Chiese in festa / Alla Madonna di Porto Salvo si chiede ancora protezione dalle calamità naturali

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Chiesetta Madonna di Porto Salvo

Come ogni anno, in prossimità della prima domenica di settembre, la comunità di Aci Platani si prepara a vivere i festeggiamenti in onore della Madonna di Porto Salvo. Una ricorrenza profondamente radicata nella storia e nella tradizione religiosa del paese. Quest’anno l’appuntamento è fissato per il 6 settembre.

La festa fino a qualche decennio fa, era affidata all’amorevole cura degli abitanti del quartiere. Negli ultimi anni è curata dai ragazzi e dai giovani della parrocchia. Nella sua semplicità costituisce un importante momento tanto aspettato da tutta la comunità. Sarà perché il luogo è poco trafficato dalle macchine, sarà per la fresca aria di campagna, ma, ancora oggi, richiama ai piedi della Madonna sul sagrato dell’antica chiesa tante persone gioiose di stare insieme nel nome di Maria.Chiesa di Porto Salvo

Negli ultimi decenni la festa ha assunto anche un ulteriore significato. Coincidendo con l’inizio del nuovo Anno pastorale, diventa infatti un momento importante per affidare alla Vergine Santissima il cammino della comunità, le attività pastorali e le speranze per il nuovo anno.
Un appuntamento che unisce fede, memoria e tradizione. Rinnovando di generazione in generazione il legame profondo tra la comunità di platanese e la Madonna di Porto Salvo.

La chiesetta della Madonna di Porto Salvo è quasi adagiata sul torrente Lavinaio-Platani

La chiesetta della Madonna di Porto Salvo, immersa nel verde degli agrumeti, sorge ai confini del territorio parrocchiale, quasi adagiata sul torrente Lavinaio-Platani.  Che, come vedremo, in passato è stato causa di continue tribolazioni per il quartiere che gravita attorno al luogo sacro. Edificata nella prima metà del Seicento dai signori Mariano e Angela Calì, con ogni probabilità, fino alla fine dello stesso secolo, conservò un carattere privato. Essendo stata costruita all’interno della proprietà della stessa famiglia Calì. Ed è per questa ragione che monsignor Bonadies, vescovo della diocesi di Catania, in occasione delle quattro visite pastorali compiute nella nostra parrocchia, tra il 1666 e il 1678, non ritenne necessario visitarla.

Torrente Lavinaio PLatani nei giorni di intensa pioggia
Torrente Lavinaio PLatani nei giorni di intensa pioggia

Eppure, proprio in quegli anni, la devozione verso la Vergine Santissima di Porto Salvo si era già profondamente radicata anche nella cinquecentesca chiesa Madre di Aci Platani. Alla luce delle nostre ultime ricerche, possiamo affermare che, tra i quattro altari presenti nelle navate laterali, ve n’era uno dedicato alla Vergine Santissima di Porto Salvo. In esso era collocato un affresco murale raffigurante la Madonna. Verso tale immagine, come annota lo stesso vescovo Bonadies, a seguito delle sue visite pastorali, si nutriva una particolare e intensa devozione. Inoltre, nella sacrestia era presente una nicchia che custodiva la statua della Vergine SS. di Porto Salvo. E anche un braccio reliquiario dorato, che conservava la reliquia di Santa Apollonia.

Immagine Madonna di Porto Salvo
Immagine Madonna di Porto Salvo di Alessandro Vasta

La chiesa più volte distrutta e ricostruita

Dopo il terribile terremoto del 1693, venne ricostruita nel 1741 dagli stessi discendenti della famiglia Calì. Più volte distrutta, da altri eventi calamitosi è stata sempre riedificata dagli abitanti del quartiere. È verosimile che proprio dopo quell’evento essa abbia progressivamente assunto un carattere pubblico. E sia diventata un luogo di culto e di devozione aperto alla comunità. In essa si venera la copia su tela di una bellissima immagine della Madonna con il bambino Gesù, realizzata su lavagna nel 1778 dal pittore acese Alessandro Vasta. Purtroppo all’inizio degli anni Novanta l’hanno rubata.

Oggi, a distanza di oltre tre secoli, questo piccolo luogo di culto custodisce intatti i segni della sua semplicità e di una profonda devozione mariana. Una devozione alimentata anche dai nostri padri, che hanno visto nella bellissima immagine della Vergine una particolare forma di protezione. Soprattutto dalle insidie del torrente Lavinaio-Platani.

Nel corso dei secoli, infatti, il torrente ha più volte rotto gli argini e straripato con violenza. Entrando prepotentemente nel quartiere e seminando, molto spesso, morte e distruzione. Ed è forse proprio per questo che, accanto alla fede, la piccola chiesetta ha rappresentato per generazioni un luogo di affidamento, di speranza e di protezione, sotto lo sguardo materno della Madonna di Porto Salvo.

Giovanni Centamore