I Podcast Loquis promossi dal GAL Terre di Aci nascono nell’Estate 2025 per valorizzare il ricco e multiforme patrimonio culturale, storico e naturalistico che caratterizza l’intero territorio acese. Una vera e propria fase di rinascita digitale ambiziosa e probabilmente ancora poco valorizzata, che riunisce uno straordinario mosaico di eccellenze, tra i valori incastonati tra le pendici dell’Etna e la costa jonica. Un formato che può contribuire a rinnovare profondamente le modalità di fruizione turistica e narrativa, ponendo al centro dell’agenda locale concetti chiave come accessibilità, inclusione e innovazione tecnologica.
Un’innovazione digitale per la promozione locale con i nuovi Podcast Loquis
Il motore di questa svolta strategica è il progetto Discovering Rural Sicily, un’iniziativa ambiziosa promossa dallo staff del GAL Terre di Aci guidato dalla direttrice Annamaria Privitera insieme ad altri GAL siciliani. L’obiettivo era valorizzare gli angoli più suggestivi e le tradizioni più autentiche del comprensorio. Per trasformare questa visione in una realtà concreta e fruibile da chiunque, l’ente ha stretto una partnership con Loquis Factory, la nota ed innovativa piattaforma di travel podcasting, coordinandone spedizioni e contenuti.
Un nuovo modo di viaggiare attraverso la voce
In un’epoca in cui il modo di viaggiare sta cambiando rapidamente, i turisti e i residenti non cercano più semplici guide cartacee o freddi elenchi di monumenti; la ricerca si orienta verso esperienze autentiche, racconti immersivi e strumenti agili che permettano di scoprire un luogo attraverso la voce di chi quel territorio lo vive e lo conosce a fondo. Ed è proprio in questa direzione che si muove la sinergia creata per lanciare i nuovi Podcast Loquis Factory con il GAL Terre di Aci, uno strumento digitale pensato per accompagnare il visitatore passo dopo passo, trasformando una semplice passeggiata in un viaggio sensoriale tra storia, architettura, sapori e leggende.
La vera forza dell’operazione risiede nella capacità di abbattere le barriere. Sia il turista curioso sia il cittadino desideroso di riscoprire le proprie radici possono accedere a contenuti audio geolocalizzati di altissima qualità. Che si tratti di passeggiare tra i vicoli barocchi, esplorare gli itinerari naturalistici rurali o scoprire le storie legate alle eccellenze enogastronomiche locali, l’esperienza d’ascolto diventa immediata, intuitiva e universalmente fruibile tramite smartphone.
Questa iniziativa non rappresenta soltanto un ammodernamento dei servizi offerti al visitatore, ma segna una tappa fondamentale per la promozione integrata del comprensorio jonio-etneo. Attraverso una narrazione audio coinvolgente, supportata da tecnologie moderne e accessibili, le Terre di Aci aprono le proprie porte al mondo, pronte a svelare i propri tesori nascosti a chiunque desideri ascoltarne la voce.
Un nuovo modo di raccontare l’identità: 30 luoghi a portata di click
Il valore e l’utilità del podcast nella promozione turistica
Negli ultimi anni il podcast si è affermato come uno degli strumenti di comunicazione più potenti, intimi e dinamici del panorama digitale. A differenza dei contenuti video o testuali, che richiedono l’attenzione visiva esclusiva dell’utente, la fruizione audio offre una straordinaria libertà. Esso, si adatta ai tempi della persona, accompagnandola durante gli spostamenti, una passeggiata o un momento di relax. Nel contesto della promozione turistica e della valorizzazione del territorio, questo formato trasforma il modo di viaggiare. Non si tratta più di consultare una rigida guida cartacea o di leggere distratte schede sul telefono, ma di immergersi in una vera e propria esperienza di ascolto geolocalizzato, dove le storie, i suoni e la voce guidano i passi del visitatore mentre osserva direttamente la bellezza che lo circonda.
L’utilità strategica del podcast risiede proprio nella sua capacità di evocare emozioni. Esso rende immediata la comprensione della storia e garantire un’accessibilità senza barriere. È uno strumento agile, fruibile da chiunque possieda uno smartphone, che abbina la precisione dell’informazione storica e scientifica al calore del racconto orale.
