Arte e solidarietà, un pomeriggio di incontri culturali quello che si è tenuto nei giorni scorsi nel popolare quartiere di San Cristoforo a Catania presso la “Città dei Ragazzi”.
>Un vero e proprio momento dedicato all’arte e alla solidarietà che ha coinvolto tanti bambini e tanti fanciulli del quartiere in un clima di condivisione e di piena partecipazione. Con un laboratorio creativo guidato dall’artista Giuliano Cardella, pensato proprio per trasmettere ai più piccoli il gusto del bello. E mostrare così come l’arte, in ogni sua forma ed espressione, possa contribuire a rendere più accogliente e più vivo il loro stesso quartiere.
L’iniziativa ha rappresentato anche un’occasione di incontro tra diverse generazioni, favorendo relazioni e dialogo all’interno della stessa comunità e abbattendo le barriere generazionali.
La “Città dei Ragazzi” si conferma così, ancora una volta, come un vero punto di riferimento di grande importanza per tutto il territorio. Grazie proprio alle numerose attività educative, sociali e culturali che da anni essa sostiene a favore dei giovani e degli anziani, abbracciando tutte le famiglie del quartiere.
Città dei ragazzi / Laboratorio creativo per i piccoli di San Cristoforo
“Quello di oggi – ha affermato Ruggero La Porta, presidente dell’associazione ‘Guardiamo Avanti Unict’ – è un momento di condivisione e di solidarietà rivolto ai ragazzi e a tutto il quartiere di San Cristoforo. Un gesto semplice, che punta a rafforzare il senso di comunità aperta a tutti”.
A La Porta ha fatto eco Gerardo Fisauli, organizzatore nonché vero e proprio regista della manifestazione. Egli ha tenuto a precisare come “l’arte, la fantasia e la solidarietà siano espressioni che possono dare un consistente contributo al miglioramento della società. Soprattutto nei quartieri più popolosi e nelle periferie delle grandi città come Catania.
E come il modo di educare attraverso l’arte aiuti a sensibilizzare le nuove generazioni affinchè rendano migliore il posto in cui si trovano a vivere.
Allargando nel contempo i propri orizzonti attraverso lo studio e l’educazione alla valorizzazione di quanto di buono ci sia proprio in questi quartieri. Affinchè non siano ghetti, ma luoghi culturali aperti a tutti”.
Giuseppe Portale
