Era il 15 agosto del 1955 quando, nella chiesa parrocchiale di Carruba, mons. Angelo Calabretta, vescovo di Noto, imponeva le mani sul giovane ventiduenne Giuseppe Costanzo, per ordinarlo sacerdote. Da allora, sono passati settant’anni!
Lunedi scorso, 18 agosto, nella cappella di Villa Serena a Sant’Alfio, mons. Costanzo, attorniato dal cardinale Paolo Romeo, da mons. Paolo Urso, da mons. Guglielmo Giombanco, da un nutrito gruppo di sacerdoti, parenti, amici, ha presieduto la celebrazione della santa messa, rendendo grazie al Signore per questi, tanti, anni di ministero sacerdotale che gli sono stati concessi.
Tra i tanti, poliedrici, aspetti che hanno sempre contraddistinto mons. Costanzo vorrei evidenziarne tre, che a mio parere emergono e caratterizzano la sua figura.
L’amore di monsignor Costanzo alla parola di Dio
Formatosi all’Istituto biblico di Roma, egli ha seminato abbondantemente la Parola di Dio, credendo fortemente – come afferma la costituzione Dei Verbum del Concilio vaticano II – che nella Parola di Dio: “è insita tanta efficacia e potenza, da essere sostegno e vigore della Chiesa, e per i figli della Chiesa la forza della loro fede, il nutrimento dell’anima, la sorgente pura e perenne della vita spirituale”. (n. 21).
Da qui l’impegno per la predicazione, la formazione e quant’altro facesse sì che tutti si ponessero “in religioso ascolto della Parola di Dio” (ib. 1). Come ama ripetere lui stesso non è stato un esegeta che ha lavorato su un testo, ma un orante che si è lasciato lavorare dal testo.

Una devozione tenera e filiale
Una devozione tenera e filiale, ma allo stesso tempo che esula da ogni forma di devozionismo, verso la Madonna. “Per due cose, non mi sono mai tirato indietro – dichiara mons. Costanzo – l’aiuto ai sacerdoti nella predicazione di esercizi spirituali e accompagnamento spirituale e la predicazione sulla Madonna”.
A lui si deve la costruzione del Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa, culminato nel solenne rito della dedicazione, il 6 novembre 1994, presieduto da San Giovanni Paolo II. Al cuore, immacolato e addolorato di Maria, si è filialmente affidato, certo che sarebbe stato sostenuto nel difficile esercizio del ministero.
L’attenzione di monsignor Costanzo nel coltivare le relazioni e l’amicizia
Tanti sacerdoti e laici, sono cresciuti accanto a lui e, per ognuno, ha riservato sempre particolare cura, accompagnandoli nel percorso di vita, sostenendoli e stando loro accanto, soprattutto nei momenti di difficoltà.
Salutiamo e celebriamo con gioia questo onorevole traguardo di vita sacerdotale di mons. Costanzo, siamo grati al Signore per tutti i benefici che, attraverso l’esemplare ministero sacerdotale ed episcopale (il prossimo 4 aprile saranno 50 anni della sua ordinazione episcopale) ci ha donato. E ringraziamo lui per la fedeltà e la docilità allo Spirito con cui li ha vissuti e testimoniati.
Grazie eccellenza carissima, il Signore le conceda tanti anni per poter ancora enarrare mirabilia Dei (il suo motto episcopale).
Ad multos, plurimosque, annos!
Don Roberto Strano
