Catania / “Condurre una vita normale anche in sedia a rotelle”: celebrata al “Cannizzaro” la prima Giornata regionale della persona con lesione al midollo spinale

 

La prima “Giornata regionale delle persone con lesione al midollo spinale” è stata celebrata anche a Catania con un incontro curato dall’Unità Spinale Unipolare dell’Azienda ospedaliera “Cannizzaro” nell’aula magna del scientifico Galileo Galilei di Catania, come informa una nota dell’Ufficio Stampa dell’azienda stessa.

L’iniziativa rientra nel progetto “Lesione al midollo spinale: percorso clinico riabilitativo” che coinvolge l’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, l’Azienda Ospedali Riuniti “Villa Sofia-Cervello”, l’Ufficio Scolastico Regionale, la FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane Para-Tetraplegici) e Cittadinanzattiva, attuatosi con eventi di sensibilizzazione in scuole di tutta la Sicilia (Agrigento, Liceo classico statale Fazello; Messina, Liceo classico Maurolico; Trapani, Istituto Superiore Da Vinci-Torre; Caltanissetta, IISS L. Russo; Palermo, Liceo scientifico statale Galileo Galiei; Cefalù, I.C. Botta).Cannizzaro

Dopo l’introduzione del dirigente scolastico Gabriella Chisari, è stato proiettato il video-spot divulgativo sulla prevenzione dei traumi midollari e non, di cui è testimonial l’attore Fabrizio Pizzuto, l’agente Catarella della fiction Rai “Il giovane Montalbano”. La dott.ssa Gabriella Nicosia, dirigente medico dell’USU, che ha portato i saluti del direttore dell’USU, Maria Pia Onesta, ha quindi spiegato agli oltre 300 ragazzi presenti l’epidemiologia, gli effetti e il trattamento delle lesioni midollari, che hanno per gran parte origine traumatica (incidenti stradali, sportivi o sul lavoro) e colpiscono per il 40% persone tra i 20 e i 30 anni.

È stata poi la volta delle testimonianze. Agata Giudice, 43 anni, ha raccontato l’incidente in vespone di dieci anni fa in via Etnea che ha cambiato la sua vita: «Ma sono anche oggi la persona iperattiva che ero prima, perché è l’atteggiamento quello che in queste condizioni ti può salvare».

Se Agata era stata costretta al ricovero a Montecatone, in Emilia Romagna, Giulio Genovese e Marco Capilli, 26 e 24 anni, hanno avuto la possibilità di essere curati da subito a Catania, nell’Unità Spinale del Cannizzaro aperta nel 2012. Entrambi vittime di incidenti stradali, hanno sottolineato la volontà di condurre una vita normale e l’importanza da parte degli altri di rispettare le esigenze di chi si trova in carrozzina, non ostacolando l’accesso agli scivoli e non parcheggiando sugli stalli riservati. E sulla «disponibilità degli estranei» ha insistito anche Domenico Trimarchi, 68 anni, a conclusione delle testimonianze.

Un altro momento di sensibilizzazione – così si legge nella nota stampa – è previsto per domani, domenica 22 maggio, dalle 10 alle 12, con uno stand allestito in piazza Stesicoro per la diffusione di materiale informativo e divulgativo, che sarà distribuito anche a Palermo, Trapani e Sciacca.

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