Caltanissetta / Festival del torrone, chiusura in grande stile. Ora si va verso l’IGP

Tra una grande Italia di torrone e il suggestivo spettacolo delle fontane danzanti si è chiusa la seconda edizione del Festival del Torrone di Caltanissetta. Tra gli appuntamenti più interessanti della manifestazione: il premio conferito ad Attilio Bolzoni e Mirco Scarantino come illustri ambasciatori del capoluogo nisseno, il processo al torrone e la disfida  tra Cremona e Caltanissetta per decretare il torrone più buono.
Per modellare la maxi scultura lunga  oltre sei metri- si legge in un comunicato dell’organizzazione – sono stati utilizzati più di 150 chili di mandorle, 30 chili di pistacchi, 60 chili di miele, e tanta pazienza per le molte ore di cottura necessarie alla realizzazione del torrone di Caltanissetta.
Una  specialità del capoluogo nisseno, che quest’anno ha deciso di dedicare al proprio dolce una vera e propria festa. Una ricetta tradizionale realizzata esclusivamente con miele, mandorle e pistacchi di produzione locale, in una variante che differisce da quella più comunemente detta “alla cremonese” che comprende zucchero e albume d’uovo, ingredienti che risultano invece assenti nel torrone nisseno. Tre giorni di degustazioni, cooking show, dibattiti, tavole rotonde, spettacoli e momenti di approfondimento si sono appena conclusi nel capoluogo, che punta a guadagnare la certificazione IGP per un prodotto da molti dimenticato e che oggi la città rivendica con orgoglio.
Lo spettacolo delle fontane danzanti, ha affascinato la piazza gremita. Grandi e piccini con il naso all’insù per il suggestivo show di acqua, fuochi e colori che a ritmo di musica ha incantato la città.
Durato quasi un’ora, lo spettacolo realizzato con il sostegno di “Il centesimo” sponsor dell’iniziativa ha colorato la bella piazza del capoluogo nisseno, gremita di gente per l’occasione.

Durante l’ultima giornata di festa spazio anche alla cultura: presso la sala convegni di Palazzo Moncada si è tenuta  l’attesa consegna dei premi Torrone d’Oro che sono stati conferiti a due celebri nisseni: il giornalista Attilio Bolzoni e il campione europeo di sollevamento pesi Mirco Scarantino.
La premiazione è stata un’occasione per discutere insieme ai due ospiti del futuro della città, delle speranze e del momento storico che il capoluogo nisseno si trova a vivere.

I premiati, da sx: Mirco Scarantino e Attilio Bolzoni

Per il giornalista Attilio Bolzoni, che ha dichiarato di essere molto legato alla città in cui è cresciuto e di sentirla ancora a distanza di anni come la sua “casa”,  esiste un male che la contraddistingue negli ultimi anni che è il sentimento di rassegnazione dei nisseni, assopiti dalle difficoltà economiche e sociali in cui versa. Quella che da Sciascia era chiamata la “piccola Atene” -continua Bolzoni- dovrebbe ritrovare la sua energia e il suo orgoglio e ripartire dalle nuove generazioni, come quella rappresentata dal campione mondiale di sollevamento pesi Mirco Scarantino. E bisognerebbe ripartire da quel che si ha, -continua il giornalista- non di certo il mare o l’attrattiva turistica vera e propria (non abbiamo i templi di Agrigento, ha dichiarato) ma da un rinascimento culturale e delle menti che possa riportare questa città al fermento culturale che all’inizio del secolo aveva affascinato Sciascia.

Il miglior torrone, Caltanissetta batte Cremona 1 a 0

Un’attenta giuria di esperti- si legge ancora nel comunicato –  ha partecipato ad una degustazione alla cieca per decretare il miglior torrone tra quello cremonese e quello nisseno. L’attesa “disfida” è stata vinta da Caltanissetta, dopo l’analisi di un’attenta giuria di esperti che ha partecipato ad una degustazione alla cieca in cui sono stati serviti in modo comparativo le due tipologie di torrone.
Ad essere analizzate sono state la friabilità, il gusto e il profumo dei due prodotti. A vincere la degustazione è stato il torrone di Caltanissetta con 134 punti complessivi contro 104, la giuria l’ha riconosciuto come più profumato e più aromatico per via della maggiore presenza di miele e assenza di albume e più friabile e croccante, tuttavia l’estrema dolcezza del torrone nisseno è stato giudicato un pò esagerata, data la notevole persistenza del penetrante aroma di miele. Come pregio, all’unanimità riconosciuto a favore del torrone cremonese, è stato lodato il suo equilibrio tra i sapori e la sua leggerezza.

