Ora il nuovo Catania ha anche i suoi volti. Dopo settimane di attesa, indiscrezioni e silenzi, il club rossazzurro ha ufficializzato prima Fortunato Varrà come nuovo direttore sportivo e poi Emilio Longo come nuovo allenatore della prima squadra.
Due annunci che aprono formalmente la nuova stagione e, soprattutto, segnano l’avvio di un ciclo diverso rispetto a quelli che, negli ultimi anni, si sono fermati davanti all’ostacolo dei playoff.
Varrà nuovo direttore sportivo
Varrà ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2028. Stessa scadenza per Longo, con diritto di opzione a favore del club per la stagione successiva.
Una durata non casuale: il Catania prova a dare profondità alla propria programmazione, affidando l’area tecnica a due figure chiamate non solo a costruire una squadra competitiva, ma anche a restituire un’identità chiara a un ambiente che ha vissuto stagioni cariche di aspettative e, alla fine, di amarezza.
Longo il mister chiamato a sostituire Toscano
L’arrivo di Longo rappresenta una scelta precisa. Tecnico salernitano, classe 1973, ha debuttato in Serie C con il Picerno, guidato per due stagioni con risultati significativi rispetto alla dimensione del club lucano.
Successivamente ha allenato il Crotone, chiudendo entrambe le annate in zona playoff. A Catania, però, il livello della pressione cambia. La panchina rossazzurra non concede lunghi apprendistati emotivi: chiede risultati, personalità, capacità di governare una piazza passionale e ambiziosa.
Le caratteristiche del nuovo allenatore
Dal punto di vista tattico, Longo porta un’idea diversa rispetto al recente passato. Le sue squadre si sono spesso disposte con il 4-2-3-1 o con il 4-3-3, sistemi che valorizzano gli esterni offensivi, la verticalità e una proposta di gioco più aggressiva.
È una discontinuità rispetto al 3-4-2-1 di Domenico Toscano e apre inevitabilmente il tema della costruzione della rosa.
Non basterà aggiungere qualche nome: serviranno giocatori funzionali, compatibili con il nuovo impianto tecnico e capaci di reggere il peso di una stagione in cui l’obiettivo, anche quando non viene urlato, resta evidente.
In questo senso il lavoro di Varrà sarà decisivo.
Il nuovo direttore sportivo è già operativo sul doppio fronte delle entrate e delle uscite. La rosa dovrà essere alleggerita, corretta e rafforzata, mantenendo soltanto gli elementi realmente adattabili alle richieste del nuovo allenatore.
Il mercato dovrà portare qualità, intensità, esperienza della categoria e anche una quota di freschezza, con profili giovani ma già abituati alla durezza della Serie C.
La sensazione è che questa partenza abbia toni diversi rispetto al passato. Meno proclami, almeno per ora. Meno esposizione pubblica. Più lavoro sottotraccia.
Per una piazza come Catania, abituata a vivere il calcio con trasporto totale, può sembrare quasi un’anomalia. Ma forse proprio questa sobrietà può diventare un punto di forza, a patto che alle parole seguano scelte rapide, coerenti e riconoscibili.
Il ritiro rappresenterà il primo vero banco di prova. Una prima fase dovrebbe svolgersi al “Massimino”, prima del trasferimento a Norcia, in attesa che Torre del Grifo possa tornare pienamente disponibile.
Sarà lì che Longo inizierà a misurare il gruppo, a trasmettere principi, ritmi e gerarchie. Sarà lì che il nuovo Catania dovrà cominciare a prendere forma, non solo nei moduli ma soprattutto nella mentalità.
I tifosi, intanto, osservano. Dopo anni di Lega Pro, delusioni e occasioni mancate, la richiesta della città è chiara: costruire una squadra finalmente all’altezza della Serie B. Non per diritto divino, ma per storia, seguito, passione e dimensione della piazza. Il Catania riparte da Varrà e Longo. Il tempo dei nomi è finito. Adesso comincia quello delle scelte.
Giovanni Rinzivillo
