Calcio Catania / Molta confusione, il Picerno ne approfitta e sbanca il “Massimino”

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Al “Massimino” arriva una sconfitta che pesa, non soltanto per il risultato ma soprattutto per il modo in cui è maturata.

Il Catania cade in casa per la prima volta in stagione e lo fa contro un Picerno concreto, ordinato, capace di approfittare con lucidità delle incertezze rossazzurre.

Finisce 2-1 per i lucani, che ribaltano il vantaggio iniziale di D’Ausilio con i gol di Abreu e Bianchi, lasciando in eredità al pubblico etneo una domenica amara, chiusa tra delusione e fischi.

Le formazioni in campo

Eppure l’inizio sembrava promettere bene per la squadra di Viali.

Il Catania si era presentato in campo con il 4-2-3-1, affidandosi a Dini tra i pali, con Casasola, Cargnelutti, Miceli e Celli in difesa; Di Noia e Di Tacchio in mediana; Bruzzaniti, D’Ausilio e Lunetta alle spalle di Caturano.

Il Picerno, disposto con il 3-5-2, ha invece scelto compattezza e verticalità, qualità che alla lunga si sarebbero rivelate decisive.

Si decide tutto nel primo tempo

La partita si era aperta con buona intensità.
Dopo un primo tentativo di Bruzzaniti, fermato da Marcone, al 15’ il Catania era riuscito a sbloccare il match con una bella azione corale: Di Noia ha verticalizzato per Lunetta, bravo a servire D’Ausilio, che ha battuto il portiere ospite con freddezza.

Un vantaggio meritato, nato da una manovra pulita e ben sviluppata, che aveva dato l’illusione di una gara finalmente in discesa.
L’illusione, però, è durata pochissimo.

Il Picerno non si è scomposto e ha trovato il pari già al 24’, sfruttando una disattenzione difensiva dei rossazzurri: Abreu, di testa, ha anticipato tutti e riportato la gara in equilibrio.
Il colpo è stato assorbito male dal Catania, che da quel momento ha perso sicurezza e compattezza.

Il sorpasso dei lucani è arrivato al 35’, sugli sviluppi di una punizione: Dini ha respinto in maniera imprecisa e Bianchi, il più rapido di tutti, ha raccolto il pallone depositandolo in rete per l’1-2.

Uno scialbo secondo tempo

Nella ripresa Viali ha provato a cambiare qualcosa, inserendo subito Jimenez al posto di Di Noia e, più avanti, anche Cicerelli, Corbari, Quaini e Donnarumma.

Ma la scossa sperata non è arrivata davvero. Anzi, nei primi minuti del secondo tempo è stato ancora il Picerno a dare la sensazione di poter colpire, mostrando maggiore ordine e una migliore gestione degli spazi.

Il Catania ha avuto qualche opportunità per rimettere in piedi la gara, ma ha difettato ancora una volta di precisione e cattiveria sotto porta.

La chance più clamorosa è arrivata al 74’, quando Corbari, da posizione favorevolissima, ha spedito fuori il pallone del possibile 2-2.
Poco prima era stato Casasola ad andare vicino al pareggio, ma un difensore lucano aveva salvato sulla linea.

Episodi che raccontano bene il momento dei rossazzurri: qualcosa viene creato, ma troppo poco rispetto al volume di gioco atteso, e quel poco viene spesso sciupato.

Con questo gioco playoff a rischio

La sconfitta contro il Picerno lascia dunque più di una riflessione.
Non è solo la prima caduta casalinga della stagione: è un segnale che arriva in un momento delicato, quando il campionato entra nella sua fase decisiva e i playoff iniziano a rappresentare l’orizzonte naturale di ogni valutazione.

Se questo è il volto del Catania, le ambizioni devono inevitabilmente essere riviste.
Serviranno più gioco, più personalità e soprattutto più concretezza, perché una squadra fragile dietro e sterile davanti rischia di perdere consistenza proprio sul più bello.

Giovanni Rinzivillo