Belonefobia / La paura dell’ago e come superarla

La belonefobia è la paura dell’ago e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ne soffre il 10% della popolazione mondiale. Può provocare veri e propri attacchi di panico, persino cardiopatia, in chi è terrorizzato dallo spillo che punge. Le cause di tale paura sono molteplici. Alessandro Bartoletti, psicologo romano, autore del best seller La paura delle malattie, edito da Ponte alle Grazie, la definisce “una monofobia che rientra nel novero della più ampia iatrofobia, ovvero tutte quelle paure riguardanti la medicina, i dottori e le pratiche utilizzate nel mondo sanitario. Il fattore culturale-educativo e il rapporto con il proprio corpo sono alla base di tali paure e la terapia breve strategica sperimentata dalla scuola del Prof. Giorgio Nardone è un approccio terapeutico efficace per venirne fuori”.

Belonefobia / La paura dell’ago: numeri e rischi

Nei “bugiardini” dei vaccini attualmente somministrati per contrastare il Covid-19 è scritto in modo chiaro che anche la belonefobia è una conseguenza legata al vaccino. Al di là di queste controindicazioni, va detto pure che l’uso delle tradizionali siringhe con ago non di sicurezza espone gli operatori sanitari a forti rischi. Pungendosi inavvertitamente infatti possono contrarre malattie infettive non sempre dichiarate dai pazienti durante l’anamnesi pre-vaccinazione. I rischi aumentano considerevolmente quando, dopo la somministrazione dei vaccini, infermieri e medici incappucciano l’ago con la capsula in plastica, operazione dichiarata illegale e ad elevatissimo rischio dal 2010.

Ogni anno in Italia si spendono 50 milioni di euro, mezzo miliardo in tutta Europa, per gestire le conseguenze delle infezioni contratte dai sanitari durante l’uso delle tradizionali siringhe ad ago, considerato che al personale va assicurato sia il trattamento adeguato post-punzione accidentale sia il periodo di malattia conseguente. Il Ministero della Salute ammonisce che solo il 50% degli incidenti risulta tuttavia effettivamente dichiarato.

Quali sono i rimedi?

In Sicilia, a Catania per l’esattezza, c’è un’azienda che da anni distribuisce a livello europeo, su licenza di una multinazionale coreana, un sistema d’infusione senz’ago. Viene venduto non solo sul territorio italiano, ma soprattutto all’estero. Si chiama Gamastech: è una PMI innovativa e il suo amministratore è Arturo Maravigna (nella foto). Dottore in Giurisprudenza e leader nell’impiego di tecnologie innovative a servizio della salute, è lui a spiegarci per la rubrica La Voce della Salute il funzionamento del prodotto di punta della sua azienda.

Belonefobia / La paura dell’ago e la tecnologia NFIT

“La NFIT (needle free injection technology) è una tecnologia ben conosciuta che risale agli anni ‘50, utilizzata prevalentemente per le vaccinazioni di massa in Africa. Non ha avuto grande successo per l’assenza di materiale monouso che esponeva i pazienti al rischio di contaminazione. Intorno al 2010, con l’avvento di nuovi sistemi di produzione tecnologicamente avanzati, sono nati i primi dispositivi con componentistica monouso. Questi rendono il sistema particolarmente sicuro per gli operatori sanitari e particolarmente attraente per i pazienti”.

Arturo Maravigna

Un prodotto del genere può andare bene in questa fase di vaccinazione di massa in tutto il mondo?

Assolutamente sì. Il nostro device Comfort-in è l’unico che ha ricevuto una certificazione CE specifica per la somministrazione intramuscolare di vaccini (non solo Covid). Uno studio, presentato nel 2021 al Congresso Mondiale di Washington sull’unico sistema analogo prodotto in USA, ha dimostrato la maggiore accettazione da parte dei pazienti e degli operatori sanitari per tale tipo di tecnologia. Lo stesso studio, realizzato in collaborazione con la multinazionale del farmaco Zydus Cadilla, ha dimostrato come la differente e più omogenea dispersione del farmaco nel corpo umano possa aumentare sensibilmente il numero di anticorpi prodotti dalla singola dose di vaccino.

Opportuni studi potranno verificare la necessità di dosi minori di vaccino con conseguente riduzione dei costi e maggiore fruibilità e disponibilità dei vaccini a livello mondiale. Inoltre abbiamo ricevuto diverse richieste di pazienti che, venuti a conoscenza del device, hanno richiesto informazioni per farsi somministrare il vaccino senza ago.

E allora come mai, si continuano ancora ad utilizzare negli hub di vaccinazione le tradizionali siringhe con ago, col rischio di vedere rallentate le operazioni di infusione?

I fattori sono molteplici. Il primo, e probabilmente più importante, è la limitata conoscenza della tecnologia. Molti ne sconoscono l’esistenza. Chi invece lo conosce perfettamente e ne apprezza i vantaggi in termini di costi e di efficienza, si scontra con la solita burocrazia. Noi, in Italia, vorremmo partire dalla Sicilia per lanciare questo progetto avveniristico. Vorremmo far diventare gli hub siciliani i più moderni e sicuri a livello europeo. Potrebbe essere un’ottima soluzione anche per incentivare il cosiddetto “turismo vaccinale”. Potrebbe essere un motivo ulteriore per visitare la nostra meravigliosa isola. Inoltre riteniamo che con uno strumento di così facile utilizzo possa essere fondamentale per standardizzare la vaccinazione, soprattutto nei nuovi punti di vaccinazione quali farmacie e medici di base.

rimedi Belonefobia paura ago

Ci sono anche altri aspetti, più tecnico-scientifici legati ai benefici dell’infusione senza ago dei vaccini. Recentemente li ha illustrati pure la CDC, ovvero il Department of Health and Human Services Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti, vero?

Esatto. La CDC ha dichiarato ormai diversi anni fa la maggiore sicurezza e l’assoluta equivalenza. Nonché, in qualche caso, il miglioramento delle performance dei vaccini somministrati con i sistemi NFIT. Stiamo facendo partire a Catania uno studio che tenderà a registrare sia la percezione del dolore durante e post vaccino sia il migliore assorbimento del farmaco dopo la prima e la seconda somministrazione. Abbiamo avuto notizia dell’inferiore percezione del dolore dai numerosi pazienti che hanno già effettuato in Austria ed in Grecia il vaccino con il nostro sistema. Vogliamo darne evidenza scientifica a livello mondiale con questo studio orgogliosamente catanese.

Saro Faraci Assessorato alla Salute Sicilia

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