Terre di Aci / Su La7, la bellezza del territorio su Bell’Italia in viaggio grazie al GAL

Dalle scogliere della Timpa ai colori dei carretti siciliani: la puntata di Bell'Italia in Viaggio che ha trasformato l'identità del comprensorio acese in una narrazione autentica d'eccellenza.

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Quando la narrazione televisiva incontra la visione strategica di un territorio, il risultato può andare ben oltre la semplice promozione turistica per farsi vera e propria valorizzazione culturale. È quanto accaduto con la puntata di Bell’Italia in Viaggio (qui la puntata integrale) tra le terre di Aci, andata in onda il 13 luglio 2025 su La7 dedicata al nostro comprensorio, ma sempre visibile dal portale on line della stessa rete nazionale. In particolare, il programma è stato capace di dimostrare il valore tangibile di un racconto visivo che unisce Acireale e i Comuni etnei in un unico, coeso mosaico culturale.

Il suggestivo viaggio è stato concepito e coordinato dal team del GAL Terre di Aci, guidato dalla direttrice Annamaria Privitera, che nell’ambito della pianificazione progettuale in favore dei cinque comuni cui afferisce ha portato su scala nazionale il patrimonio tangibile e immateriale del compensorio Jonico-etneo. Dalla maestosità del Barocco acese al fascino incontaminato della Riserva naturale della Timpa, fino all’epos popolare dei carretti siciliani. Una regia corale realizzata da ME PRODUCTION che ha offerto a milioni di telespettatori il ritratto di una Sicilia autentica, operosa e orgogliosa delle proprie radici.

Bell’Italia in Viaggio tra le terre di Aci grazie al GAL: il racconto delle meraviglie etnee

La drammaturgia del racconto e la conduzione di Fabio Troiano

Sul piano strettamente televisivo, lo speciale di Bell’Italia in Viaggio dedicata alle Terre di Aci si è distinto per un registro narrativo equilibrato, elegante e privo di velleità sensazionalistiche, grazie anche alla collaborazione costante dell’addetto stampa del GAL Terre di Aci, il giornalista Mario Agostino, che ha guidato la troupe d’intesa con i registi. A fare la differenza, la spumeggiante conduzione di Fabio Troiano, uno degli elementi di forza dell’intero impianto registico. L’attore torinese ha approcciato il nostro territorio con un atteggiamento di genuina curiosità, evitando la posa del “cicerone accademico”. Al contrario, assume le vesti del viaggiatore colto ma empatico con uno sguardo capace di lasciarsi sorprendere dalla bellezza e di trasmettere tale stupore al pubblico a casa.

In aggiunta, il ritmo della puntata, incalzante ma non convulso, ha permesso di alternare con sapienza momenti di respiro contemplativo ad approfondimenti contenutistici di carattere storico, artistico e sociale. La telecamera si è mossa con disinvoltura dai grandi spazi aperti della costa e del vulcano alle atmosfere intime dei laboratori artigianali e dei chiostri monumentali, costruendo una sintassi visiva in cui ogni inquadratura rispondeva a un preciso disegno narrativo.

GAL Terre di Aci / La fotografia e l’uso strategico delle tecnologie di Bell’Italia in Viaggio

Un plauso incondizionato va rivolto al comparto tecnico e alla direzione della fotografia. In primo luogo l’impiego dei droni di ultima generazione ha consentito di mostrare il territorio acese sotto una prospettiva inedita e mozzafiato. Il contrasto cromatico tra il nero ossidiana delle scogliere basaltiche di origine vulcanica, l’azzurro profondo del mare Jonio e il verde rigoglioso della vegetazione mediterranea che ricopre la Timpa è stato reso con una nitidezza visiva di livello cinematografico.

Per di più le riprese aeree non sono state utilizzate come mero “riempitivo” estetico ma come vero e proprio strumento di comprensione geografia e paesaggistica. Guardare la continuità territoriale dall’alto aiuta il telespettatore. Si nota la costa di Pozzillo e l’altopiano della Timpa. Poi si scorge l’edificato barocco di Acireale. Il percorso risale verso le pendici dei paesi etnei. Lì si incontrano Valverde, Aci Sant’Antonio, Aci Catena e Aci Bonaccorsi. Questa visione d’insieme rivela la forte unione fisica e culturale del territorio. Il servizio mostra come questi Comuni facciano parte di un unico mosaico.

