Gelbison con merito, Acireale kappaò: 0-1. Cade ancora l’Acireale sul terreno di casa, dove cede stavolta l’intera posta ad una Gelbison che sul groppone sosteneva il peso non indifferente di tre sconfitte di fila e che invece, proprio sul terreno dell’Aci e Galatea, dove mai aveva avuto modo di proporsi (l’unico precedente tra le due formazioni al Comunale di Aci Sant’Antonio, in un pomeriggio epico: esaltante, allora, il successo dei granata di De Sanzo con gol di Ricciardo!), trova modo di rialzarsi.
Sconfitta che pesa, granata di nuovo ai margini della zona play out
Sorpasso realizzato, e senza penare più di tanto, e granata di nuovo ai margini di quella zona play out dalla quale si erano appena tirati fuori. Partita di lettura non facile quella alla quale abbiamo assistito, con un Acireale spigliato abbastanza in avvio, ma poco pratico, se non proprio inconcludente. Il gioco degli uomini di Pagana fluisce fino alla trequarti ma si arena nei pressi dell’area di rigore ospite. Nè Falou insomma nè Hebeck ricevono l’imbeccata giusta da un centrocampo in evidente difficoltà. Sia Cozza sia Iuliano faticano a trovare spazio e luce nel munitissimo dispositivo di metà campo ospite, nè Gagliardi, che dovrebbe fare la differenza, riesce mai ad accendere la luce.

Ospiti più lucidi e determinati, l’Acireale va sotto (gol di Ferreira) e non riesce più a rialzarsi
Succede così che la Gelbison prevalga, in termini di concretezza, soprattutto. A fare i conti, taccuini alla mano, la prevalenza ospite è indiscutibile: a fronte di un tentativo di Gagliardi (39’) con palla di poco alta sulla traversa, pesano le conclusioni di Liorni (19’) con Negri a salvarsi in extremis, di Russo (30’) e, soprattutto, quella decisiva di Ferreira (40’) che consegna il vantaggio agli ospiti. Acireale sotto, poco prima dell’intervallo, e segnali di nervosismo che preoccupano non poco. Strano, l’amministratore delegato granata, si vede sventolare il rosso dal reggino Calabrò, prima che Cozza (46’) si becchi il giallo.
Risorse granata al limite, Pagana non va oltre gli inserimenti di Nardo e Di Mauro
Al riposo, va un Acireale tutt’altro che convincente, nemmeno parente lontano dell’undici che la settimana scorsa aveva messo sotto la Nissa vicecapolista. Lenti a centrocampo, i granata, e prevedibili nelle rare iniziative proposte. Quant’è bastato perché la Gelbison, avversario storico di una stagione ormai lontana, recuperasse quella fiducia della quale aveva avvertito la mancanza, negli ultimi tempi. Aggiungi l’esiguità delle risorse di cui Pagana disponeva in panchina (in pratica il tecnico di Troina non è riuscito ad andare oltre gli inserimenti di Nardo, al rientro dopo una lunga assenza, e dell’ under Di Mauro, per l’ultimo scampolo di partita), e la sconfitta dei granata, la seconda consecutiva in casa, è bell’e spiegata.

Falou ci prova ma la traversa gli dice no
Tutto qui l’Acireale? All’attivo dei granata, in un secondo tempo fatto soltanto di buone intenzioni, due tentativi per rimettere in equilibrio il risultato, entrambi firmati da Falou, l’attaccante più prolifico di cui disponga Pagana: un colpo di testa con pallone di poco alto sulla traversa in avvio di ripresa (5’) e una bella girata al volo con pallone a stamparsi sulla traversa della porta di Corriere (18’). Ed è stato questo l’ultimo guizzo di un Acireale sempre più arruffone e inconcludente a mano a mano che i minuti scorrevano. Festa per la Gelbison alla fine e per i cinque suoi eroici sostenitori dispersi nel settore ospite, e un subisso di fischi per un Acireale incassa la seconda sconfitta interna consecutiva dopo quella subita ad opera del Castrumfavara…
Giovanni Lo Faro