La risposta innovativa del GAL Terre di Aci
E’ esattamente su questa visione moderna e inclusiva che si fonda l’iniziativa promossa dal GAL Terre di Aci. L’ente ha scelto di narrare il comprensorio jonico-etneo attraverso 30 podcast dedicati. Ognuno di essi descrive luoghi ed eccellenze identitarie. L’ente ha saputo cogliere appieno le potenzialità della tecnologia audio al servizio della cultura. Grazie al lavoro sinergico condotto insieme a esperti conoscitori del territorio e alla piattaforma specializzata Loquis.
Ogni pillola audio della durata media di tre minuti diventa una piccola chiave d’accesso a un patrimonio immenso. Dalle piazze barocche ai sentieri naturalistici della Timpa, dai prodotti tipici ai miti della tradizione. I visitatori possono ascoltare la storia del luogo esattamente nel momento e nel punto in cui lo stanno vivendo. Questo progetto ammoderna l’offerta turistica dell’area acese. Inoltre, esso restituisce valore alla memoria collettiva, rendendola viva, accessibile e a portata di un semplice click.
Qr code e geolocalizzazione dei Prodcast Loquis
Per garantire la massima fruibilità sul territorio, ognuno dei 30 itinerari audio è stato collegato a specifici QR Code dedicati, che sono stati messi a disposizione dei cinque comuni interessati, per ogni utilità, tramite comunicazioni dirette ai sindaci. Questi codici possono essere così presenti direttamente sulla segnaletica turistica, sui portali web e sui canali social. In questo modo, i turisti e i residenti possono semplicemente inquadrare il codice con il loro smartphone e avviare immediatamente l’ascolto durante il percorso.
Inoltre, la riproduzione audio si attiva in modalità automatica tramite geolocalizzazione lungo l’itinerario. Questa tecnologia rappresenta un passo fondamentale per l’inclusione e l’accessibilità digitale. Essa facilita la visita da parte di persone con disabilità o ipovisione. Allo stesso tempo, i podcast sono corredati da schede testuali e immagini. Questo supporto visivo rende i contenuti fruibili anche da parte di utenti con limitazioni uditive.
GAL Terre di Aci / Un nuovo modo di raccontare il territorio con i Podcast Loquis
I contenuti audio accompagnano l’ascoltatore lungo una variegata mappa geolocalizzata di luoghi iconici. Dal semplice cammino a un’esperienza sensoriale ed educativa. Le narrazioni guidano i visitatori tra i sentieri e le riserve naturali del comprensorio, dalla celebre Riserva naturale La Timpa con le sue Chiazzette. Suggestiva e seicentesca scalinata a tornanti immersa nella vegetazione mediterranea. Si incontra poi Fortezza del Tocco.
Fortezza del Tocco
Oggi la Fortezza del Tocco ha perso la sua funzione difensiva per trasformarsi in un eccezionale belvedere e centro d’esperienza naturalistica: da qui lo sguardo spazia a 180 gradi sul mare Jonio e sul piccolo borgo marinaro di Santa Maria La Scala. Costruita alla fine del Seicento lungo la celebre e tortuosa scalinata delle Chiazzette. La fortezza nacque come baluardo difensivo militare volto a proteggere la città e la costa sottostante dalle continue minacce delle incursioni dei pirati barbareschi. Il suo nome deriva dal “tocco”, ovvero il colpo di cannone che veniva sparato dalla fortificazione. Un avvertire la popolazione cittadina dell’imminente pericolo proveniente dal mare.
Attraverso i Podcast Loquis GAL Aci, gli ascoltatori possono riscoprire l’architettura in pietra lavica del forte, la flora mediterranea che lo circonda e gli aneddoti di un’epoca in cui questa terrazza naturale era la prima linea di difesa dell’intera comunità. Il percorso giunge fino alle atmosfere suggestive del Bosco di Aci Sant’Antonio.
