occasione della prossima Solennità di Cristo Re si prepara ad accogliere un importante momento di condivisione, dialogo e partecipazione civile. Si costituisce infatti l’Agorà della Solidarietà: uno spazio aperto per fare rete, conoscersi e promuovere i valori del sostegno reciproco, della giustizia sociale e della legalità. Una poliedrica rete di associazioni operanti nel territorio, come espressione di varie realtà di volontariato si unirà per stringersi attorno a essa con una mission rivolta alle nuove generazioni.

Il programma degli appuntamenti prevede per sabato 21 novembre alle 19 presso il salone parrocchiale, un incontro conviviale di rete & Networking. E’ un momento informale dedicato all’incontro tra i gruppi partecipanti, le associazioni e la stampa, per scambiarsi esperienze, idee e fare rete insieme.
Per domenica 22 novembre Solennità di Cristo Re, fino alle 20, nei locali parrocchiali, un incontro con la cittadinanza nel quale prenderà vita l’Agorà!
Le associazioni incontreranno i cittadini per raccontare le proprie storie, testimonianze e progetti. L’ospitalità della giornata, che vedrà presente anche una delegazione della Polizia di Stato impegnata nella campagna di sensibilizzazione Questo non è amore, sarà curata dalle volontarie Vincenziane. Abbiamo incontrato il parroco can. don Roberto Catalano per rivisitare alcuni profili dell’iniziativa.
Da dove nasce l’intuizione per l’iniziativa della parrocchia che coinvolge tante associazioni?
L’idea di dar vita all’Agorà della Solidarietà scaturisce dalla consapevolezza che le singole realtà di volontariato, pur lodevoli, rischiano di operare in modo isolato. L’intuizione l’ha avuta il mio collaboratore e aspirante diacono, l’amico carissimo Carmelo Rizzo. Ossia creare uno spazio aperto, una “poliedrica rete di associazioni” capace di fare sinergia, stringendosi attorno a una missione comune rivolta soprattutto alle nuove generazioni. Per promuovere i valori del sostegno reciproco, della giustizia sociale e della legalità che oggi è carente nell’odierna società.
Come poter ideare, progettare e attivare oggi nuovi e fattivi ambiti di solidarietà?
Per ideare nuovi ambiti di solidarietà occorre prima di tutto partire da un’attenta osservazione del territorio, intercettando le fragilità emergenti. La progettazione non può essere solitaria. Richiede il coinvolgimento attivo e coordinato di più soggetti (associazioni, parrocchie, cittadinanza, istituzioni e forze dell’ordine). Fare rete significa mettere a sistema competenze, risorse ed esperienze diverse, cercando più possibile di evitare i campi di sovrapposizione. L’Agorà della Solidarietà si prefigge di diventare una piazza di incontro reale, spazio di ascolto e condivisione di storie e testimonianze, capace di trasformare le idee in progetti duraturi e di prossimità per la città di Catania.
Perché è così importante fare rete nella prospettiva dell’attuazione dei principi evangelici?
Nel Vangelo, la comunità dei discepoli è chiamata a vivere la comunione fraterna non come un astratto ideale, ma come prassi concreta “amatevi gli uni gli altri”. Fare rete riflette questa visione ecclesiale in cui nessuno basta a sè stesso. La frammentazione e l’isolamento indeboliscono l’efficacia della carità. Creare una rete di associazioni permette quindi di esprimere al meglio il volto di una Chiesa “in uscita”. Una “Chiesa da campo” (come ci diceva spesso Papa Francesco), capace di farsi carico insieme delle ferite dell’uomo contemporaneo. Collaborare unendo le forze rispecchia la logica evangelica dei “talenti” messi a frutto insieme. La solidarietà, quando è condivisa e strutturata, moltiplica l’impatto sociale ed educativo sul territorio.
Il leitmotiv dell’iniziativa è sul futuro del mondo noi investiamo. In che senso questa mission è essenzialmente destinata alle prossime generazioni?
Le nuove generazioni non sono soltanto i destinatari finali degli interventi assistenziali o educativi, ma i veri protagonisti e custodi del cambiamento sociale. Investire sul futuro significa trasmettere ai giovani un sistema di “anticorpi culturali” basato sulla legalità, sulla giustizia, sul rispetto e sul mutuo soccorso, sottraendoli all’indifferenza e all’isolamento sociale, oggi molto diffuso in tutti gli ambienti. La mission guarda al domani perché l’Agorà vuole essere un cantiere aperto dove giovani e non, possano ascoltare storie, testimonianze e progetti positivi. La mia speranza è che ognuno possa trovare nuovi stimoli e modelli credibili a cui ispirarsi. Affinché ogni uomo e donna possa realizzare la propria vocazione e costruire una società più umana e più solidale.
Appuntamento a tutti, a sabato 21 e domenica 22 novembre per il varo dell’Agorà della Solidarietà!
Giuseppe Longo
