Non poteva che nascere a Firenze, città che porta con sé segni e sogni profetici di Giorgio La Pira per un Mediterraneo come spazio di dialogo, convivenza fraterna e pace, il Consiglio dei giovani del Mediterraneo. In quella Firenze, “città sul monte” quale proiezione di una nuova Gerusalemme in grado di ispirare e unire i popoli nella visione di La Pira, il progetto ha messo radici grazie anche alla conclamata volontà della Conferenza Episcopale Italiana. Se Firenze è da sempre crocevia di culture e luogo naturale di incontro, oggi torna punto di partenza per un percorso che vuole dare voce alle nuove generazioni delle Chiese e delle comunità laiche di buona volontà che si affacciano su questo mare, più grave cimitero che “grande lago di Tiberiade”, secondo la visione lapiriana.
Una missione di incontro e collaborazione
Il Consiglio nasce in seno alla sensibilità della Chiesa italiana e di alcune organizzazioni a seguito delineate, che hanno voluto dunque offrire un luogo stabile di confronto e collaborazione tra giovani provenienti da contesti diversi. La prospettiva è quella di costruire una convivenza fondata sulla fraternità, che non può che passare da una conoscenza reciproca e da spazi di confronto appositamente pensati. I protagonisti sono proprio loro, i giovani, chiamati a rappresentare il futuro della comunità ecclesiale mediterranea e a esserne parte attiva e responsabile della società che concorreranno a costruire per primi. Si tratta di un segno concreto che la Chiesa cattolica mediterranea, nelle sue diverse articolazioni. Una Chiesa che propone di guardare avanti attraverso gli occhi e le menti di coloro che domani comporranno le società e le comunità ecclesiali di questo grande mare.
Il Consiglio dei giovani del Mediterraneo e l’impegno della Rete Mare Nostrum

Il progetto ha una missione chiara: costituire “opera segno” di incontro, dialogo e collaborazione. Non vuole fungere solo da organismo consultivo, ma da vero e proprio spazio di crescita. Uno spazio dove fede, spiritualità, amore per la Chiesa e responsabilità pastorale si intrecciano con l’impegno concreto verso la pace e la giustizia.
I giovani delegati, provenienti dalle Conferenze episcopali e dai Sinodi delle Chiese cattoliche orientali, hanno un mandato di quattro anni e si riuniscono periodicamente a Firenze, con il supporto operativo fin dal primo momento della Rete Mare Nostrum, costituita da quattro realtà impegnate nella promozione dei valori di solidarietà e dialogo nel Mediterraneo, quali la Fondazione Giorgio La Pira, la Fondazione Giovanni Paolo II, l’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira e il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira di Firenze. La sede legale e operativa del Consiglio si trova a Fiesole (Firenze), presso il Seminario Vescovile di Piazza Mino da Fiesole.
Questa sede funge da punto di riferimento per gli incontri e le attività della rete, offrendo uno spazio per il dialogo e la collaborazione tra i giovani delle diverse sponde del Mediterraneo. L’inaugurazione ufficiale della sede si è tenuta il 16 aprile 2024, alla presenza di rappresentanti delle organizzazioni coinvolte e delle istituzioni locali. A supporto di questo lavoro, è stato creato il portale web del Consiglio dei giovani del Mediterraneo, che funge da punto di riferimento per tutti i giovani interessati a conoscere le attività in corso, partecipare ai progetti e contribuire a costruire una comunità mediterranea più inclusiva.
Il sostegno della CEI: un segno di speranza
I vescovi italiani hanno ben accolto e benedetto l’iniziativa già in occasione dell’incontro svoltosi a Firenze dal 23 al 27 febbraio 2022 sul tema “Mediterraneo, frontiera di pace”, che aveva tracciato un parallelo tra l’epoca del “sindaco santo” Giorgio La Pira, ispiratore dell’iniziativa, e i nostri giorni. Nel Mediterraneo di oggi, troppo spesso noto alle cronache come mare di conflitti e morti di innocenti in cerca di speranza, divisioni e tensioni, questo Consiglio può diventare tentativo concreto di restituire a quello che La Pira ribattezzò come “grande lago di Tiberiade” la vocazione a canale di incontri, legami e futuro condiviso. La benedizione dei pastori nasce dunque dal riconoscere che i giovani non sono solo destinatari delle scelte ecclesiali ma veri protagonisti, capaci di costruire insieme ponti di pace laddove gli adulti hanno troppe volte innalzato muri invalicabili.
Il Consiglio dei Giovani del Mediterraneo è un mosaico di volti, esperienze e storie che arrivano da ogni sponda del mare comune. C’è chi viene dalla Spagna, chi dal Libano, chi dal Nord Africa o dai Balcani, ed ognuno porta con sé il peso e la ricchezza della propria terra. Questi giovani non si incontrano soltanto per discutere, ma per raccontarsi, per condividere i sogni e le difficoltà delle proprie comunità. In questo intreccio di vite prende forma una nuova narrazione mediterranea, dove le differenze non dividono ma diventano risorse per costruire insieme un orizzonte più ampio di fraternità.