GAL Terre di Aci / La Basilica di San Sebastiano in Bell’Italia in Viaggio  

La storia della Basilica si intreccia con le vicende più drammatiche di Acireale. Tutto ebbe inizio nel XVI secolo. All’epoca il culto di San Sebastiano crebbe enormemente e il Santo fu invocato dalla popolazione come protettore contro la peste. Nel 1577 la città fu colpita da un’epidemia e la comunità rimase quasi del tutto immune al contagio. Questo prodigio fu attribuito all’intercessione del Santo martire. L’antica chiesetta dell’epoca divenne subito insufficiente per i fedeli. Nel 1609 fu posata la prima pietra del nuovo tempio e la prima grande struttura venne completata nel 1652.

Il disastroso terremoto del Val di Noto dell’11 gennaio 1693 sconvolse la Sicilia orientale. La scossa fece crollare il coro e la sacrestia della chiesa. Tuttavia, la comunità acese reagì con grande determinazione. I lavori di ricostruzione partirono quasi subito. Tra il 1699 e il 1705 l’edificio prese la forma attuale: la facciata fu progettata con un maestoso stile barocco. L’architetto Angelo Bellofiore ne curò il disegno. Diego e Giovanni Flavetta realizzarono gli intagli in pietra lavica e giada. Più tardi, nel 1754, fu costruita la celebre balaustra. Giovan Battista Marini scolpì le statue dei personaggi biblici su disegno di Pietro Paolo Vasta.

Il cantiere del Vasta e la devozione acese

Nel 1732 l’artista acese Pietro Paolo Vasta vinse il concorso per gli affreschi interni. Egli decorò il coro, il transetto e la cupola con capolavori immortali. L’opera consacrò il tempio come gemma d’arte sacra. Nel XIX e XX secolo la chiesa si arricchì ulteriormente. Nel 1893 fu installata la monumentale porta centrale in bronzo. I suoi rilievi riprendono i disegni di Gustave Doré. Nel 1924 la chiesa fu elevata al grado di Basilica Collegiata. Nel 1990 Papa Giovanni Paolo II la dichiarò Basilica Minore. Infine, l’UNESCO l’ha riconosciuta “Monumento testimone di una cultura di pace”. Ancora oggi, ogni 20 gennaio, la città rinnova il suo legame con il Santo durante la storica processione.

 La Basilica di San Sebastiano, culto, tragedia e rinascita

Oggi, rappresenta il vertice espressivo del Barocco di Acireale. In particolare la sua facciata, disegnata da Angelo Italia e completata sotto la direzione di architetti e maestranze locali. E’ famosa per la scenografica balaustra coronata da dieci statue raffiguranti personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento, scolpite da Giovanni Battista Marino. La ricchezza architettonica trova oggi, luce attraverso l’occhio della telecamera in Bell’Italia Viaggio con il GAL Terre di Aci . Il gioco di luci sulle pietre intagliate della facciata e i dettagli ravvicinati sugli affreschi del Vasta hanno offerto allo spettatore un’esperienza quasi intima con il Barocco sacro. Un passaggio televisivo di rara eleganza, capace di far percepire non solo la monumentalità dell’edificio, ma anche la viva devozione che da secoli batte al suo interno.

La Biblioteca e Pinacoteca Zelantea 

Fondata nel XVII secolo nel solco della gloriosa Accademia degli Zelanti e dei Dafnici. Questa è tra le più antiche e prestigiose istituzioni culturali della Sicilia, le cui origini risalgono al 1671. La Zelantea rappresenta da secoli il cuore pulsante della memoria e dell’identità storica di Acireale. Le sue sale conservano un patrimonio bibliografico monumentale. Esso supera i 250 mila volumi, arricchito da rari incunaboli, preziose cinquecentine, codici miniati e faldoni manoscritti. Questi documenti testimoniano la vita politica, scientifica e letteraria dell’isola.

