Catania / Incontro sul Museo storico dello sbarco e sui caduti dell’Operazione Husky

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Incontro sul Museo dello sbarco alle Ciminiere

“Sicilia 1943 Il coraggio della memoria”  con sottotitolo:  “Conversazione Husky  e sul museo dello sbarco”. E’ stato questo l’argomento trattato nell’ incontro  che si è svolto al Museo storico  dello sbarco, che come è noto si trova all’interno della struttura museale della citta metropolitana, alle Ciminiere.

I lavori sono stati coordinati dal giornalista Daniele Lo Porto, presidente di Generattivi, cantieri di cultura   e informazione,  associazione che ha  organizzato   l’evento. Il sindaco della città metropolitana di  Catania Enrico Trantino ha concesso  il patrocinio.  Ad apertura dei lavori si  è  letto il messaggio del dott. George Hay, storico ufficiale della Commonwealth War Graves Commission (CWGC), (Commissione per i Cimiteri di Guerra del Commonwealth).lapide

Dopo i ringraziamenti rivolti agli organizzatori, il dott. Hay ha ricordato che ” la Commissione ha il mandato di commemorare, oltre 1,7 milioni di uomini e donne delle forze armate del Commonwealth che persero la vita nelle due guerre mondiali. In Italia ne onoriamo la memoria in 57 cimiteri di guerra. Questi siti rappresentano non solo luoghi della memoria, ma anche testimonianze perpetue del costo umano della guerra e del valore della pace”.
Ed ancora: “Nel ricordare gli eventi bellici del luglio 1943, rendiamo omaggio alle migliaia di militari del Commonwealth che parteciparono all’ Operazione Husky. E sacrificarono la propria vita per la liberazione della Sicilia  e poi di tutta l’Italia.  Cogliamo dunque questa occasione per invitare tutti i partecipanti a visitare i luoghi in cui riposano molti dei caduti dell’Operazione Husky,  in particolare nei cimiteri di guerra di Catania, Siracusa e Agira”.

Il Museo storico dello sbarco fu inaugurato nel dicembre 2002

Molto apprezzata è stata la relazione del colonnello Corrado Rubino, che ha affrontato diverse tematiche. Ha ricordato che ventiquattro anni fa guidati dal dott. Attilio Bruno e dal direttore artistico, architetto Gaspare Mannoia, un gruppo di appassionati si riunivano perché volevano creare un museo tematico che raccontasse i trentanove giorni della storia di Sicilia.
 Il Museo storico dello sbarco inaugurato il 10 dicembre 2002, ha messo in evidenza il relatore, possiede reperti unici in Italia. Come l’unica sala operatoria da campo del 1943, donata dalla Croce Rossa.

Sonja Streck e Daniele Lo Porto
Sonja Streck e Daniele Lo Porto


Il colonnello Rubino ha raccontato ancora che le armi da fuoco, secondo quanto stabilito sulle esposizione nei musei dovevano esser “demilitarizzate”, cioè non dovevano  far fuoco in maniera permanente. Il costo di questa operazione era molto alto considerato anche che  le armi leggere erano ottanta e cannoni erano  quattro.  Il problema fu risolto grazie anche ai suggerimenti dell’Ufficio logistico di Roma. Nel documento di comodato d’uso, pertanto, si stabilì che le armi dovevano essere consegnate dagli armaioli di Terni già demilitarizzate.

Un ruolo fondamentale ha avuto l’ artista Sonja Streck  che ha curato abilmente la scelta dei video musicali, la realizzazione delle foto e dei video proiettati. In due parole  l’organizzazione  dell’intero evento.

Il brano musicale scelto da Sonja per l’apertura del convegno “Lili Marlene”, interpretato da Marlene Dietrich e da altri artisti, durante la seconda guerra mondiale ebbe un notevole successo, tanto da diventare un inno alla pace. L’altro brano che ha concluso i lavori si intitola: “Dire straits Brothers in arms” (Situazione disperata dei compagni d’armi).

La tradizione ebraica di mettere i ciottoli sulle tombe

da sx, Marcello Platania e Angelo Plumari
Da sx, Marcello Platania e Angelo Plumari

Altro intervento degno di nota quello di Vito Paolo Marullo, amministratore del Mausoleo militare germanico di Motta S. Anastasia che ha parlato della tradizione ebraica di mettere i ciottoli sulle tombe. Questa tradizione si ritrova anche  nel sacrario di   Motta. Tutto  nasce da un singolo caso, perché come ha ben spiegato il relatore: “ Venticinque anni fa venne  in Sicilia il fratello di un militare caduto in azione nella nostra isola. Lui mi chiese l’autorizzazione o la possibilità di mettere un ciottolo in memoria del fratello. Ho chiesto l’autorizzazione al referente della Germania:  il motivo per cui l’uomo mise questo primo ciottolo, era perché al fratello caduto in guerra non era stato più possibile tornare a casa, quindi un pezzetto di casa veniva qui in Sicilia. Infatti lui andò  a prendere questo ciottolo addirittura nel cortile dove ambedue giocavano da bambini insieme. E così si fa riferimento  a quella pagina di vita l’unica forse felice che i due ebbero possibilità di vivere”.

Altre relazioni significativa è stata quella del prof. Angelo Plumari, ricercatore e storico autore del libro: “Operazione Husky la guerra nell’entroterra ennese”. Plumari ha parlato della passione che ha coltivato fin da quando era ragazzo per le vicende dell’ultima guerra. Pertanto ha un debito di gratitudine verso la propria famiglia, genitori e nonni che gli narravano le vicende di quegli anni.
Assoro, Regalbuto, Nicosia ed altre cittadine,  dell’ennese erano diventati luoghi di battaglia, la guerra ha portato la tragedia e l’orrore dentro le case.  I centri abitati sono diventati luoghi di scontro. Essendo docente nelle scuole medie e superiori, il prof. Plumari ha parlato agli alunni di queste tragedie, destando molto interesse.

Ricordiamo che ai lavori hanno partecipato Vito Giuffrida che ha curato l’allestimento scenografico del museo.  Altri relatori sono stati Salvino Maltese, responsabile del Polo museale e culturale delle ciminiere e Marcello Platania, referente per la gestione museale. Alla conversazione hanno partecipato anche alcuni rappresentanti del gruppo rievocazione storica “Husky 1943” di Siracusa. Cioè Massimo Paladino (segretario dell’Associazione), Salvo Cattaneo, Giuseppe Incorvaia ed Antony Morace che indossavano  uniformi d’epoca.

Mirella Cannada