Non passa giorno, purtroppo, senza che vi siano atti criminali a Catania. Il capoluogo etneo, da sempre in prima linea nella lotta alla mafia ed alla criminalità in generale, è in piena emergenza. Ed a lanciare l’allarme sono proprio le forze di polizia attraverso i loro sindacati.
A pronunciarsi per primo, nei giorni scorsi, il Siap, sindacato di polizia degli agenti di Catania. “In questa nostra città, già priva del reparto mobile, si registra una carenza di organico in altre due specialità: la polizia stradale ed il reparto di prevenzione del crimine. La prima dovrebbe essere maggiormente presente sia sulla tangenziale che sulle altre strade pedemontane e di collegamento tra la Sicilia orientale e quella centromeridionale. Purtroppo dobbiamo invece dire che il personale stradale del nostro capoluogo dalle 90 unità operative che si avevano nei primi anni novanta oggi si è ridotto ad una trentina di elementi, e questo a fronte di un significativo aumento degli utenti delle strade. 
Pattuglie insufficienti
“Oggi – spiega lo stesso sindacato – le pattuglie sulla tangenziale ovest sono in realtà provenienti dai distaccamenti di Randazzo oppure di Caltagirone. Entrambi centri distanti ben 70 chilometri da Catania, restano di conseguenza scoperti.
Anche nel reparto di prevenzione del crimine a supporto della Questura, che un tempo poteva contare di circa 60 unità (peraltro già insuficiente) con circa 30 equipaggi sul territorio, oggi abbiamo appena poco più di una ventina di agenti che a malapena coprono sette/otto equipaggi. Mentre sono appena 12 gli operatori assegnati a settembre in sostituzione di ben 90 unità andate da tempo in pensione.
Possibile – si chiede lo stesso sindacato – che la nostra città sia così sicura da non meritare l’assegnazione di altro necessario personale da parte del competente Ministero dell’Interno?”.
“Siamo pienamente consapevoli del momento che attraversa il Paese – sottolinea ancora Tommaso Vendemmia segretario provinciale del Siap – ma siamo altrettanto consci che il trend vada assolutamente invertito e ricondotto alle attuali e reali esigenze di sicurezza pubblica di un territorio, proprio quello catanese, che necessita con urgenza di interventi ministeriali”.
Ritmi insostenibili
“La polizia ed i suoi operatori lavorano ormai ben oltre i limiti logistici ed operativi con ritmi insostenibili. Non si può garantire la sicurezza di una città metropolitana come quella di Catania e provincia scaricando attività amministrative oppressive sulla pelle dei cittadini. Tantomeno esporre al rischio decine di poliziotti costretti a lavorare quotidianamente senza adeguate garanzie di sicurezza personale e sanitaria con ritmi assurdi.
A fronte di un organico ridotto avanti con l’età – aggiunge ancora lo stesso sindacalista – i pochi operatori devono dividersi tra innumerevoli impieghi ed ulteriori decine di interventi sopperendo persino alla scarsità di personale delle altre forze di polizia locali e militari. Stimiamo una carenza, per la sola Questura del nostro capoluogo etneo, di almeno 250 agenti, con la riduzione del 50 per cento dei funzionari occorrenti.
Le pattuglie della polizia rappresentano non solo un punto di riferimento ma anche l’eccellenza del controllo e della prevenzione dei reati affidati all’Ufficio prevenzione generale soccorso pubblico (squadre volanti) e ai Commissariati.
Operatori che si privano di riposi e congedi accumulando, già a partire dal 2023, numerose ore di lavoro straordinario ancora non retribuito. Numeri davvero considerevoli, basti pensare che molti poliziotti in soli sei mesi hanno superato le 800 ore eccedenti senza fermarsi”.
Appelli inascoltati
“Intanto – sottolinea sempre il segretario provinciale del Siap di Catania – la città è sempre più teatro di situazioni incresciose e pericolose, che costringono i cittadini a convivere con sparatorie notturne ed altri reati, frutto di chi vuole il controllo del territorio in sfida aperta allo Stato e alle sue articolazioni periferiche quali sono le questure. A fronte delle numerose richieste di rinforzi da noi avanzate – conclude Tommaso Vendemia – anche dalle autorità locali la risposta è rimasta fredda, silenziosa ed insensibile.
Al Siap fa eco la UilPol che in un suo comunicato ufficiale fa sapere come: “Dati alla mano, a Catania operano su strada appena 5 Volanti mentre servirebbero almeno 8 pattuglie per garantire un relativo controllo del territorio. I colleghi, molti con diversi anni di servizio, garantiscono anche d’estate la loro presenza in servizio vedendosi negare il sacrosanto diritto a poter fruire di turni completi di riposo. Si è verificato persino il caso in cui alcuni agenti, chiamati a controllo di profilassi anti Aids per causa di servizio, oltre ad effettuare il turno mattutino a disposizione della Direzione Sanitaria, sono stati obbligati nello stesso giorno a svolgere anche il servizio serale”.
La criminalità sta prendendo il sopravvento
Anche per Claudio De Luca, coordinatore della UilPolizia Sicilia, “si spiega così l’allarme sicurezza nel capoluogo etneo, dove non passa giorno senza che si registrino reati contro le persone. Ed episodi eclatanti come i raid a colpi d’arma da fuoco avvenuti negli ultimi quattro giorni contro esercizi commerciali al Villaggio Sant’Agata, in via XXXI Maggio, nonché in via Garibaldi e via Plebiscito”.
“La misura è stracolma – sottolinea ancora De Luca –. La criminalità sta prendendo il sopravvento condizionando la serenità dei cittadini. E ciò malgrado i molteplici sforzi ed i quotidiani sacrifici dei nostri operatori di Polizia. In particolar modo, di quelli dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, che andrebbero invece incentivati e lodati per il loro diuturno servizio. Invece, come risulta a questa organizzazione sindacale, proprio loro vengono sottoposti a procedimenti disciplinari, colpevoli forse di fare il proprio lavoro con troppa solerzia e professionalità”.
“Che un Questore – aggiunge il coordinatore regionale della UilPolizia – richiami in malo modo, e pubblicamente, un collega in divisa, mortificandolo sol perché i pantaloni della sua divisa si sono accidentalmente impigliati allo scarponcino, non ci sembra il modo migliore per affrontare situazioni di ben altra importanza com’è l’emergenza che Catania sta vivendo e vive ultimamente!”.
Si auspica la vicinanza del Governo nazionale alla città di Catania
“La UilPolizia – conclude Claudio De Luca – in linea con i princìpi della Uil, rivendica ancora una volta la rivisitazione della legge di riforma 121/81, in particolare sul fronte della disciplina, ormai obsoleta e inadeguata ai nostri tempi oltre che alle esigenze di una Polizia Moderna.
Riguardo all’emergenza-Catania, poi, ci auguriamo che già in occasione degli ormai prossimi trasferimenti di agenti disposti dal Ministero, la Questura di Catania destini qualche unità in più all’Ufficio Prevenzione Generale.
Auspichiamo, infine, un tangibile segno di vicinanza del Governo nazionale alla Città Metropolitana di Catania con la convocazione urgente del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica da parte del Ministro dell’Interno, il prefetto Matteo Piantedosi”.
Giuseppe Portale