Puntata di Bell'Italia in Viaggio GAL Aci su La7La Pinacoteca, adiacente al patrimonio librario. Essa offre un viaggio artistico che abbraccia le stagioni dal XV al XIX secolo. Tra le pareti dell’istituto spiccano capolavori di maestri assoluti come il Guercino, Domenichino, Matteo Ragonisi e il celebre pittore acese Pietro Paolo Vasta. I suoi dipinti restituiscono l’apice del Barocco e del Neoclassicismo locale. Oltre ai dipinti, la struttura custodisce una vasta collezione archeologica. Sono presenti collezioni numismatiche, una ricca armeria d’epoca e la monumentale “Carrozza del Senato Acese”. Si tratta di uno sfarzoso esempio di arte intagliata e dorata del Settecento, simbolo del potere civile della città.

Il racconto televisivo “Oltre” del paesaggio

Nel raccontare la Zelantea, le telecamere di Bell’Italia in Viaggio sono riuscite ad evitare con decisione il rischio dell’effetto “museo impolverato”. La regia e la conduzione hanno saputo valorizzare la matericità e la suggestione del luogo: dal calore avvolgente delle monumentali scaffalature in legno fino al fascino dei faldoni d’epoca e alla brillantezza delle tele restaurate. La puntata ha così messo in luce il volto più colto, sobrio e intellettuale delle Terre di Aci, offrendo al pubblico una narrazione complessa e profonda che affianca alla bellezza naturalistica e vulcanica una straordinaria eredità artistica e accademica.

GAL Terre di Aci / Riserva Naturale della Timpa e le Chiazzette in Bell’Italia in Viaggio 

La Riserva Naturale Orientata della Timpa è un’imponente scarpata vulcanica creatasi lungo la linea di faglia etnea. Un terrazzamento roccioso alto fino a 150 metri che strapiomba nel blu del Mare Ionio. Questo ecosistema protetto custodisce uno straordinario patrimonio di biodiversità. Caratterizzato da una flora lussureggiante caratterizzata dalla tipica macchia mediterranea, da carrubi secolari e da rare specie endemiche che crescono direttamente sulle pareti di basalto scuro.

Al suo interno si snoda “Le Chiazzette”, una perla d’ingegneria viaria e architettonica realizzata nel XVII secolo (precisamente nel 1687) durante il dominio spagnolo. Nata con una duplice funzione — strategico-difensiva e commerciale — per collegare la città alta di Acireale all’antico borgo marinaro di Santa Maria la Scala. La scalinata è caratterizzata da sette rampe a zig-zag selciate in pietra lavica, intervallate da piazzole panoramiche e protetta dalla monumentale Fortezza del Tocco, garitta seicentesca posta a guardia della costa dai pirati barbareschi.

L’impatto visivo di Bell’Italia in Viaggio 

Le riprese aeree da drone di Bell’Italia Viaggio GAL Aci, sul crostone della Timpa hanno regalandolo uno degli attimi visivamente più impattanti dell’intera puntata. Il contrasto cromatico tra la roccia lavica scura, il verde rigoglioso e il blu profondo del mare ha restituito la potenza primordiale della natura etnea. La discesa lungo il selciato delle Chiazzette ha invece donato un ritmo fiabesco al racconto, evocando il cammino lento di un tempo.

GAL Terre di Aci / I Limoneti di Pozzillo e Bell’Italia in Viaggio  

Pozzillo, caratteristico borgo marinaro adagiato a nord di Acireale, rappresenta uno dei punti più suggestivi della Riviera dei Limoni. Famoso fin dall’Ottocento per le sue generose sorgenti di acque minerali solfato-magnesiache. Ancora oggi, il territorio unisce in modo indissolubile il respiro dello Ionio alla potenza del suolo vulcanico dell’Etna. In questa lingua di terra, sospesa tra le onde e le rocce scure, si sviluppa un’agrumicoltura d’eccellenza che sfida le pendenze attraverso i classici terrazzamenti realizzati a mano con pietre laviche a secco.

È qui che prende vita il celebre “Limone dell’Etna IGP”. Un frutto dalle proprietà organolettiche straordinarie legate alla natura basaltica e ricca di minerali del terreno, unita al costante influsso della brezza marina. Tra le varie produzioni spicca il Verdello. Trattasi di un limone estivo ottenuto grazie all’antica e faticosa tecnica agronomica della “forzatura” (o secca). Viene praticata sapientemente dai coltivatori locali sospendendo l’irrigazione nei mesi estivi per poi riprenderla a fine estate.

