Bevacqua (Uftaa): “Il futuro turistico della Sicilia è il suo entroterra”

“La mia proposta per il turismo siciliano è sfruttare gli spazi estesi dell’entroterra”. Da anni Mario Bevacqua, catanese doc e presidente dell’Uftaa (United Federation of Travel Agents’ Association) porta avanti idee e proposte concrete nell’ottica della valorizzazione della sua (e nostra) terra. “Le ampie distese permetterebbero la costruzione di strutture da collegare a raggiera verso la coste: persino il posto più recondito dell’entroterra -spiega Bevacqua- non dista più di un’ora di strada dalla costa e non più di due ore dagli aeroporti dell’isola”. Nato nel 1943, dopo essersi laureato in Scienze politiche e perfezionato alla London University, Mario Bevacqua, da sempre inserito nell’ambito del turismo, è stato presidente per il settore della Confcommercio Sicilia, presidente della Fiavet siciliana (la Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi Turismo) e vicepresidente della Fiavet nazionale. Approdato poi alla direzione internazionale dell’Uftaa, che dal 1966 riunisce in una federazione le associazioni nazionali delle agenzie di viaggio in tutto il mondo, ne è stato vicepresidente e dal 2009 ne è il presidente.

“Nata dalla fusione di due organizzazioni mondiali, l’ Uftaa –racconta il suo presidente- risponde all’esigenza di unificare in un solo organismo le agenzie e i tour operators, affinché potessero confrontarsi in un clima di continuo dialogo con altre organizzazioni che muovono l’industria del turismo e lavorare a stretto contatto con Unesco e World Healt Organization per promuovere un turismo sostenibile e responsabile”. “Dal 1999 esiste un Codice di comportamento ambientale ben preciso cui tutti i federati debbono attenersi, per preservare le risorse naturali e culturali, vitali per l’industria del turismo del nuovo millennio. In più – precisa Bevacqua -, dal 1990 in poi, 82 tra i federati hanno condannato ufficialmente, mediante un documento apposito, la Child and Travel Agent’ Charter, il turismo sessuale, garantendo pieno appoggio alle misure adottate dai Paesi interessati”.

Anche se l’Uftaa conta associati di tutti e cinque i continenti, “è innegabile –ammette il presidente- che il turismo si sviluppi in momenti di pace e in luoghi di pace: perciò di questi tempi in Egitto si registra il 65% di traffico turistico in meno. Allo stesso tempo, cambiando la carta delle mete turistiche, la Sicilia, con la crisi di Lampedusa e la chiusura dell’aeroporto di Trapani, riservato alle operazioni militari in Libia, è diventata, di certo della percezione dei turisti, una vera e propria terra di confine”.

Un vero peccato, perché, secondo Bevacqua, “se si riuscisse a creare una sintesi, armonizzando le mete e creando una giusta comunicazione nella continuità” la Sicilia sarebbe una meta perfetta dato che offre una grande varietà paesaggistica e di intrattenimento, specialmente oggi che turisti ricercano, più che mai, luoghi alternativi, diversi. Per stimolare la circolazione di denaro e risollevare le sorti del turismo isolano contro la crisi, le agenzie di viaggio della federazione hanno preparato, per tutta l’estate, dei pacchetti-convenienza per le famiglie, che potranno soggiornare a cifre davvero convenienti in molti villaggi siciliani. E il ponte sullo stretto? “Visto che il 70% del turismo ci arriva sul gommato, sarebbe una vera e propria manna dal cielo”.

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