Colori e suoni per l’accoglienza degli immigrati

Il tema dell’immigrazione e delle possibilità di lavoro e di inserimento offerte agli extracomunitari dal territorio acese è stato messo a fuoco nel corso di  una interessante manifestazione, svoltasi domenica 9 settembre nel chiostro dell’ex liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale, su iniziativa della zona Galatea dell’Agesci e dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dei Migranti.

L’ingresso

“Lavoriamo a colori”: questo il titolo della manifestazione, organizzata in forma di incontro-dibattito, che è stata aperta da un video preparato dal clan del gruppo scout Acireale 6, nel quale, in forma semiseria – ma proprio per questo più attraente e coinvolgente – è stata presentata la situazione locale attraverso le testimonianze dei rappresentanti di enti e istituzioni che lavorano per l’accoglienza (tra cui anche il sindaco di Acireale), ma sono stati sentiti anche i commercianti e gli esercenti presso cui lavorano alcuni immigrati e, soprattutto, loro, gli extracomunitari con tante storie di fuga dai luoghi d’origine e di inserimento nella nostra città. Il titolo stesso dato alla manifestazione vuole sicuramente essere un invito rivolto a chi può fornire una opportunità di lavoro agli immigrati, tanti dei quali presenti anche tra il pubblico della serata.

Un momento del dibattito

Su questa linea dell’accoglienza e dell’integrazione si sono mossi anche gli ospiti intervenuti, introdotti da don Marcello Zappalà (direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei Migranti) e da Sara Scudero (componente del comitato di Zona dell’Agesci), i quali hanno trattato i vari aspetti dello stesso tema. Mimmo Palermo (funzionario regionale già dirigente dell’Ufficio di Collocamento della provincia di Catania) ha illustrato l’aspetto normativo, rilevando come le leggi italiane non sono fatte per l’accoglienza degli stranieri, ma per mantenere l’ordine pubblico (in particolare la famosa legge “Bossi-Fini”) e che l’accoglienza (per fortuna) la fa il volontariato e il terzo settore. La ditta “Faro Piante”, una delle aziende florovivaistiche più importanti della nostra zona, è una di quelle che accoglie e impiega personale extracomunitario, come testimoniato dal direttore dell’azienda e da Alpha, un giovane arrivato dalla Guinea in gommone insieme con altre 60 persone con le quali ha trascorso tre giorni in mare prima di arrivare a Lampedusa; adesso Alpha lavora da tre anni nei vivai Faro e si è ben inserito nel contesto locale. Un’altra testimonianza di immigrazione è stata quella di Ousmane, proveniente dal Senegal, che dopo tante peripezie, adesso fa il musicista ed è uno dei componenti del gruppo “African Nguewel” che ha animato la serata.

Lo stand del Cope

Un discorso a parte spetta al CO.P.E. (Cooperazione Paesi Emergenti), rappresentato da Valeria Gallitto. Il CO.P.E. è l’organismo onlus di volontariato che, collegato con il Ministero degli Esteri, gestisce alcune attività di servizio civile internazionale in Tanzanìa e in Perù. E’ l’ente, per intenderci, per il quale sta prestando il suo servizio in Tanzanìa anche il nostro Ciccio De Maria. Valeria Gallitto, presentando le attività del CO.P.E. nel Sud del mondo, ha sottolineato lo scopo dell’ente, che è quello di creare possibilità di lavoro e di integrazione negli stessi luoghi d’origine degli immigrati, ma anche quello di curarne l’integrazione nel nostro territorio; ed a questo fine è nato il progetto “Lavoro e formazione”, che opera in particolare nel settore della ristorazione a Catania ed in quello agroalimentare a Ragusa.

L’ambientazione della serata è stata data dall’accogliente chiostro dell’ex convento dei Domenicani, dove hanno trovato spazio anche gli stand dell’associazione “Libera”, dell’Arci, di AltroMercato, dell’iniziativa “Un canestro per l’Africa” e del CO.P.E., i quali proponevano sia i loro prodotti particolari, sia il materiale illustrativo delle loro tante iniziative.

Una delle foto inviate da Ciccio De Maria

Erano inoltre presenti due mostre fotografiche sull’Africa, di cui una, dedicata alla Tanzanìa, esponeva più di 50 foto inviate da Ciccio De Maria. Possiamo proprio dire che il nostro Ciccio, pur non essendo presente materialmente come nelle analoghe precedenti edizioni di questa iniziativa dedicata all’accoglienza degli extracomunitari, è stato spiritualmente presente sia per le sue foto, sia per il suo coinvolgimento nel CO.P.E., sia perché tirato in ballo dagli stessi organizzatori (ricordiamo che Ciccio faceva parte sia del comitato della zona scout “Galatea”, sia dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dei Migranti). “La pace è un seme”, aveva detto un anno fa in questo stesso luogo, parlando dell’Africa, suor Eugenia Travierso, la suora scout missionaria in Congo, e questo seme è stato sicuramente raccolto da Ciccio.

Ritmi africani con l’African Nguewel Group

Un altro video sull’argomento è stato proposto in chiusura dall’ARCI, mentre i momenti conviviali sono stata rappresentati dalla degustazione di piatti tipici albanesi e dalle coinvolgenti musiche del complesso musicale senegalese “African Nguewel Group”, ai cui ritmi tutti i giovani (ma anche i meno giovani) presenti si sono scatenati in un clima di gioiosa e contagiosa allegria.

 Nino De Maria

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