Il risultato è una vera e propria cartolina sensoriale che celebra un’agricoltura “eroica”, dove l’uomo e la natura lavorano in sinergia da secoli. Questo paesaggio rurale, dominato dalle chiome smeraldine degli agrumeti che declinano verso il blu del mare. Inoltre, si conferma non solo come motore economico per il comprensorio, ma come un autentico bene culturale immateriale e paesaggistico di inestimabile valore. Di conseguenza, è capace di affascinare i viaggiatori e raccontare l’identità più profonda delle Terre di Aci.

Aci Sant’Antonio: l’epos popolare del carretto e la poesia di Nerina 

Aci Sant’Antonio è storicamente riconosciuta come la patria dell’arte del Carretto Siciliano per la scuola catanese/acese. In particolare, in questo distretto artigianale e culturale, il Museo del Carretto custodisce la memoria dei grandi maestri carradori, intagliatori e pittori. Infatti, fu proprio la loro straordinaria perizia a trasformare un umile veicolo da trasporto agricolo e commerciale in una vera e propria architettura viaggiante. Un’opera d’arte itinerante la cui struttura in legno e ferro battuto prendeva vita attraverso il colore e la scultura.

Nata nella seconda metà dell’Ottocento, la decorazione delle sponde (masciddara) e dei fusi (cascia ri fusu) rispondeva inizialmente a un’esigenza sia estetica sia di protezione scaramantica del legno. Tuttavia, le campiture si trasformarono in veri e propri teli figurativi. Essi venivano dominati dai colori caldi della terra etnea — il rosso vivido, il giallo solare, il verde e il blu. Ad esempio tra i temi privilegiati svettano le gesta epico-cavalleresche dei Paladini di Francia, i miti classici, le scene della Cavalleria Rusticana e i volti dei Santi patroni. Così ogni carretto è una libreria popolare su ruote.

Nerina Chiarenza: l’arte del pennello 

In questo solco tradizionalmente maschile spicca quindi con prepotenza la figura di Nerina Chiarenza, celebre pittrice popolar-folkloristica e tra le ultime vere custodi di questa tradizione. Figlia d’arte, cresciuta tra gli odori di vernice e pialla della bottega paterna. Per questo motivo, fu la prima artista donna capace di imporsi e dominare. Pennellate vibranti, precise e appassionate unite alla complessa tecnica della pittura figurativa su legno.Puntata di Bell'Italia in Viaggio GAL Aci su La7

Le sue opere — apprezzate negli anni da intellettuali, collezionisti e figure illustri come Domenico Modugno e Papa Giovanni Paolo II — non sono semplici restauri, ma un’autentica poetica visiva. Si fondono devozione, orgoglio identitario e memoria storica. La sua testimonianza e la sua incessante attività laboratoriale ad Aci Sant’Antonio rappresentano oggi un punto di giunzione fondamentale tra il folklore del passato e la valorizzazione del patrimonio immateriale della Sicilia nel mondo.

Bell’Italia in Viaggio GAL Aci / Palazzo Riggio e la Quiete del Chiostro 

Aci Catena racchiude pagine fondamentali della storia feudale dell’area ionica. Il tessuto urbano conserva tracce indelebili di un passato illustre. In questo contesto spicca Palazzo Riggio. Esso appartenne ai Principi di Campofiorito. Questa nobile famiglia guidò la rinascita del centro urbano nel XVII secolo. Il palazzo rappresenta una straordinaria testimonianza di architettura nobiliare siciliana. La struttura unisce la potenza del potere feudale all’eleganza dello stile barocco

La storia di Palazzo Riggio si lega a doppio filo con la ricostruzione post-terremoto del 1693. La casata dei Principi di Campofiorito investì risorse enormi nel territorio. Tuttavia, il palazzo fu concepito come fulcro politico e residenziale. La facciata principale presenta portali imponenti e balconi riccamente scolpiti. Gli elementi in pietra lavica contrastano con i toni caldi della muratura. All’interno, le sale di rappresentanza conservano decorazioni d’epoca. Esse testimoniano i fasti e lo stile di vita della nobiltà isolana.

