Catania / Figurazioni del femminile nella religione cristiana, nel mito e nella filosofia, omaggio a Sant’Agata

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Il 21 ottobre 2026, si è svolto a Catania un importante convegno intitolato “Figurazioni del femminile nella religione cristiana, nel mito e nella filosofia: Omaggio a Sant ‘Agata”. L’incontro si è tenuto presso l’Aula Magna del Palazzo Centrale in Piazza dell’Università. L’iniziativa è stata promossa dal Dipartimento di Scienze Umanistiche con le cattedre di Filosofia Morale ed Estetica, con cui hanno collaborato l’Accademia di Belle Arti e il Comitato della festa etnea. L’evento ha ricordato il IX centenario del ritorno delle reliquie della Santa da Costantinopoli. Gli interventi hanno superato la dimensione liturgica per trasformarsi in un ponte di dialogo tra la ricerca accademica e la comunità. Assumendo la patrona quale perno concettuale, l’incontro propone un’analisi interdisciplinare volta a esplorare il femminile tra mito, religione, filosofia e arte. Attraverso questa riflessione sul mito agatino, la memoria storica si rivela un elemento mediante cui la comunità riconosce le proprie radici.

Sant ‘Agata come simbolo e analogiacatania sant agata convegno

Per comprendere come la storia di Agata sia un riferimento vivo per la comunità e per le donne di oggi, la riflessione parte dal concetto di simbolo. Tale termine deriva dal greco sumballo, che significa letteralmente tenere insieme. Come evidenzia Simone Weil, questa dimensione non costituisce un idolo immobile. Essa rappresenta un ponte narrativo capace di unire le persone e guidare la comunità alla conoscenza di sé. Attraverso il principio dell’analogia, richiamata dal Concilio Lateranense IV, possiamo collegare il martirio antico alle dinamiche moderne, individuando una somiglianza pur dentro contesti differenti. La Catania romana del terzo secolo differisce dalla società attuale. Tuttavia, la violenza subita da Agata per aver preteso la libertà e opposto rifiuto al possesso maschile si rivela identica. Questa analogia consacra la Santa quale archetipo universale di dignità. Il suo messaggio etico risulta fondamentale per contrastare la piaga contemporanea dei femminicidi e la violenta prevaricazione di genere.

Dalla tecnocrazia all’etica della cura

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Come affermato dalla docente di Filosofia Morale Maria Vita Romeo durante il suo intervento, la smania di possedere non appartiene soltanto ai singoli violenti. Essa investe l’intero sistema economico e tecnocratico contemporaneo, nel quale ogni cosa viene ridotta a semplice strumento di profitto. Secondo Romano Guardini occorre, quindi, «ricostruire l’umano», restituendo centralità alla dimensione morale e spirituale dell’uomo e riscoprendo l’importanza della cura e dell’ascolto dell’altro. Rifiutando i compromessi del potere, la Santa sceglie la vera libertà cristiana e incarna un’autentica politica d’amore che apre la vita alla relazione profonda con gli altri e con Dio. La scelta della martire si trasforma così in una responsabilità collettiva: una strada di riscatto morale e speranza per la città, che spinge la comunità catanese a rialzarsi dalle difficoltà come ”ginestra sulla lava”, secondo il celebre monito pronunciato a Catania da Papa Giovanni Paolo II.

Convegno / L’identità collettiva della festa di Sant ‘Agata a Catania

Questa speranza e responsabilità collettiva trovano il loro momento più concreto nella festa patronale. Essa è studiata dalla psicologia sociale come un grande laboratorio di identità condivisa. Come evidenziano le ricerche di Maurice Halbwachs e di altri studiosi, il ricordo religioso si trasforma in memoria comune attraverso l’esperienza viva e partecipata del rito festivo. La celebrazione supera la semplice rievocazione del passato per farsi esperienza sentita concretamente con il corpo e vissuta intensamente negli spazi urbani della città antica. I gesti simbolici della devozione, come la conduzione del fercolo, l’offerta delle candelore e il cammino della folla, risvegliano le emozioni individuali e i ricordi personali di ciascun cittadino. Questa forte unione emotiva permette così di compiere il passaggio decisivo dalla dimensione dell’ “io ricordo” a quella profonda del “noi ricordiamo”. In questo modo l’intero popolo etneo ritrova la propria forza morale e il senso autentico del proprio cammino comune.

Un archetipo per il presente

In conclusione, il convegno ha dimostrato come la figura di Sant’Agata sia un archetipo vivo e profondamente attuale per il nostro presente. Attraverso l’unione tra la speculazione filosofica, la fede cristiana, la psicologia e i linguaggi visivi contemporanei dell’Accademia di Belle Arti, il convegno ha sottolineato come il modello di Sant’Agata costituisca una guida etica fondamentale per restituire centralità alla dignità della donna e al riscatto sociale della nostra comunità. Il simbolo agatino continua a parlare al territorio etneo, offrendo una risposta concreta all’aridità materiale e alla sopraffazione del sistema tecnocratico. Trasformando il dolore subito in una costante etica della cura, la testimonianza della martire indica una via chiara di liberazione spirituale e rinnovamento morale per l’intera città. La memoria storica si fa così sorgente di speranza viva, capace di guidare i giovani verso un futuro autentico e solidale.

Giulia Trovato