Il Report statistico 2025 di Caritas Italiana “La povertà in Italia secondo i dati della rete Caritas”, presentato lo scorso 16 giugno 2025 a Roma, riporta anche la sezione Regionale a cui ha contribuito il nostro Osservatorio Regionale delle Risorse e delle Povertà che collega tutti gli Osservatori diocesani attraverso OSPO WEB.
A livello siciliano si conferma la tendenza dei centri di ascolto di farsi luoghi di prossimità nei territori. Al lavoro di rilevazione hanno contribuito 182 centri d’ascolto nelle 17 diocesi siciliane, accogliendo 12.351 persone: il 4,4% del campione nazionale. Le persone registrate sono state ascoltate per il 44,5% dai centri di ascolto diocesani. Il 40,5% è stato incontrato in parrocchia. Il 14,9% si è rivolto ai centri Interparrocchiali o Zonali, luoghi di ascolto costituiti dalla collaborazione di più comunità parrocchiali.
Le persone che si rivolgono ai nostri centri continuano ad essere principalmente di origine Italiana (71,9% nel 2024 rispetto al 72,7% del 2023). Continua a rilevarsi la leggera prevalenza del genere femminile (54,9%).
Numerosi i nuovi contatti che sono il 37,7% (erano 52,9% nel 2023) delle persone incontrate. Ma come sottolineato anche nel report italiano, non si tratta di nuovi poveri ma di persone che vengono registrate la prima volta presso i nostri centri.
Relativamente bassa rimane la percentuale di persone che vengono seguite da 5 o più anni. Preoccupano le crescenti situazioni di povertà intermittente o di lunga durata. Il 24,2% delle persone è conosciuto da 2 anni ed il 23,4% è in condizioni precarie da più di 5 anni.
Preoccupa la complessità delle forme di povertà, 41% presenta tre o più ambiti di Bisogno (rispetto al 30% media nazionale). Oltre ai bisogni tradizionali di Povertà economica (81,7%) e Problemi di occupazione (64,1%), le difficoltà maggiormente rilevate riguardano le Problematiche abitative (21,8%), quelle familiari (19,9%) e di salute (19%). Con riferimento a quest’ultimo aspetto, si evidenzia la difficoltà riscontrata ad accedere al Servizio Sanitario. E, in alcuni casi, la rinuncia alle cure per motivi economici o per le lunghe liste d’attesa.
Report Caritas 2925 / Condizione abitativa

Tra le famiglie incontrate il 47,4% ha un alloggio in affitto da privato. Il 19,7% è in affitto da Ente Pubblico e il 21,5% ha una casa di proprietà. Non riesce però a far fronte alle spese quotidiane o ha difficoltà al pagamento del mutuo. L’11,4% è ospite da parenti o amici o ha trovato altra sistemazione. Il 14,4%, circa 900 famiglie, vertono in grave esclusione abitativa. Questo dato è fortemente sottostimato dato che molte persone intercettate sulla strada o da alcuni servizi a bassa soglia non raggiungono poi i centri d’ascolto.
Condizione occupazionale e mercato del lavoro
Tra le difficoltà manifestate prevale la condizione occupazionale. Il 52,1% delle persone dichiara di non avere un lavoro; solo il 6,7% risulta avere un’occupazione e il 9,7% è pensionato. Ma entrambe le categorie lamentano di non riuscire a far fronte alle normali esigenze familiari.
Eppure nella Regione Sicilia si assiste ad un aumento del tasso di occupazione a fronte di un calo sia del tasso di disoccupazione, sia del tasso di inattività. Questo può essere dovuto ai lavoratori dipendenti con contratti Part Time, che rappresentano 41,2% dei lavoratori dipendenti totali, oppure a fenomeni di lavoro povero, non adeguatamente remunerato. Il 25,7% dei cittadini siciliani fra i 15 e 29 anni sono non occupati e non in istruzione.
Distribuzione del reddito
Con un reddito complessivo medio di 19.700 euro, la Regione si posiziona molto al di sotto della media nazionale, fissata a 24.830 euro. La distribuzione dell’imposta per classi di reddito complessivo mostra che i contribuenti con imposta netta e redditi fino a 35mila euro sono il 78% del totale. Un’ulteriore suddivisione mostra che il gruppo più nutrito di contribuenti appartiene alla fascia 20mila-26mila euro: in tutto 374 mila contribuenti.
Tra le misure di sostegno al Reddito si segnala che, a livello nazionale, il numero di nuclei familiari che hanno ricevuto almeno un pagamento di ADI nel periodo gennaio 2024 – giugno 2025 è di 868 mila, coinvolgendo un totale di 2,1 milioni di persone. L’importo medio mensile erogato è di 669 euro. I dati mostrano una forte concentrazione dei beneficiari di ADI al Sud e nelle Isole, che rappresentano il 68% dei nuclei totali e il 73% delle persone coinvolte.
Nel periodo compreso tra gennaio 2024 e giugno 2025, in Sicilia sono stati registrati 175.382 nuclei beneficiari (il 20% del totale) di almeno un pagamento dell’Assegno d’Inclusione (ADI). Questo dato si traduce in 464.711 persone coinvolte. La Regione Sicilia ha inoltre erogato un Contributo di solidarietà una tantum rivolto a famiglie residenti in Sicilia da almeno 5 anni e con ISEE inferiore a € 5.000. Questo contributo che può arrivare fino a €5.000 in base a parametri economici e caratteristiche del nucleo familiare, ha riguardato oltre 8.000 famiglie con un impegno di spesa di circa 25 milioni di euro.
Livello di istruzione
Il livello d’istruzione rimane basso, il 46,3% ha conseguito licenza media inferiore ed il 79,3% del campione non supera tale titolo. Continua a preoccupare la bassa scolarizzazione proprio per il perpetrarsi del circolo vizioso della povertà generazionale, descritto da Caritas Italiana nel Report Pavimenti Appiccicosi.
Note demografiche
Serie storica nascite (1999-2023)
La significativa diminuzione della popolazione residente in Sicilia nel 2023 è frutto della somma di due saldi negativi, quello naturale (-21.297 unità) e quello migratorio interno (–16.525), indice di vecchiaia a 177,5 (significa che per ogni 100 giovani dai 0 ai 14 anni ci sono 177,5 anziani con più di 65 anni).
Popolazione con cittadinanza non italiana in Sicilia 209.147, che rappresentano il 4,4% della popolazione totale.
