Dopo aver analizzato come funziona la gestione dell’acqua in Sicilia, questo secondo appuntamento esplora l’intricata rete di enti e normative che definiscono l’attuale crisi idrica siciliana.
Crisi idrica / L’architettura normativa in Sicilia
Negli anni abbiamo assistito ad azioni fatte da parte della regione per cercare di ottimizzare la gestione del ciclo dell’acqua, quali ad esempio la legge regionale n.8 del 2018 che ha istituito l’Autorità di Bacino del distretto idrografico della Sicilia, o l’istituzione dell’ Osservatorio distrettuale permanente con la legge n. 68 del 2023. In ultimo nel 2024 sono state emanate le delibere sia della Regione Siciliana (n. 148 /2024) che della Presidenza del Consiglio dei Ministri (6 maggio 2024) che dichiarando lo stato di crisi e di emergenza creavano una cabina di regia regionale per fronteggiare lo stato di crisi idrica.
Crisi idrica / La frammentazione degli enti pubblici e privati in Sicilia
Gli enti coinvolti sono molteplici. Da qui ne deriva una oggettiva difficoltà di coordinamento, sia da parte dall’Autorità di bacino distrettuale con funzioni di monitoraggio e pianificazione, sia da parte del DAR Dipartimento Acque e Rifiuti. Ma anche del Dipartimento Agricoltura e dei Consorzi di Bonifica che esercitano le funzioni in materia di bonifica e di irrigazione, finalizzate anche alla sicurezza idraulica e alla tutela del paesaggio rurale. Sono coinvolti anche soggetti privati quali ENI che gestisce l’invaso di Ragoleto che si trova nel territorio del comune di Licodia Eubea (CT) con convogliamento nella diga delle acque del fiume Dirillo, le cui acque sono destinate principalmente alle esigenza della Raffineria di Gela (CT).
Altri soggetti privati coinvolti sono le società multinazionali ENEL, Edison, A2A, EDF. Gestiscono impianti idroelettrici che sfruttando la forza dell’acqua per la produzione di energia pulita. In dettaglio, l’ENEL è l’operatore privato che gestisce in Sicilia gli invasi della Diga di Anticipa. Questi forniscono l’acqua ad alcuni comuni fra le provincie di Enna e Caltanissetta fra i quali Troina, Nicosia, Gagliano e Sperlonga. L’ENEL gestisce anche il lago della Piana degli Albanesi che rifornisce la città di Palermo, la diga di Pozzillo (Regalbuto), e la diga di Raia di Prizzi che fornisce il territorio dell’Agrigentino.
Enti crisi idrica in Sicilia / La gestione di Siciliacque spa
Un ruolo di primissimo piano è svolto dalla Siciliacque spa. E’ una società mista partecipata al 25% dalla Regione Siciliana e dal 75% dalla società Idrosicilia spa (gruppo Italgas). La società gestisce il servizio di raccolta, accumulo, potabilizzazione e distribuzione a livello del Sovrambito, ossia la distribuzione idrica delle grandi infrastrutture (il sistema di acquedotti, dighe, invasi, pozzi, sorgenti) fino alle condutture di competenza degli ATO. La società opera in forza di una concessione di durata quarantennale (2004-2044).
La mappa degli ATO: numeri e territori
A valle di Siciliaque operano gli ATO in Sicilia, vediamo in dettaglio quanti sono e dove operano. L’ATO 1 è quello di Palermo che copre un territorio composta da 5.009 kilometri quadrati e fornisce acqua a 82 Comuni e a 1.200.957 abitanti. L’ATO 2 Catania copre un territorio di 3.574 kilometri quadrati, serve 58 comuni e 1.115.704 abitanti. Fanno parte del territorio dell’ATO di Catania i seguenti soggetti gestori ACOSET SPA e SIDRA (Catania), AMA SPA (Paternò) e Sogip srl (Acireale). L’ATO 3 Messina si estende invece su un territorio di 3.266 kilometri quadrati e serve rispettivamente 108 comuni e 626.876 abitanti.
L’ATO 4 Ragusa copre 1.614 kilometri quadrati su 12 comuni con popolazione di circa 329.226 abitanti. Seguono l’ ATO 5 di Enna con copertura di 2.575 kilometri quadrati, 20 comuni e 158.183 abitanti. L’ ATO 6 di Caltanissetta ha una superficie coperta di 2.138 kilometri quadrati, 22 comuni e 260.759 abitanti. L’ ATO 7 di Trapani con superficie di 2.470 kilometri quadrati, 24 comuni e 429.917 abitanti. A Siracusa, l’ ATO 8 con copertura di 389.444 abitanti 21 comuni e 2.114 kilometri quadrati. L’ ATO 9 Agrigento che copre una popolazione residente di 416.181 abitanti distribuita in 43 comuni e su una superficie di 3.53 kilometri quadrati.
Le criticità gestionali
Purtroppo ogni ATO ha qualche “criticità”, quelle di Palermo e Catania non hanno ancora comunicato all’ ARERA l’invio delle informazioni per l’adeguamento tariffario. Inoltre si assiste alla presenza di numerose società in house (di diretta emanazioni dei comuni fra le quali la Sogip). A queste sono state prorogate le convenzioni di gestione scadute nel 2023 o alle più gravi situazioni di commissariamento da parte della Regione di alcuni gestori locali per inadempienze o sentenze di tribunali.
Gianfranco Castro
