Antonio Giannone, noto sui social come Camminanto, ha deciso di partire dalla propria abitazione a Scicli (RG), in Sicilia, per raggiungere il Cammino di Santiago. Ha lasciato il lavoro e resettato i suoi profili social per intraprendere un’impresa “epica”. Dal suo profilo Instagram: “Ciao mamma sono vivo. Sto andando dalla Sicilia a Santiago de Compostela a piedi“. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare questa sfida fatta di migliaia di passi al giorno, incontri e condivisione digitale.
Cammino di Santiago / Chi è Antonio Giannone aka Camminanto
“Antonio Giannone è…una persona normale!“, ma la sua scelta di vita recente ha ben poco di ordinario. Videomaker e fotografo di 26 anni, Antonio lavorava in un’agenzia di comunicazione prima di decidere di abbandonare tutto per mettersi in viaggio. “E da lì mi sono trasformato in Camminanto” racconta “… perché cammino e mi chiamo Antonio, e quindi Camminanto“.
Sebbene la passione per le escursioni sia nata durante gli anni universitari a Torino, questa volta l’obiettivo è molto più ambizioso dei percorsi già battuti in passato. “Ho deciso di fare qualche cammino in Italia, come la Via Francigena e la Via degli Dei. Poi è nata l’idea del cammino di Santiago” spiega Antonio “ma ho deciso di fare una cosa un po’ più ‘epica’… l’impresa che si fa una volta nella vita“. Partire direttamente da casa sua, in Sicilia, è per lui un gesto unico: “Banalmente perché da casa mia posso essere solo io a partire“.
Camminanto / Un diario di viaggio tra social e realtà
Nonostante il cammino di Santiago sia spesso associato al silenzio, Camminanto ha scelto di documentare le sue giornate sui social, curando personalmente ogni contenuto. In pochissimo tempo, la sua community è esplosa. “Da quando ho iniziato, che è stato una settimana prima di partire, sono quasi a 35 mila follower su Instagram”. Allo stesso modo, è passato dai pochi conoscenti e seguaci iniziali a circa 16 mila su TikTok. Tuttavia, Antonio mantiene un equilibrio rigoroso tra lo schermo e la strada. “Effettivamente è una cosa che è un po’ sfuggita dal mio controllo, nel senso che non pensavo che raggiungesse questo punto”. Durante il giorno preferisce non parlare al telefono per restare immerso nei propri pensieri, limitandosi a brevi resoconti serali.
“Ho preferito essere presente nel momento, piuttosto che mettermi in disparte a montare il video” afferma, sottolineando come la ripresa per i contenuti social sia marginale rispetto all’esperienza vissuta.
Camminanto / L’accoglienza e lo zaino per il Cammino di Santiago
Il viaggio di Camminanto è diventato un’esperienza collettiva. Grazie ai social, molte persone lo contattano per offrirgli ospitalità. Il suo zaino, “che deve restare il più leggero possibile”, si è riempito di simboli carichi di significato. Dalla conchiglia di Santiago donatagli da un altro camminatore, a spillette e piccoli oggetti fatti a mano dagli scout incontrati lungo il percorso. Antonio racconta con emozione anche di momenti singolari, come quando è stato ospitato da frati di clausura a Paola. “Ero a cena però non potevo incontrare nessuno. Veniva solo il frate che si occupava della mia accoglienza ogni tanto a controllare come stesse andando“.
Camminanto / Le sfide del cammino e i prossimi traguardi fino a Santiago
Non mancano le difficoltà tecniche e i piccoli timori quotidiani. Oltre al rischio rappresentato dai cani da pastore, la sfida più grande è la sicurezza stradale. Antonio ha percorso lunghi tratti su strade statali trafficate, dove camion e auto sfrecciano a poca distanza. Ma la determinazione non manca. Dopo aver attraversato Calabria e Campania, il suo primo grande checkpoint è Roma, che rappresenta circa un quarto del percorso totale. “Quello là già per me è un grande traguardo, perché non era assolutamente scontato prima che partissi di arrivare anche solo a Roma” dichiara sinceramente.
Una volta lasciata la capitale, Antonio seguirà la Via Francigena verso il nord Italia, per poi puntare alla Francia e, successivamente, all’obiettivo finale. In fondo, per il giovane Camminanto “il cammino stesso è l’obiettivo“.
Sabrina Levatino
