
Acireale, vittoria che pesa: 1-0 sull’Enna. Vince l’Acireale, alla fine, grazie alla prodezza di Puglisi, a metà giusta di un primo tempo giocato con grande determinazione, mettendo sotto l’Enna, avversario non povero di cifra con il quale aveva dovuto fare i conti, e con esito sempre infausto, già in due occasioni. Sconfitto al Gaeta, sia in Coppa sia in campionato, l’undici adesso affidato a Ciccio Cozza, centrocampista di cifra elevata in quella Reggina che teneva la A con dignità assoluta, ha capitalizzato un primo tempo di buona fattura, nel corso del quale più di un’opportunità ha mancato per distanziare l’antagonista di turno. Tra queste, il clamoroso errore di Tourè che, al 2’, sparacchiava malamente una palla che chiedeva soltanto di essere depositata in rete.
Avvio perentorio, gran gol di Puglisi e Enna alle corde
Avvio perentorio, quello dell’undici di casa, con l’Enna in affanno e prospettive di successo piuttosto nette, non fosse altro per le buone geometrie di un centrocampo ben disegnato da Cozza e sapientemente orchestrato da Daqoune, tra i più in vista dell’undici di casa con il solito generosissimo Semenzin e l’ottimo Puglisi. Ed era proprio Puglisi al 22’ a firmare il gol del vantaggio dei granata con una conclusione dalla distanza che non lasciava scampo a Mangano.
Di Stefano prima, Semenzin subito dopo ma il raddoppio non arriva
Sullo slancio, l’Acireale provava a chiudere il conto, ma seppure non disprezzabile in certe transizioni di gioco, non riusciva a trarre profitto da un Enna in chiaro affanno: Di Stefano, su tocco di Falou, mancava di poco il raddoppio e la stessa sorte aveva subito dopo una conclusione di Semenzin che, da buona posizione, graziava Mangano. Episodio, questo, che spaccava la partita. Nel senso che l’Enna cominciava a prendere coraggio e a farsi vedere dalle parti di Negri.
Enna d’assalto nella ripresa ma l’Acireale serra le file (Semenzin quinto di difesa) e non rischia più di tanto
Nel secondo tempo, la partita mutava segno. L’Enna, che di motivazioni non mancava, si proponeva subito in assetto d’offesa, tanto da costringere Cozza ad incernierarsi su una linea difesa a cinque, ma la posizione arretrata di Semenzin incideva non poco sulla potenzialitá del centrocampo nella stessa misura in cui incoraggiava un avversario di buona e tutt’altro che disposto a uscire dalla partita. Cresceva, l’Enna, sul piano del gioco ma, pur guadagnando in supremazia territoriale, non riusciva a incidere più di tanto: un paio di conclusioni dalla distanza (di Dadic e Occhiuto le più pericolose) senza che Negri, attentissimo come al solito, fosse costretto a fare gli straordinari.
Vittoria preziosa, la luce in fondo al tunnel?
La partita, in pratica, l’Acireale, pur un tantino in affanno, riusciva a gestirla fino al triplice fischio di Iorfida: dopo l’exploit di Reggio Calabria, seconda vittoria di fila per i granata che, dopo un periodo buio, intravvedono la luce. Il cammino, certo, è ancora lungo, e molti sono ancora gli ostacoli da superare, ma, quello che è certo, quest’Acireale è vivo e vitale e deciso a giocarsi fino in fondo le proprie chances di salvezza: a partire dal prossimo impegno casalingo con il Sambiase…
Giovanni Lo Faro
