Cinema / Lui, lei, e la coppia che non c’è. Torna la premiata ditta Mazzantini-Castellitto con “Nessuno si salva da solo”

Torna a lavorare insieme per il grande schermo la coppia Margaret Mazzantini-Sergio Castellitto: dopo i successi di “Non ti muovere” e “Venuto al mondo”, marito regista e moglie scrittrice adattano per il cinema un altro romanzo della donna. Si tratta di “Nessuno si salva da solo”, storia di un amore ormai finito. Gaetano e Delia sono una coppia separata che si incontra al ristorante per decidere come suddividersi le vacanze con i figli. Quello che inizia come un match fra due contendenti pieni di rabbia e di risentimento si trasforma a poco a poco in un viaggio lungo la memoria della loro storia d’amore. Riusciranno Gaetano e Delia a ritrovare la strada di casa?teaser-news-film-mazzantini_a3_2_news_img

La pellicola s’inscrive in una tradizione cinematografica italiana e mondiale ben precisa: quella che mette in scena in maniera quasi da entomologo le relazioni fra uomini e donne. Woody Allen, ad esempio, ne ha fatto il centro della sua poetica autoriale e ha saputo raccontare soprattutto i rapporti di coppia di una certa generazione americana: quella, culturalmente elevata, che ha vissuto la tempesta e l’esaltazione del Sessantotto ma anche la sua sconfitta etica e morale, con il disfacimento che ne è conseguito dei rapporti umani e familiari. In Italia, Antonioni, ad esempio, con la sua “tetralogia” della solitudine, ha descritto minuziosamente il lento disfarsi delle relazioni fra uomo e donna in una società moderna che relega alla solitudine e all’individualismo. Così come il cinema giansenista del grande Ingmar Bergman, essenziale e rarefatto, occhio che non salva nessuno dal giudizio. Castellitto e la Mazzantini ci raccontano, invece, la generazione dei trentenni di oggi, un po’ come faceva qualche anno fa Gabriele Muccino con “L’ultimo bacio”: una generazione che è nata e cresciuta nella prosperità, nel consumismo, nel benessere, ma solo dal punto di vista materiale. Culturalmente ma soprattutto sentimentalmente ed eticamente è figlia, invece, di uno spaesamento, di una mancanza di certezze, di uno svuotamento di senso, e in più oggi è catapultata all’interno di una crisi economica devastante che non può non creare disagi e danni a livello personale.

I due protagonisti, interpretati con bravura e veridicità da Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca, incarnano perfettamente le fragilità e i problemi di questi trentenni contemporanei. Con famiglie disastrate alle spalle, senza dunque un’educazione sentimentale che li abbia aiutati a crescere, individualisti ed edonisti secondo il tipico modello postmoderno contemporaneo, cercano di creare il loro nucleo familiare ma non hanno gli strumenti per mantenerlo in vita, crescere insieme all’interno di esso, dargli un forte fondamento. Ognuno segue un proprio percorso e le strade si dividono, accrescendo rabbia e risentimento, perché la passione iniziale era tanta ma l’amore è ben altra cosa: è saper coltivare quel fuoco che brucia così in fretta e non farlo esaurire. È un dono che bisogna sapersi meritare. Con onestà di racconto Castellitto e la Mazzantini si buttano a capofitto dentro il dolore vivo del disfacimento di una storia d’amore senza mai abbassare lo sguardo, o nascondere la testa, ecco perché c’è una verità di fondo e una genuinità di ispirazione anche dietro il più scontato dei cliché che si raccontano e la più banale delle discussioni. Proprio per questo ogni spettatore potrà riconoscere squarci di realtà e riflettere così sulla grande sfida che è la relazione tra uomo e donna e la creazione di una famiglia.

Paola Dalla Torre

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