In un’atmosfera di grande commozione e partecipazione generale, venerdì 14 novembre, nasce “piazza Franco Battiato”. Giornata estremamente significativa che la comunità ripostese ha atteso da tempo. La cerimonia ufficiale d’intitolazione della piazza ha avuto luogo a pochi passi dalla casa natale del geniale artista, nel quartiere ‘Scariceddu’.
La stessa area che ospita il murale creato dall’ingegno dell’eccezionale street artist, Igor Palminteri Scalisi. La decorazione artistica raffigura l’indimenticato maestro nelle tre fasi della sua esistenza (infanzia, giovinezza e vecchiaia). Il murale commemorativo è divenuto, ormai, tappa obbligata per cittadini e turisti desiderosi di omaggiare l’eclettico genio.
La sua scomparsa ha generato un’onda di commozione che tuttora investe l’animo di chi lo ha amato artisticamente ed umanamente. Una commozione che si fonde con l’orgoglio di condividere con lui la stessa area geografica di provenienza, unitamente alla consapevolezza di trovarsi dinanzi ad un artista poliedrico, sperimentatore e mistico. Ogni tentativo di definire un così immenso artista fallisce miseramente e la sua arte “infinita” e multiforme sfugge a qualsivoglia etichettatura.
“Piazza Franco Battiato”

L’evento è introdotto dall’inno di Mameli e dall’inno della Sicilia “Madre terra” ad opera dei ragazzi dell’Istituto comprensivo “Giovanni Verga” di Riposto. Il primo intervento è affidato al sindaco di Riposto, Davide Vasta, che ha specificato come l’intitolazione sia un atto dovuto nei confronti di uno dei più grandi artisti di sempre. Intitolare la piazza a Franco Battiato, secondo il primo cittadino ripostese, significa riconoscere il valore universale dell’opera dell’artista e riaffermare il legame tra Riposto e l’arte coinvolgendo le future generazioni.
Uno degli obiettivi che sta più a cuore all’amministrazione di Vasta è proprio quello di valorizzare l’artista esaltandone la grande eredità culturale.
Segue uno spazio musicale affidato alla bravissima studentessa Laura Sorbello che si esibirà in una toccante interpretazione de “La Cura”, capolavoro del compositore ripostese. Giunge poi il momento tanto atteso in cui viene svelata la targa toponomastica: nasce “Piazza Franco Battiato” e la benedizione è affidata a don Marco Catalano, parroco della Basilica San Pietro di Riposto.
Il ricordo di Michele Battiato e l’intervento del Prefetto di Catania

L’emozione diventa tangibile quando a prendere la parola è il fratello del compositore, il dottor Michele Battiato. Questi si è detto piacevolmente stupito da tale riconoscimento ed ha ribadito quanto sia impossibile definire artisticamente ed umanamente lo spessore dell’illustre fratello. La partecipazione emotiva della folla è coinvolgente.
Altrettanto entusiasmante è poi l’intervento del Prefetto di Catania, dr. Pietro Signoriello, che ne elogia i tratti umani ed artistici. Il Prefetto si dice onorato di poter presiedere all’evento, essendo prima di tutto un grande ammiratore del maestro Battiato. Poi racconta un episodio emblematico, avvenuto nello stadio di Milazzo, dove il cantautore tenne il suo concerto. Alla fine, la platea non intendeva affatto uscire: avrebbe ascoltato le sue note per ore ed ore. Il pubblico chiese così il bis, ma il maestro, con la sua proverbiale schiettezza, rispose: “Io ho questa voce. Non ho più voce. Se volete, io suono e voi cantate!”. E così fu. Quel concerto divenne un abbraccio senza fine.

L’evento poi si avvia alla sua conclusione. Il sindaco Vasta dona al Prefetto Signoriello un acquerello realizzato dalla bravissima artista ripostese, Antonella Spina. La cerimonia, si chiude con l’esecuzione del brano “Centro di gravità permanente”, ad opera degli studenti dell’I.C. “Verga” e dell’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Amari-Rizzo-Pantano’ di Giarre e Riposto. Un momento di memoria di estrema importanza per i ragazzi all’insegna della valorizzazione artistica e culturale. Pagina di straordinaria importanza per Riposto e non solo.
Un’ eredità artistico – culturale da tutelare e da tramandare
Franco Battiato nasce a Riposto (allora, Jonia in seguito alla fusione con la vicina Giarre) il 23 marzo 1945. Sin da piccolo, nutre grande interesse per la musica. A soli 7 anni comincia a studiare pianoforte. Ha descritto la sua infanzia ripostese come fantastica e “tribale”, in quanto permeata da un grande senso di libertà. Il piccolo Francesco trascorreva ore all’aria aperta tra quei vicoli inondati dal profumo intenso del mare. L’energia selvaggia della strada diventa insegnante di vita e di saggezza.
Il giovane Battiato, invece, intraprende una profonda ricerca interiore e spirituale come antidoto ai momenti di depressione. Abbraccia le più svariate culture e religioni con il chiaro intento di trovare un senso alla vita, esplorando le filosofie orientali. Un autentico “ricercatore d’infinito”. Il suo iter interiore, artisticamente parlando, si tramuta in sperimentazione musicale, tematiche mistiche e grande attenzione ai temi esistenziali.
Franco Battiato artista 
Nella poetica e nell’animo di Battiato riscontriamo ricerca spirituale, equilibrio interiore, critica sociale e riflessione sulla condizione umana. Concetti come evoluzione personale, immortalità dell’anima, dialogo interculturale, critica al materialismo e ricerca del perché della vita. Temi spirituali, esistenziali e sociali.
Ha coniugato generi musicali diversi dal pop alla musica colta, dal rock progressivo all’elettronica, fino all’avanguardia per esprimere concetti filosofici e spirituali di grande complessità.
Il linguaggio è evocativo, ricercato e mistico. Genera immagini suggestive e poetiche che stimolano la riflessione dello spettatore. Ricerca interiore da un lato ed impegno etico dall’altro. La sua poetica esplora l’amore per se stessi come premessa all’amore per il prossimo, la contemplazione del silenzio tramite la meditazione e l’ascolto del silenzio stesso. Unitamente all’accettazione del destino (ripresa dagli stoici e da Nietzsche, l’amor fati) ed alla necessità di vivere pienamente ogni momento. Battiato era sensibile alla causa ambientale. Vocalmente, l’espressività era misurata. Eliminava ogni artificio per raggiungere densità espressiva profonda.
I suoi capolavori
Franco Battiato canta l’amore con un autentico capolavoro come “La Cura”, facendo leva sulla capacità terapeutica di un sentimento che non va inteso solamente come collante di una coppia, ma nella sua accezione universale ed incondizionata. Un amore che è prendersi cura dell’altro. Al contempo, canta il bisogno di ricercare il proprio equilibrio interiore con “Centro di gravità permanente”. Personalità indefinibile ed artista eclettico. Vanto ed orgoglio di Riposto e di una Nazione intera. Intitolare una piazza rende eterna la sua grandezza e la sua memoria. Sarà eredità culturale da tramandare ai posteri. I compaesani lo ricorderanno con nostalgia ed i turisti, leggendone il nome, lo conosceranno. Ecco perché “Piazza Franco Battiato” è un atto dovuto. Ecco perché “Piazza Franco Battiato” è un biglietto per l’eternità.
Giovanna Fortunato