Tra gli eventi più interessanti della tre giorni anche il Processo al Torrone, dove con toni surreali si è raccontata la storia del gustoso dolce

Tanti gli ospiti che si sono prestati ad un’agguerrita  messa in scena dove non si sono risparmiati i colpi di teatro. Ad essere inscenato è stato un processo al torrone, tanto realistico divertente. Con toni surreali e iperbolici si è cercato di raccontare la  storia del torrone di Caltanissetta, sul banco degli imputati (e addirittura ingabbiato) per aver commesso il reato di mistificazione della propria identità. L’accusa ha sostenuto che il torrone di Caltanissetta avesse dichiarato una falsa identità, spacciandosi per cremonese e beneventano, per vincere una fantomatico premio da un milione di euro ad un ipotetico concorso europeo.

Processo al torrone

Il torrone di Caltanissetta dopo un lungo e appassionante dibattimento è stato assolto dal giudice e dalla giura popolare non tanto per non aver commesso il fatto, ma perché avrebbe commesso il reato mosso da nobili ideali quali la promozione della sua bontà e il desiderio di volersi affermare con le proprie caratteristiche organolettiche uniche e preziose su un mercato pieno di competitor con una maggiore forza comunicativa. Il torrone ha però dichiarato, attraverso una lettera rilasciata al suo avvocato, che fortemente pentito farà tesoro della lezione per presentarsi al mondo come un prodotto Nisseno e promuovere orgogliosamente il territorio con la sua bontà.
La rappresentazione è stata realizzata in collaborazione con il Lions club Caltanissetta presieduto da Alessandra Maria Dibartolo. Tra gli attori che hanno impersonato le parti al “processo” erano presenti l’avvocato Piero Carà come presidente della corte, l’avvocato Salvatore Alfano PM dell’accusa,  l’avvocato Giuseppe Giunta per la difesa, tra i “testimoni” della difesa il maestro pasticcere Lillo De Fraia, Filippo Ciulla, Daniela Vullo ed altri venuti appositamente da Cremona come testimoni dell’accusa: Barbara Manfredini, Stefano Pellicciardi e Cristiano Rivoltini. Nel ruolo delle testimoni popolari anche Grazia Augello e Nadia Lionti che hanno impersoneranno un pubblico particolarmente animato.

Riconoscimento IGP, durante il festival è stato dato il via all’iter burocratico

Una volontà forte di riaffermazione dell’identità territoriale ribadita anche nel tavolo tecnico “Il Torrone di Caltanissetta verso il riconoscimento IGP”  in cui torronai, esperti del settore, agronomi e l’amministrazione comunale si sono si sono interrogati sul futuro del torrone nisseno e sul percorso da intraprendere verso un  possibile riconoscimento IGP.
Molto apprezzato è stato l’intervento del dott.  Pietro Miosi – Dirigente Area 5 – Brand Sicilia e Marketing Territoriale “Sono qui stasera in rappresentanza della Regione,  perchè il nostro impegno è quello  di recepire le esigenze della periferia, l’IGP è un processo di almeno due anni, ma quelli che devono crederci sono in primis i produttori. La regione sarà al loro fianco non solo come burocrati ma anche come consulenti tecnici per aiutare a fare le scelte giuste e per capire quale può essere il giusto percorso per valorizzare il prodotto Torrone che potrebbe diventare anche motivo di attrattività per tutto il territorio.”
“Il festival del torrone nasce come evento traino per dare pieno riconoscimento ad un prodotto dolciario legato al territorio nisseno, un lavoro corale che investe le istituzioni, i produttori e la filiera. –  ha argomentato Giovanni Ruvolo, sindaco di Caltanissetta. “Stiamo iniziando un lavoro importante per arrivare ad un disciplinare condiviso e stiamo avviando l’iter per il riconoscimento Igp del torrone di Caltanissetta. Il festival di questi giorni serve ad aprirci al confronto con le altre realtà che storicamente producono il torrone e al contempo dare a Caltanissetta la visibilità che merita per la tradizione del torrone, sapientemente conservata dai nostri maestri torronai.”
Durante l’incontro è stata presentata anche l’attività svolta dal locale istituto tecnico Sen. Angelo di Rocco che ha presentato il corso per diventare “Maestri Turrunari”.