La voce della vita / Credere nella famiglia naturale che risponde alle leggi della natura

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Famiglia naturale

In una società che ci insegna che la vita non ha più valore, che si può decidere di interromperla quando diventa impedimento, una società che ha tolto alla famiglia la sua importanza, decostruendo lo stereotipo per farla diventare “fluida”, io invece voglio andare contro corrente e voglio dire: Io credo

Io credo nei valori cristiani, senza per questo provare vergogna. Consapevole che siamo rimasti in pochi a difendere la nostra fede.
E non ci credo perché qualcuno ha voluto impormerli, ma perché sono gli unici valori che arricchiscono la vita. Che ne costituiscono la radice.

Per questo difendo la vita sempre. Dal primo battito alla sua dipartita. Ci hanno raccontato che la legge 194 era indispensabile per salvare ledonne dalle grinfie delle mammane. Così per salvarne una ne abbiamo sacrificato un’altra. Nessuno adesso, date anche le evidenze scientifiche, potrà dire che non  sia così.
Quella legge ha messo nero su bianco che è legittimo eliminare un essere umano che ha già un cuore pulsante, vitale. Un sangue che irrora organi abbozzati. Un DNA irripetibile, unico al mondo e che non tornerà mai più. E a cui si potrà anche dare il nome che si preferisce, feto, embrione.

La vita non si può sopprimere: va difesaNo all'aborto

Ma una cosa è sicura: quella è vita, realtà vivente, non dalla dodicesima settimana. Non cellule buttate lì, a caso. E la vita non si può sopprimere, la vita va custodita.
Come si può pensare di arrivare ad una società più giusta partendo dal diritto che, sopprimere un innocente senza voce sia giusto?

Credo che la morte non si possa somministrare. La morte è un passo che ci accomuna tutti, che ci vede tutti uguali. Tutti moriremo.
Ma c’è un abisso tra il morire con dignità ed essere fatti morire. Mi fa paura un mondo che, nel momento della disperazione, quando la
tentazione di farla finita è forte, risponda con una punturina.

La chiamano compassione i benpensanti. Ma non è così! È una falsa consolazione. È chiudere gli occhi, è abbandonare.
La vera misericordia non è aiutare ad andarsene. È andare verso chi soffre, è curare alleviando il dolore. Accompagnando fino alla fine, senza accanimento, ma senza uccidere.
Compito delle cure palliative è proprio quello di alleviare la sofferenza restituendo dignità. Perché la vita è sacra e va oltre il dolore di un momento.

La famiglia naturale è l’unica che può dare continuità alla vitasi alla vita

Credo nella famiglia naturale, che risponde alle leggi della natura. Quella vera, non quella da decostruire. La famiglia è il perno attorno cui ruota il vivere civile. Non uno stereotipo da smontare, da rendere fluido, da riscrivere. Perché la famiglia costituita da maschio e fammina è l’unica in grado di generare. Di dare continuità alla vita. Ogni elemento della famiglia, uomo e donna, ha la propria vocazione.
E il fatto che si differenzino non vuol dire che ci sia qualcuno che prevarichi sull’altro. Quello che adesso chiamano “femminicidio” non si può tradurre con “patriarcato”. Perché il femminicidio non è figlio del patriarcato ma di un maschio confuso.
Che non ha più chiaro quale sia il suo ruolo. Che non conosce più le parole amare, rispettare, proteggere.

Due uomini, due donne non potranno mai generare. Avranno sempre bisogno di chi li completa. Questo non è essere contro qualcosa, qualcuno, è essere reali. Due mamme, due papà, non hanno la stessa valenza di mamma e papà.
Perché la mamma e il papà sono complementari, non interscambiabili. Ed è da quell’equilibrio che nascono i figli.

L’amore di un uomo e una donna per costruire una famiglia naturale

Ma non come un diritto, come un capriccio, ma come la conseguenza dell’amore di un uomo e di una donna.
Di due corpi che si fondono per realizzarsi insieme. Come si può solo pensare di approvare una società liquida, in cui calpestiamo tutto ciò che la natura ci ha dato come radice, per costruire qualcosa di impossibile.
Tornare alla verità delle cose non è tornare indietro. È credere in ciò che non è l’idea di qualcuno ma che è la natura stessa
che ce lo insegna.

Ecco in cosa credo. E questa non è solo la mia fede. È fiducia che possiamo passare a tutti.
Qui non c’è niente di inventato. Non dobbiamo inventarci nulla di impossibile.
Basterebbe solo tornare a credere e a fidarci di ciò che la natura ha già scritto tra le sue righe e che profuma di eternità.
Di quel l’eternità che non passa mai perché è scritta nella natura stessa degli uomini.

                                                                Angela D’Alessandro
                                                                Prolife insieme