Il Mediterraneo: mare di incontro e ponte di pace
Il Mar Mediterraneo non sarà mai soltanto uno spazio geografico. E’ un simbolo vivo di storia, cultura e convivenza. Le sue acque hanno visto nascere civiltà che si sono intrecciate, lingue che si sono incontrate e religioni che, pur diverse, hanno condiviso uno stesso orizzonte. Questo mare comune porta con sé la memoria di scambi, conflitti, migrazioni e collaborazioni e rappresenta un invito continuo a guardare oltre le differenze. Per il Consiglio dei Giovani del Mediterraneo, questo mare è molto più di uno scenario. Può costituire un modello di società nuova possibile, laboratorio simbolico in cui le diversità diventano ricchezza e le distanze culturali si trasformano in opportunità di dialogo.
Ogni giovane delegato porta con sé la propria storia, la propria terra e le sfide della propria comunità. Contribuisce a costruire un mosaico di esperienze che rende il Mediterraneo un ponte tra persone e culture. Attraverso incontri, scambi e progetti condivisi, il Consiglio trasforma questo simbolo in realtà concreta: fa sì che le differenze non separino ma stimolino curiosità, collaborazione e comprensione reciproca. In un mare spesso percepito come diviso da conflitti e tensioni, il Consiglio propone una prospettiva diversa: quella di un Mediterraneo come spazio di pace, fratellanza e futuro condiviso, dove ogni giovane diventa custode e promotore di un dialogo che supera confini geografici, religiosi e culturali.
La concretezza di un cammino
Il Consiglio si definisce come un “cammino” e non come un semplice organismo istituzionale. È un percorso che cresce passo dopo passo, alimentato da assemblee, momenti di preghiera, dialoghi e scambi informali, dove le relazioni diventano la vera sostanza del progetto. Infatti, non sono solo le dichiarazioni ufficiali a contare ma la rete di amicizie e collaborazioni. Un’unione che nasce spontaneamente e che trasforma le idee in iniziative concrete. Ed è proprio in questa concretezza quotidiana, fatta di incontro e condivisione, che il Consiglio mostra la sua forza. Un’esperienza viva che mette radici nel presente per aprire strade nuove al futuro del Mediterraneo.

Il Consiglio dei Giovani: futuro e responsabilità condivisa
Dunque, il Consiglio dei Giovani del Mediterraneo è una scuola di fraternità. È un laboratorio dove ragazzi e ragazze imparano a guardare oltre i confini nazionali e religiosi. L’obiettivo? Immaginare un domani diverso. La forza del Consiglio nasce a Firenze e riceve anche il sostegno della Chiesa mediterranea, che affida ai giovani la speranza del dialogo. Ed in questo modo possono germogliare semi di pace. Si tratta di una sfida importante ma anche di una speranza concreta. Le nuove generazioni possono restituire al Mediterraneo la sua vocazione autentica: non frontiera che divide, ma ponte che unisce!
Giorgia Fichera e Mario Agostino
