Università / Una tesi dedicata al carretto siciliano come icona artistica culturale

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Vera Marci tesi carretto siciliano
Vera Marci, neo laureata presso l'accademia di belle arti, a Catania.

Una giovane studentessa, Venera Marci, si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti, a Catania, dedicando la tesi all’arte del carretto siciliano, sperimentando materiali e linguaggi moderni. La tesi, intitolata “Rimodulazione dell’Icona Siciliana, un ponte tra ricerca e interpretazione futura”, unisce studio teorico e sviluppo progettuale con l’obiettivo di valorizzare il territorio di Aci Sant’Antonio e la sua ricca storia artigianale.

Carretto siciliano: una tesi dedicata alla rivoluzione del decoro

La ricerca non si è concentrata sul carretto in sé, ma sul suo decoro, trasformandolo da elemento bidimensionale a una installazione tridimensionale e interattiva, ispirata all’Optical Art. Il cuore del progetto è un prototipo di “piazza interattiva” dove il fruitore è pienamente coinvolto. L’obiettivo principale, come sottolinea la laureata, è dimostrare che l’arte del carretto “non deve mai dirsi passata”, ma può e deve adattarsi alle esigenze contemporanee.

L’esperimento della tesi svela l’innovazione e l’idea non si limita a replicare l’estetica, ma dimostra l’essenza modulare, come afferma Venera, che sulla sua tesi firma Vera: “Ho ideato uno spazio d’arte dinamico che prevede l’alternanza di forme esagonali e circolari, capaci di creare effetti ottici e illusionistici alternati ad una decorazione modulare che attinge a quella carrettistica, nel tentativo di riproporre una attualizzazione fruibile di un oggetto oramai fuori uso”. L’opera si pone con l’obiettivo dell’omaggio estetico.

prototipo carretto siciliano icona artistica
Il prototipo dell’idea proposta all’interno della tesi.

Dalla funzione all’oggetto culturale 

La ricerca evidenzia la trasformazione del Carretto: con le sue vivaci decorazioni e i racconti dipinti di santi e leggende, è mutato da mezzo funzionale a puro oggetto di interesse culturale e artistico. Questa visibilità è stata accentuata anche da collaborazioni con marchi di alta moda come Dolce & Gabbana, dimostrando la sua perdurante rilevanza estetica. L’analisi dello “stato di salute” dell’arte carrettiera si è basata su interviste sul campo con artigiani e carrettieri locali per comprendere le dinamiche storiche e progettuali.

Tra gli intervistati chiave spiccano: Rosanna Scarcella, artigiana di Augusta; Nerina Chiarenza, operante nel territorio di Aci Sant’Antonio; Gianfranco Fiore, noto per la sua collaborazione con Dolce & Gabbana. La soluzione proposta dalla tesi è una decisa ri-elaborazione in chiave contemporanea, essenziale per catturare l’attenzione delle nuove generazioni.

laurea accademia
La neo laureata Venera Marci, con il suo correlatore, Filippo Messina, e il suo relatore, Giuseppe Altomare.

La connessione con la Sicilia è rafforzata dall’utilizzo della pietra lavica dell’Etna nella composizione. Questa scelta non solo permette durabilità al prototipo, ma spinge alla conoscenza e alla preservazione del patrimonio locale e dei suoi materiali distintivi. L’obiettivo finale è chiaro: dimostrare che l’antica arte del Carretto non è affatto scomparsa. Deve essere rivalutata e adattata alle esigenze del XXI secolo, trasformandosi in un’opera di pubblico interesse e di coinvolgimento personale, garantendole così un clamoroso ritorno al culmine.

Alessio Piro