Sala stampa dello stadio “Angelo Massimino”, ore 12 di mercoledì 10 settembre. Il direttore generale del Catania FC Alessandro Zarbano e il direttore sportivo Ivano Pastore tornano davanti a operatori e giornalisti, stavolta con un solo filo conduttore, evidente ma mai urlato: rispetto. Non per l’apparenza, ma per chi è stato con loro sin dall’inizio.

Un mercato misurato, ma con un messaggio chiaro
Zarbano apre così: «Ci eravamo visti all’inizio, avevamo condiviso i nostri progetti. Il mercato è stato intenso e, alla fine, Ivano ha rilasciato un’intervista. È corretto, nel rispetto di tutti, parlare oggi a tutta la stampa».
Poi, l’immagine centrata: «Il miglior acquisto è stato il gruppo: uomini prima ancora che giocatori».
Un modo gentile per dirlo senza fronzoli, ma con chiarezza. E ancora: «Siamo contenti di essere partiti bene, ma … non voglio alimentare eccessivi entusiasmi: la strada è lunga, non abbiamo ancora fatto nulla».
Allenamenti e infrastrutture: tra Cibalino, Torre del Grifo e logo
Riguardo alla casa della squadra, nessuna romantica promessa: «La squadra si allena al Cibalino e il campo sta reggendo bene», e sulla riapertura di Torre del Grifo conferma: «È stata versata la cauzione: il 16 ottobre ci sarà la gara e l’iter procede. Abbiamo fatto richiesta anche per il logo, siamo in attesa di riscontro».
Una nota: la squadra fa base ancora al Massimino, in attesa di altre certezze.
Sul bilancio: perdite coperte e spese messe a regime
Non si nasconde nulla: la stagione 2023/24 ha chiuso con un bilancio “così così”, ma grazie agli apporti di Pelligra, tutto filtra: «24/25 sarà un bilancio bello… in perdita, ma coperto. Monte ingaggi abbattuto, risparmiati 2 milioni».
Poi una riflessione limpida: «Sostenibilità in Serie C per vincere è impossibile. Ma abbiamo alleggerito i costi: questo ci permette di guardare avanti».
Pastore: tra silenzi e concretezza
Pastore evita i riflettori, ma quando parla, fa contare le parole: «Non sono bravo con le parole, a me piace stare zitto, lavorare e stare vicino alla squadra. Risolvere problematiche che sorgono».
E sul mercato: «Sul mercato nessun rimpianto. Solo una piccola delusione, ma fa parte del gioco. Non torneremo su un obiettivo che non voleva venire».
Sul fronte rinnovi, conferme importanti: «Dini ha già firmato» (contratto fino al 30 giugno 2027), mentre su Jimenez: «Gli abbiamo fatto una proposta importante. Le scelte vanno rispettate … al momento lavora da professionista».
E su Di Tacchio: «È tornato ad allenarsi con il gruppo. Valuteremo se sarà convocabile per la gara contro il Cosenza».
Un Montaggio, più di qualche battuta
Zarbano sorride piano nel salutarci: «Basta un uomo solo al comando? No. Qui si lavora in squadra».
Grella non è venuto a fare selfie, ma il suo timbro si riconosce nei fatti: una rete di dirigenti, osservatori, e capitali tesi a un solo obiettivo.
Dietro le cifre, questa storia sa di concretezza
In città c’era bisogno di chiarezza più che proclami: saper che si è risparmiato, che si punta ai conti in ordine, che la squadra è coesa, tutto questo conta. La Serie C ti lascia pochissimo margine, e qui si leggono segni di coscienza anche nei bilanci. Una cosa vera, una cosa che può durare anche quando le prime luci dell’entusiasmo si affievoliscono.
Giovanni Rinzivillo
