Calcio Catania / I rossazzurri ritrovano Toscano, ma non la vittoria

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Il ritorno di Toscano non basta a cambiare subito l’inerzia.

Il Catania evita la sconfitta, ma non scaccia i dubbi: tre gare senza vittoria in casa e playoff ormai alle porte con ancora troppi interrogativi aperti.

All’Angelo Massimino il Catania si ferma ancora. Contro il Potenza arriva soltanto un 1-1 che muove la classifica ma non placa l’inquietudine di una piazza che si aspettava segnali più netti, soprattutto nella gara che segnava il ritorno in panchina di Domenico Toscano.

Il pareggio evita il peggio, ma non cambia la sostanza: i rossazzurri restano una squadra incompleta, ancora alla ricerca di equilibrio, continuità e personalità.

Un primo tempo non entusiasmante

La partita si era messa subito su binari insidiosi.

Il Catania aveva approcciato con discreta intensità, costruendo alcune buone occasioni e provando a prendere in mano il gioco.

Franchi, però, aveva già fatto capire di essere in giornata, opponendosi prima a Bruzzaniti e poi a Quaini.

I rossazzurri spingevano, ma senza quella lucidità necessaria per trasformare il predominio territoriale in vantaggio concreto.

E così, nel momento in cui il Catania sembrava avere il controllo della gara, è arrivata la solita crepa.

Un errore in impostazione di Quaini ha spalancato la strada al Potenza, che al 28’ ha colpito con D’Auria.

Un episodio pesante, perché ha riportato al centro uno dei problemi che accompagnano questa squadra da troppo tempo: basta una sbavatura per compromettere tutto il lavoro fatto fino a quel momento.

Il gol subito ha lasciato il segno, ma il Catania ha comunque avuto la forza di reagire, sfiorando il pari già prima dell’intervallo con Miceli e Forte.

Occasioni importanti, segnali di vitalità, ma anche l’ennesima conferma di una squadra che produce più di quanto raccolga.

È questo il vero nodo: gli etnei arrivano, ma non affondano; costruiscono, ma non danno mai l’impressione di poter governare davvero la partita.

Una ripresa piu pimpante e pericolosa

Nella ripresa Toscano ha provato a cambiare volto alla squadra con gli ingressi dalla panchina, cercando più energia e più imprevedibilità.

Il Catania si è acceso a tratti, ha alzato il baricentro e ha trovato il pareggio grazie al calcio di rigore trasformato da Cicerelli dopo un fallo di mano di Siatounis.

Il Massimino ha provato a trascinare i suoi, la squadra ha cercato il sorpasso, ma ancora una volta è mancato il colpo decisivo.

Nel finale i rossazzurri hanno spinto con generosità, creando anche una grande chance con Lunetta, fermato da un ottimo Franchi.

Ma la sensazione, anche nei minuti conclusivi, è stata la stessa già vista troppe volte: il Catania ha cuore e volontà, però non ha ancora una struttura abbastanza solida per dominare certe partite e chiuderle quando serve.

Un secondo posto ancora non sicuro

Il pareggio contro il Potenza lascia dunque un sapore amaro.

Non tanto per il singolo punto, quanto per ciò che continua a raccontare di questa squadra.

Il ritorno di Toscano non poteva cancellare in una sera tutti i difetti accumulati lungo la stagione, ma il campo ha confermato che il lavoro da fare resta profondo.

La fase difensiva continua a vivere di disattenzioni costose, mentre davanti manca ancora una trama fluida, una connessione vera tra centrocampo e attacco, una produzione offensiva costante e non episodica.

Sugli spalti, intanto, il termometro emotivo della città si alza.

I mugugni del Massimino non sono soltanto frutto del risultato, ma della sensazione che il Catania resti ancora sospeso tra ciò che vorrebbe essere e ciò che realmente è.

E adesso il tempo stringe. L’ultima sfida contro l’Atalanta U23 servirà a blindare la seconda posizione e a definire il cammino playoff, ma soprattutto dovrà dire se questa squadra ha davvero imboccato una strada nuova o se continua semplicemente a rincorrere se stessa.

Giovanni Rinzivillo