Questo straordinario angolo verde rappresenta uno degli ultimi preziosi residui dell’antico e vastissimo Lucus Jovis. Il celebre Bosco di Aci che in epoca romana ricopriva gran parte del versante orientale dell’Etna. Passeggiare oggi lungo i suoi sentieri immersi nella macchia mediterranea, tra querce secolari, lecci e vegetazione rigogliosa, offre ai visitatori un’esperienza di totale connessione con la natura. Oltre al suo inestimabile valore ecologico e paesaggistico, il bosco è uno scrigno di storia e folklore. La narrazione audio rivela infatti come questo luogo sia stato teatro di antiche leggende popolari, racconti di briganti e miti legati al passato vulcanico della zona. Un’oasi di pace e frescura che restituisce al viaggiatore l’atmosfera autentica e incontaminata del paesaggio etneo di epoca romana.
Borghi di mare e luoghi della spiritualità
Il viaggio prosegue lungo la costa verso la tradizione dei pescherecci di Santa Maria La Scala. Questo antico borgo ai piedi della scarpata vulcanica. Qui le tecniche di pesca artigianale e la cultura del mare si tramandano da generazioni, e gli scorci caratteristici delle frazioni marinare che costellano la riviera dei Ciclopi.
Non manca poi uno sguardo approfondito alla storia e alla spiritualità del territorio. Si toccando tappe di grande rilievo come la tranquilla Aci Bonaccorsi. Nota anche come “la piccola Svizzera etnea” per l’ordine, la cura del verde pubblico e l’eccellente qualità della vita. Si scopre poi lo storico Palazzo Riggio ad Aci Catena, che fu prestigiosa dimora nobiliare dei principi Riggio e testimonianza della ricostruzione post-terremoto del 1693.
Il viaggio audio conduce al silenzio dell’Eremo di Sant’Anna
Arroccato sulla collina di Vampolieri, nel territorio di Aci Catena, l’Eremo di Sant’Anna si erge invece come uno dei luoghi di culto e contemplazione più affascinanti dell’intero comprensorio acese.

Fondato nella metà del Settecento da frate Rosario di San Girolamo e vissuto per secoli da comunità di eremiti, questo complesso architettonico rappresenta una vera e propria oasi di pace, lontana dal trambusto della vita moderna.
La struttura, caratterizzata da un’architettura sobria, un suggestivo chiostro e una chiesetta accogliente, regala una vista panoramica mozzafiato che spazia dall’Etna fino al Golfo di Catania.
La devozione al Santuario della Madonna di Valverde
Si visita anche lo storico Santuario della Madonna di Valverde. Questo venerato tempio mariano affonda le sue radici nell’XI secolo. La sua origine è legata alla suggestiva leggenda della conversione del brigante Dionisio e all’apparizione della Vergine. Il santuario custodisce l’immagine prodigiosa della Madonna, che la tradizione vuole dipinta da mani angeliche. (Qui un breve video per saperne di più).
Tra i tesori storici più affascinanti custoditi nel comprensorio acese, un posto di rilievo spetta al sito archeologico delle Terme di Santa Venera al Pozzo. Esso, situato nel territorio di Aci Catena. Si tratta di uno straordinario complesso di epoca romana, la cui origine si intreccia con l’antica presenza di sorgenti di acque sulfuree e termali. Note fin dall’antichità per le loro proprietà curative.

L’area archeologica conserva importanti resti di strutture termali e ambienti destinati alla lavorazione dello zolfo, testimoniando la fiorente attività produttiva e sociale dell’epoca. Il luogo è inoltre avvolto da una profonda aura di sacralità e leggenda: la tradizione popolare e cristiana vi colloca infatti il martirio di Santa Venera, trasformando il sito in una meta storicamente legata sia alla salute del corpo sia al culto religioso. Attraverso il racconto audio dei Podcast Loquis in collaborazione con il GAL Terre di Aci, i visitatori possono immergersi nell’atmosfera di questo parco archeologico unico, riscoprendo le radici più antiche della civiltà che ha animato la terra dei Ciclopi.
