Calcio Serie D / Chiavaro: “Per l’Acireale la C nel mirino”

Il progetto é serio e piuttosto ambizioso. Come non succedeva da anni. La C nel mirino, un traguardo al quale, dal lontano 8 luglio  2006, data nella quale  fu sancita la fine della vecchia A.S.Acireale, nessuno osava pensare. “Noi siamo l’Acireale”, l’associazione promossa da Giuseppe Fasone, attuale direttore generale del club granata, ha fatto, insomma, un passo in avanti, alzando decisamente l’asticella.

“Il nostro è un progetto importante, serio e ben

Agatino Chiavaro, direttore dell’area tecnica dell’Acireale

articolato – osserva Agatino Chiavaro, la maglia granata sulle spalle da ragazzino, nella stagione 96/97, quando aveva poco più di sedici anni, ora responsabile dell’area tecnica – ma anche un progetto che carica tutti di grande responsabilità in un torneo che non è facile, per di più nel delicatissimo momento che stiamo vivendo”.

Tra sogno e realtà, lo capisci, ci sono antagonisti di consistenza non trascurabile (le due messinesi, ma anche le sorprese San Luca e Cittanovese) e l’incognita di una pandemia che grava come un macigno anche sul futuro del calcio dilettantistico. “Non è facile lavorare in questo momento, la sospensione del campionato è giunta nel momento meno opportuno ovvero nella fase in cui la squadra, dopo la sconfitta incassata a Messina nella quarta giornata, sembrava avesse recuperato slancio…”.

Leadership in condominio, quella dei granata, che viaggiano a braccetto con Fc Messina, San Luca e Cittanovese. “Il fatto di giocare a carte scoperte non ci agevola di certo, la pressione si sente, come si sente la responsabilità, e questo spiega forse il motivo per cui il gioco della squadra risulti meno brillante di quello espresso la stagione scorsa”.

E però vale, quest’Acireale, squadra di cifra ragguardevole, che può schierare elementi di categoria superiore come gli ex rossazzurri Bucolo e Rossetti, il centrocampista argentino Nicolas Rizzo, il capitano Peppe Savanarola e giovani di belle speranze come Cannino, Maugeri, Buffa e De Felice ed è guidata oltre tutto da un tecnico di buone prospettive come Beppe Pagana, già granata in Serie C. “Non possiamo contare più sul fattore sorpresa, la squadra, oltretutto, è più riflessiva e meno sbarazzina rispetto alla stagione scorsa, ma non si può certo dire che il nostro avvio di stagione riguardo a gioco e risultati sia stato deludente. Pesa, certo, la sconfitta di Messina ma dal San Filippo non uscimmo ridimensionati, sotto di due gol e ridotti in dieci, andammo più volte vicini ad una clamorosa rimonta”.

Dopo la sosta, il Licata, squadra spigolosa, non facile: che Acireale sarà? “La ripresa è un’incognita per tutti, noi abbiamo lavorato bene, contiamo di riprendere il discorso dal punto in cui si è interrotto”.

Imminente la ripresa, e imminente l’ultima finestra di mercato: cosa attendersi? “Il nostro è un buon organico, ed é pure ben assortito. L’attacco? Cinque attaccanti non sono pochi, in più hanno caratteristiche complementari.  Sparacello? Qualcuno lo ha messo in discussione, ma il ragazzo è prezioso per gli sviluppi del nostro gioco, lo abbiamo preso a ragione veduta”.

Chiavaro, il mercato? “Noi siamo al completo, ciò non toglie che, se si prospettasse la possibilità di rafforzare la squadra, non ci tireremmo indietro…”.

Giovanni Lo Faro

 

 

 

 

 

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