Il Chiostro del Municipio ad Aci Catena

Accanto alle dimore laiche, Aci Catena custodisce tesori di profonda spiritualità. Un esempio è il Chiostro del Municipio. Esso sorge nell’area dell’antico convento dei Frati Minori Osservanti. Il complesso rappresenta una vera oasi di pace urbana. Il cortile centrale è circondato da eleganti portici su colonne. Le arcate racchiudono secoli di storia e memorie francescane. Varcare la soglia di questo spazio dona un immediato senso di quiete.

Valverde, tra la Fede e il misticismo del Santuario 

Adagiato su una collina panoramica che domina la costa ionica, il comune di Valverde custodisce il cuore spirituale della devozione mariana dell’intero comprensorio etneo. Il Santuario di Maria Santissima di Valverde affonda le sue radici storiche e leggendarie nel XII secolo: la tradizione colloca la sua fondazione nel luogo esatto in cui avvenne la prodigiosa conversione del brigante Egidio (divenuto Dionisio a seguito del pentimento) e la successiva apparizione della Vergine Maria.

Il vero fulcro sacro del Santuario è il celebre affresco della Madonna di Valverde, venerato come opera “acheropita” (ovvero non dipinta da mano umana). Secondo la pia tradizione, l’immagine miracolosa si sarebbe impressa spontaneamente su una colonna mentre il pittore incaricato dormiva. Questo prodigio ha reso il Santuario una meta ininterrotta di pellegrinaggi da ogni parte della Sicilia, trasformandolo nei secoli in uno dei centri culturali e religiosi più influenti della diocesi acese.

Nelle riprese realizzate per Bell’Italia in Viaggio, le telecamere hanno saputo accostarsi a questo luogo con grande rispetto e maestria registica. Il gioco di luci e ombre lungo le navate, il valore architettonico dei dettagli e la luce calda che avvolge il presbiterio e l’altare maggiore hanno saputo evocare l’intensa carica mistica del luogo. Un elegante restituire non soltanto la bellezza monumentale della struttura, ma l’anima stessa della devozione popolare. Un patrimonio intangibile fatto di fede, preghiera e memoria storica che da quasi un millennio fa di Valverde un punto di riferimento spirituale imprescrittibile per migliaia di fedeli.

GAL Terre di Aci / Aci Bonaccorsi: il modello virtuoso del borgo etneo in Bell’Italia in Viaggio  

Aci Bonaccorsi rappresenta un vero gioiello dell’entroterra etneo. Il paese si è affermato negli anni come un riconosciuto “Comune Virtuoso” a livello nazionale. Infatti, la sua amministrazione si distingue per un’attenta pianificazione urbanistica. Il borgo offre una cura rigorosa del verde pubblico e un’ottima gestione dei servizi. Inoltre, la vita cittadina ruota attorno a piazzette storiche molto accoglienti e curate.

Il cuore architettonico del paese è rappresentato dalla splendida cornice di Palazzo Cutore. Questa antica dimora nobiliare è stata sapientemente recuperata e restituita alla comunità. Oggi, l’edificio e il suo parco pubblico costituiscono un polo culturale di riferimento. Pertanto, Aci Bonaccorsi incarna un perfetto equilibrio tra il rispetto della tradizione e le sfide della modernità.

Recupero urbano e identità sostenibile

L’attenzione per la sostenibilità e la qualità della vita è visibile in ogni angolo del centro. Ad esempio, la presenza di fontane storiche, parchi gioco e vicoli privi di degrado testimonia un forte senso civico. Allo stesso modo, la tutela del patrimonio storico si unisce a una spiccata sensibilità ambientale. Di conseguenza, il paese è diventato un modello di vivibilità e decoro urbano per l’intera Sicilia. Mostrare Aci Bonaccorsi ha permesso di completare il mosaico del GAL con una nota di forte contemporaneità. Lo speciale di Bell’Italia in Viaggio GAL Aci, ha rappresentato un’importante occasione di promozione per l’intero territorio. Le inquadratura sulle vie, sulle fioriture urbane e sugli spazi comunitari dimostrano un territorio dove la bellezza storica si sposa felicemente con l’efficienza amministrativa e un’elevata qualità della vita.

Rossella Liliana Laudani