Si è appena conclusa la ventitreesima edizione del Catania Tango Festival con i grandi numeri che hanno confermato quelli delle ultime edizioni. Il Festival etneo, svoltosi dal 12 al 17 agosto, resta tra gli eventi di Tango più apprezzati nel mondo. E grazie alla sua lunga durata, ha saputo coniugare, ancora una volta danza, divertimento e vacanze tra le bellezze della Sicilia.
Lezioni e milonghe per ballerini e appassionati di tango argentino. Spettacolo, show, esposizioni e zona food&beverage per spettatori o neofiti tangueri. Inoltre, uno straordinario cast di maestri: Joe Corbata e Lucila Cionci – Fernando Sanchez e Ariadna Naveira – Julian Sanchez e Bruna Estellita – David Alejandro Palo e Virginia Vasconi – Angelo e Donatella Grasso.

A Catania centinaia di tangueri provenienti da tutto il mondo
Patrocinata dal Comune e dalla Città Metropolitana di Catania, la manifestazione ha accolto, con passione e ritmo, centinaia e centinaia di tangueri provenienti da tutto il mondo. Circa 300 gli iscritti agli stage e ai seminari e circa 500-550 ballerini a sera. Tangueri provenienti da 15 regioni d’Italia e 26 paesi del mondo. La sera del 14, le presenze hanno superato i 600 tangueri.
In un clima di accoglienza e apertura, hanno danzato insieme ballerini provenienti anche da Israele, Russia, Ucraina, Stati Uniti. Così come aveva sottolineato Angelo Grasso, direttore artistico della manifestazione: “attraverso la danza è possibile promuove il rispetto reciproco, l’empatia e l’universalità del sentire umano”.
Il tango è un linguaggio dell’anima
Quando si sente parlare di tango argentino, l’immaginario collettivo evoca subito una coppia che danza avvolta in un abbraccio stretto. Movimenti eleganti e sensuali su una pista da ballo. Passi che sembrano complessi, figure affascinanti, un’atmosfera carica di passione. Ma il tango è molto più di questo: il tango è un linguaggio dell’anima. È un dialogo silenzioso tra due corpi che si cercano, si ascoltano e si comprendono attraverso sguardi, tocchi e movimenti.
L’abbraccio nel tango non è mai invadente, ma è il mezzo attraverso cui la donna – la seguidora – percepisce ogni intenzione del partner, anche la più improvvisa. È una connessione profonda, fatta di fiducia, intuizione e complicità. Non si tratta di un ballo provocante, ma di una forma di comunicazione intima e istintiva. Lì dove il contatto fisico è solo il punto di partenza per una fusione emotiva che va ben oltre.
Non esiste un solo tango, ma infinite versioni di esso. Ognuno specchio dell’intesa e della sensibilità dei ballerini. Ogni coppia interpreta il tango in modo unico, reinventando i passi tradizionali e dando vita a una danza sempre nuova, imprevedibile e personale.

I flash mob novità di questa edizione
La grande novità di quest’anno sono stati i flash mob nelle piazze più importanti di Catania. Da piazza Duomo a piazza Teatro Massimo, da piazza Stesicoro a Piazza Giuseppe Mazzini. Ogni pomeriggio, un’area diversa della città è stata coinvolta a suon di tango argentino. E mentre il popolo del festival scopriva il barocco etneo, sorpresa ed entusiasmo non solo dei numerosi turisti presenti a Catania in questi giorni, ma anche dei devoti di Sant’Agata, in occasione dei festeggiamenti estivi.

Il Catania Tango Festival è una manifestazione davvero straordinaria ed il merito è dei suoi instancabili organizzatori. Inarrestabili e irriducibili, anche nelle precedenti edizioni, anche davanti a piogge di cenere vulcanica o a scampati temporali estivi.
Un evento, il Tango Festival che è occasione di grande visibilità per la città di Catania. E il capoluogo etneo sa mostrarsi all’altezza dei grandi eventi, si conferma ambita meta turistica, così come elegante salotto dove si promuovono danza, musica, cultura e, soprattutto accoglienza.
Cristiana Zingarino
