Società / Carte collezionabili, dal gioco al business milionario

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carte collezionabili

Le carte collezionabili non attirano solo appassionati al settore ludico, ma anche i curiosi e gli imprenditori interessati al lato strettamente economico. Negli ultimi anni sono aumentati sempre di più i casi di furti o reati legati a questo ambito.

Cosa sono i giochi di carte collezionabili?

I giochi di carte collezionabili (GCC), come dice il termine stesso, sono una combinazione di gioco di società e collezionismo. Sono costituiti da una varietà di carte, prodotte in grande quantità. Oltre a comporre una collezione, queste carte servono a giocare, seguendo delle precise regole. Ogni carta ha un determinato valore, dato da rarità, stato di conservazione e richiesta sul mercato.

Magic: l’Adunanza” è il primo gioco di carte collezionabili, realizzato da Richard Garfield nel 1993. Tra gli altri titoli di successo ricordiamo Yu-Gi-Oh!, One Piece e Pokémon. Sebbene negli anni 2000, il mercato ha visto un calo delle vendite, l’interesse nel collezionare carte da gioco è rimasto invariato, se non aumentato.

Carte da collezione: investimento o bolla speculativa?

Dietro ogni carta esistente sul mercato si cela un valore monetario variabile. Per cercare di prevedere un trend finanziario futuro sono necessarie delle caratteristiche specifiche sul prodotto. Ad esempio, se la carta è vintage, quanto è richiesta, il suo formato, ecc. Per “bolla speculativa” si intende una particolare fase di mercato caratterizzata da un vertiginoso ed ingiustificato aumento di prezzo di uno o più beni. È quello che succede quando un eccesso di domanda porta una determinata carta ad aumentare il proprio valore, semplicemente perché richiesta da molti.

L’euforia del momento spinge acquirenti a pagare cifre folli, nella speranza che il valore della carta stessa continui ad aumentare quanto più possibile. Una volta raggiunto il picco, detto resistenza, il prezzo della carta si stabilisce e infine crolla. Il crollo dipende dall’impossibilità di trovare acquirenti a causa del prezzo eccessivamente elevato o della diffusione e vendita di copie attraverso canali di seconda mano. Le carte da collezione non sono azioni o strumenti finanziari. È imprevedibile poter prevedere la crescita o il collasso di questo mercato.

La carta collezionabile più rara sul mercato

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Un esempio reale dei prezzi che può raggiungere questo mercato è dato dalla vendita de L’Unico Anello. È una copia di una carta della nuova espansione di Magic: Il Signore degli Anelli: Racconti della Terra di Mezzo. Si tratta dell’unico esemplare stampato, scritto in elfico e trovato da Joshua Brook Trafton. Il rapper Post Malone, noto appassionato e collezionista di carte, ha acquistato la carta a 2,6 milioni di dollari.

Casi reali di furti o reati di giochi di carte collezionabili

I giochi di carte collezionabiili non fanno notizia solo per le aste milionarie, ma anche per i reati che li circondano. Sono moltissimi i casi di furti o reati più gravi legati ai giochi di carte collezionabili riscontrati nell’ultimo decennio. Di recente, il 10 ottobre a Singapore, un uomo di 25 anni è stato fermato all’all’aeroporto di Changi con oltre $30.000 in carte Pokemon non dichiarate. Ma non sono episodi che riguardano solo l’estero. Pochi giorni prima, in provincia di Latina, un uomo, Giuseppe Marcellino, ha sparato alla gamba del 36enne Marco Colardo. Lo incolpava di avergli sottratto carte dal valore di migliaia di euro.

Ad Acireale, durante la fiera “Aci Comics & Games”, i carabinieri hanno sorpreso un uomo di 40 anni che tentava di vendere o scambiare carte da collezione rubate durante la fiera. Tre episodi diversi che raccontano un’unica verità: il collezionismo non è più solo un passatempo.

Carte da gioco collezionabili come oggetti culturali

Chi colleziona non compra solo una carta, ma vero e proprio oggetto culturale. Infatti, anche un piccolo pezzo di cartone può raccontare molto sulle abitudini e sui comportamenti della società contemporanea. Ciò che un tempo riempiva i pomeriggi dei bambini, oggi riempie le casseforti dei collezionisti e, talvolta, le pagine di cronaca nera. Chissà, forse, tra vent’anni, non erediteremo gioielli ma mazzi di carte custodite in teche di plexiglass.

Sabrina Levatino