Arte, tradizioni e figure del folklore acese
I simboli di Acireale e le sue tradizioni secolari
Un’ampia sezione dell’iniziativa è dedicata al patrimonio immateriale e al folklore che definiscono l’identità locale, un mosaico di devozione e cultura riconosciuto anche dall’UNESCO. La narrazione mette in luce i simboli di Acireale, raccontando la magnificenza della sua Cattedrale dedicata a Maria Santissima Annunziata e caratterizzata dai celebri affreschi di Pietro Paolo Vasta.Si esplora la preziosa collezione dell’Accademia e Pinacoteca Zelantea — istituzione storica che custodisce opere d’arte, incunaboli, reperti archeologici e una vastissima biblioteca —, l’atmosfera del Presepe settecentesco allestito all’interno di una grotta lavica naturale e composto da oltre trenta personaggi a grandezza naturale con volti in cera.
Il racconto passa poi alla travolgente energia del Carnevale di Acireale. Riconosciuto storicamente come “il più bel Carnevale di Sicilia” e tra i più antichi d’Italia. Questo evento affonda le sue radici nel Seicento, evolvendosi nel tempo in uno spettacolo d’arte e maestria artigianale unico nel suo genere.
Cuore pulsante della manifestazione sono le monumentali sfilate dei carri allegorico-grotteschi — vere e proprie opere d’ingegneria in cartapesta dotate di complessi movimenti meccanici e spettacoli di luci — affiancate dai celebri e raffinati carri infiorati, realizzati interamente con centinaia di migliaia di garofani freschi. Durante il periodo festivo, il centro storico barocco si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dove satira, colore, musica e devozione alla bellezza coinvolgono visitatori da ogni parte del mondo, rendendo il Carnevale acese un patrimonio immateriale imprescindibile.
La Basilica di San Sebastiano: capolavoro barocco e cuore della devozione acese
Tra i monumenti più imponenti e ricchi di fascino narrati nei Podcast Loquis promosso dal GAL Terre di Aci, spicca la Basilica Collegiata di San Sebastiano. Essa dichiarata dall’UNESCO “Monumento testimone di una cultura di pace”. Riedificata a partire dal XVII secolo dopo il rovinoso terremoto del 1693, la chiesa si presenta con una spettacolare facciata barocca preceduta da una balaustra in pietra lavica ornata da quattordici statue di personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento. All’interno, le ampie navate custodiscono lo straordinario ciclo di affreschi realizzato da Pietro Paolo Vasta, capolavoro pittorico del Settecento siciliano.
La basilica non è soltanto un gioiello d’arte, ma è soprattutto il fulcro spirituale della città: ogni anno, il 20 gennaio, la grandiosa festa in onore del Santo Patrono muove una devozione viscerale e travolgente, con la tradizionale “uscita” del fercolo tra il suono a festa delle campane, i fuochi d’artificio e le grida di fede dei devoti a piedi scalzi.
I grandi maestri e le leggende del territorio presenti nei Podcast Loquis del GAL Terre di Aci Aci
Ampio spazio viene riservato anche ai maestri d’arte e ai personaggi illustri che hanno reso celebre quest’area, tra cui Nerina Chiarenza ad Aci Sant’Antonio, prima grande artista donna a rompere la tradizione maschile e a dedicarsi all’antica pittura decorativa delle sponde e delle ruote dei carretti siciliani, Turi (Salvatore) Pulvirenti con l’arte secolare dell’Opera dei Pupi, storico maestro scultore e puparo cresciuto alla scuola di Emanuele Macrì e custode della variante acese dei paladini di Francia. (Qui un breve video per saperne di più).
Tra le storie più affascinanti e commoventi raccontate nei Podcast Loquis GAL Aci, occupa un posto speciale la figura di Angelo D’Arrigo, il leggendario aviatore, deltaplanista e etologo acese d’adozione, vissuto a Valverde. Campione mondiale di volo libero, D’Arrigo ha rivoluzionato il concetto di volo umano non solo come impresa sportiva, ma come profonda ricerca scientifica e rispetto per la natura.
