Giarre / Pira e i nuovi linguaggi del giornalismo nel ricordo di Nello Azzarelli

0
317
giornalismo azzarelli giarre pira

A Giarre, il ricordo di Nello Azzarelli è stato onorato dalla relazione del professor Francesco Pira, associato di sociologia all’Università di Messina, incentrata proprio sui nuovi percorsi della notizia e del giornalismo. A venticinque anni dalla scomparsa di Nello Azzarelli, il comune di Giarre ha riunito il giornalismo siciliano per riflettere su una professione che non può più limitarsi solo al “saper scrivere bene“. Il corso di formazione, ospitato al Salone degli Specchi del Comune di Giarre, ha mostrato le sfide di un ecosistema digitale in cui algoritmi e intelligenza artificiale riscrivono tempi e modi della comunicazione.

Ricordare Nello Azzarelli oggi significa onorare un uomo che, in soli 36 anni di vita, ha saputo incidere profondamente nel tessuto sociale e giornalistico del territorio. La sua eredità, fatta di equilibrio, competenza e profonda umanità, continua a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto. Ma vive anche nella responsabilità di chi, seguendo il suo esempio, sceglie di fare del giornalismo un impegno civile quotidiano.

L’evento, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti e dall’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana), ha visto una grande partecipazione di giornalisti. Il tavolo dei relatori ha offerto un confronto di alto interesse. Infatti, insieme al professor Francesco Pira, sono intervenuti Concetto Mannisi, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia; Domenico Interdonato, Vice Presidente nazionale Ucsi, e Gabriele Sorace, Giudice Sportivo. Le relazioni sono state introdotte e concluse da Vincenzo Varagona, Presidente nazionale Ucsi, mentre la moderazione è stata affidata a Gaetano Rizzo, Presidente regionale Ucsi e Ussi.

Giarre ricorda Azzarelli / Pira e il nuovo percorso del giornalismo

L’intervento di Pira ha tracciato un’analisi lucida della professione. Secondo il docente, il sistema dei media sta vivendo una vera ridefinizione antropologica. “Un tempo esisteva un itinerario riconoscibile: il fatto, la fonte, la verifica, la redazione” ha spiegato, “oggi il percorso è frammentato, accelerato, spesso disordinato“. In questo scenario, la distinzione tra la semplice circolazione di contenuti e il giornalismo vero e proprio risiede in una parola chiave: responsabilità. “La macchina produce linguaggio. Il giornalista produce senso” ha sottolineato Pira, marcando un confine netto tra l’automazione e il valore umano.

L’intelligenza artificiale come strumento, non sostituto

Una parte importante della relazione è stata dedicata all’Intelligenza Artificiale, intesa come una realtà già presente nelle grandi redazioni internazionali. Se da un lato l’IA offre opportunità straordinarie per trascrizioni e analisi dati, dall’altro porta con sé il rischio di “allucinazioni informative“, ovvero “testi formalmente impeccabili ma sostanzialmente vuoti”. Il monito di Pira è stato chiaro: “L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio del giornalista, non il suo sostituto“. La vera differenza resta l’intuizione del contesto e la sensibilità psicologica, doti che una macchina non potrà mai avere.

Precarietà del giornalismo ed etica

giornalismo azzarelli giarre pira eticaLa relazione non ha ignorato i problemi del settore, legando strettamente la qualità dell’informazione alle condizioni di lavoro. Pira ha definito la precarietà come una vera e propria questione deontologica. “Un giornalista costretto a lavorare senza tutele, pagato pochi euro a pezzo, opera in condizioni che mettono a rischio l’autonomia e il rigore“. Difendere la dignità del lavoro giornalistico significa, quindi, difendere il diritto dei cittadini a essere informati correttamente.

Conclusione

Il corso di formazione sul giornalismo è inserito tra gli eventi organizzati a Giarre in memoria di Nello Azzarelli. Ha altresì ricordato come l’aggiornamento continuo sia l’unico modo per non soccombere alle logiche opache delle piattaforme digitali. In un’epoca di trasformazioni radicali, conclude il professore Pira nel suo intervento: “Le macchine possono fare quasi tutto, ma non possono assumersi la responsabilità civile della verità“. Il giornalismo deve continuare a scommettere su questo patto di fiducia con il lettore. È un impegno che onora la memoria di Azzarelli e dei grandi giornalisti siciliani citati nel corso dell’incontro. Professionisti che hanno pagato a caro prezzo il loro amore per la verità e l’informazione.

Sabrina Levatino