La storia / Io, Nadia Striano, donna autistica

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Nadia Striano donna autistica storia

Sono Nadia Striano, frequento i corsi di laurea triennale in Filosofia e in Psicologia, e sono una donna autistica. Sono una delle prime in Italia ad intraprendere una doppia iscrizione contemporanea. Durante il corso di laurea in filosofia, tramite il percorso di tirocinio possibile accordato dalla Diocesi di Acireale attraverso la Fondazione Città del Fanciullo, ho avuto la possibilità di scrivere diversi articoli in collaborazione con la redazione della Voce dell’Jonio, tra i quali “La realtà invisibile dello spettro autistico” ed “Educare al pensiero critico nell’era dell’inganno della perfezione”.

In quest’ultimo articolo parlerò della mia storia e del mio percorso. In particolare, racconterò di come io abbia vissuto l’autismo, nella speranza che possa essere d’ispirazione ad altri che condividono la mia condizione. Fin da bambina mi sono sempre sentita diversa. Non ne sapevo esattamente il motivo, ma non riuscivo mai ad inserirmi nelle loro conversazioni. Venivo trattata differentemente ed avevo molte particolarità che gli altri non sembravano avere. Poiché non avevo ancora una diagnosi, arrivai persino a chiedermi se fossi un’aliena.

Autòs: la storia di Nadia Striano, donna autistica

Cosa è l’autismo e cosa sono gli interessi speciali

L’etimologia della parola “Autismo” deriva dal greco autós e significa “chiusi in sé stessi”, nondimeno io passavo tutto il mio tempo a ragionare unicamente dei miei interessi. All’età di 10 anni, per esempio, ero ossessionata dalla mitologia, e lessi tutto d’un fiato l’Iliade, l’Odissea e l’Eneide. In seguito, il mio “interesse speciale” si spostò verso la teologia e successivamente verso la filosofia e la psicologia. Di contro, facevo fatica a capire cosa muovesse gli altri che, d’altro canto, mi sembravano privi di interessi. I loro discorsi erano prettamente mondani e pratici.

Venivo spesso presa di mira dai bulli e i professori nutrivano bassissime aspettative su di me a causa delle mie particolarità. Non studiavo, mi focalizzavo unicamente su ciò che mi interessava, cercando di sopportare fino alla fine delle ore di lezione. In pochissimo tempo cambiai tre volte indirizzo (scientifico, informatico, perfino scienze umane) a causa di problemi ad integrarmi.

Un giorno, dopo un’interrogazione umiliante di fronte a tutta la classe, un professore mi disse “Ti do un 6 d’incoraggiamento. Alla fine, portare al diploma quelli come te è la cosa bella del nostro mestiere”. Poco tempo dopo, un gruppo di ragazzi mi seguì fuori dalla scuola, mi picchiarono e mi ruppero il braccio. Di tutta risposta, smisi completamente di frequentare. Qua è dove la storia sarebbe dovuta finire. Dove la storia è finita per molte persone autistiche che conosco. Qua è dove le statistiche si fermano: abbandono scolastico, nessun supporto e prospettive future inesistenti.

La storia / Io, Nadia Striano, donna autistica: gli interessi, il percorso universitario e le aspirazioni

Io invece sono stata fortunata. I miei interessi speciali erano “colti”, passavo molto tempo sui libri per pura passione. Così quasi per inezia a 18 anni tentai di recuperare gli anni dandomene 4 in 1 direttamente agli esami finali, diplomandomi. A questo punto, la scelta più logica da fare mi è parsa quella di intraprendere un percorso universitario, poiché passavo già tantissimo tempo sui libri.

Ero indecisa tra psicologia e filosofia e, alla fine, ho scelto di frequentare entrambe le facoltà. All’inizio temevo fosse una scelta arrogante, ma gli anni di studio pregresso ed ossessivo, — quasi autistico direi — mi hanno aiutata parecchio. Ormai sono prossima alle lauree ed in futuro miro a diventare una psicologa, facendo del mio meglio per migliorare la condizione delle persone autistiche. Io sono autistica al secondo livello di supporto, ma questa è solo una piccola parte della mia storia: soffro anche di epilessia, disturbi ossessivo-compulsivi e sono trans.

Quello di diventare psicologa è solo uno dei miei obiettivi. Il prossimo anno, dopo le triennali, concludendo il percorso di filosofia, inizierò medicina, parallelamente alla magistrale di psicologia. Spesso si tende a ridurre le persone autistiche a macchiette stereotipate, ma non è così. A tutte le persone neurodivergenti che leggono: non smettete mai di aspirare a qualcosa di più, non importa quante siano le difficoltà o quanti limiti vi ponga la vita.

Nadia Striano