Tra le sue imprese più straordinarie e celebri al mondo si ricordano il sorvolo dell’Everest e delle Ande in deltaplano, ma soprattutto i suoi pionieristici progetti di reinserimento in natura di specie di uccelli in via d’estinzione. Guidando in volo con il suo deltaplano a motore le aquile imperiali sul Caucaso, le gru siberiane nell’Artico e i condor sulle vette sudamericane, D’Arrigo ha insegnato nuovamente a questi rapaci nati in cattività le antiche rotte migratorie dei loro antenati. La sua memoria, legata a doppio filo al territorio di Valverde dove risiedeva e si allenava, continua a ispirare chiunque alzi lo sguardo al cielo, simbolo eterno di coraggio, armonia con l’ambiente e amore per la libertà.
Il mito di Aci e Galatea
Tra le narrazioni più suggestive custodite nei podcast Loquis pensate dal GAL Terre di Aci, spicca la storia d’amore tra il giovane pastore Aci e la bellissima ninfa marina Galatea. Immortalato dal poeta latino Ovidio nelle sue Metamorfosi, questo mito greco-romano affonda le sue radici proprio nel cuore della costa jonica. La leggenda narra dell’amore puro tra Aci, figlio del dio Fauno, e la nereide Galatea. Il loro sentimento scatenò la feroce gelosia del gigante Polifemo. Egli, innamorato della ninfa, in un impeto d’ira schiacciò il rivale scagliandogli contro un enorme masso di pietra lavica.
Disperata per la perdita, Galatea supplicò gli dèi di pietà. Tuttavia, il sangue del giovane pastore fu così trasformato in un fiume limpido che, scorrendo dalle pendici dell’Etna, sfocia nel mare per ricongiungersi in eterno con la sua amata. È proprio da questo racconto mitologico che prendono il nome il fiume Aci e i nove comuni del comprensorio acese. La testimonianza di come il folklore classico sia impresso da millenni nell’identità e nella geografia di questo territorio.
GAL Terre di Aci / I sapori locali scoperti attraverso i Podcast Loquis
Il racconto digitale celebra anche la straordinaria cultura enogastronomica del territorio. Si descrivono i prodotti d’eccellenza che nascono dalle pendici del vulcano e beneficiano della fertilità unica del suolo lavico. Gli ascoltatori possono scoprire i segreti del Limone dell’Etna IGP — rinomato per la sua buccia ricca di oli essenziali, la spiccata succosità e le fioriture caratteristiche come il “verdello” — e la rinascita del Cavolo Trunzo di Aci, prezioso presidio Slow Food storicamente coltivato negli orti acesi, riconoscibile per le sue ridotte dimensioni, la striatura violacea e le straordinarie proprietà organolettiche e depurative.
A questi si affianca la tradizione casearia locale con la produzione di Tuma, Primo Sale e Pecorino siciliano. Essi custodiscono l’antica arte della pastorizia e le essenze dei pascoli etnei. Inoltre, senza dimenticare le proprietà del lupino. Un tempo alimento umile della tradizione contadina e oggi riscoperto come straordinario “superfood” ricco di proteine.
Lo street food, i dolci tipici e la ristorazione locale
La narrazione del cibo si estende poi alle tradizioni dello street food e della pasticceria, celebrando la semplicità del pane condito (‘u pani cunzatu). Esso viene arricchito con olio extravergine d’oliva, origano, formaggio e acciughe. Si descrivono le specialità della rosticceria acese, tra arancini dorati dalla forma conica, cartocciate e cipolline stuzzicanti.
Spazio fondamentale è dedicato ai simboli della dolcezza locale. Si parte dalla tipica granita al profumo di zagara, servita rigorosamente con la classica brioche col tuppo e considerata un vero e proprio rito quotidiano.
Infine, la pasta di mandorle lavorata secondo antiche ricette artigianali. Non mancano i dolci delle festività. Tra questi spiccano le crispelle con ripieno di ricotta o acciughe e le zeppole di riso fritte e intrise di miele profumato agli agrumi.
Questo percorso tra i sapori si completa con approfondimenti dedicati alla ristorazione locale. Tra cui le tappe d’eccellenza come il Ristorante Alloro. Su raccontano anche agli abbinamenti innovativi tra le acciughe e le birre artigianali a Valverde. Si chiude così il il cerchio di un’iniziativa che rappresenta la promessa di un domani migliore per tutto il comprensorio.
Rossella Liliana Laudani

