Concerto / Acireale, la voce “nera” di Tyree Miller incanta la Basilica di San Sebastiano

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concerto gospel

Il gospel è un genere musicale che viene da lontano, che affonda le sue radici nei canti degli schiavi neri d’America. Non stiamo parlando di musica profana quale jazz e soul ma di musica sacra. Il termine musica sacra, a noi europei, adusati alle messe di Scarlatti e Bach e ai canti sacri di Frisina, potrebbe far storcere il naso. Ma si tratta di vera e propria musica chiesastica, suonata nelle messe battiste, in special modo, del sud degli Stati Uniti.
I canti sono coinvolgenti, viscerali adottando stilemi e vezzi della musica laica.
In questa premessa si inserisce il concerto dei “The Gospel sound collective”, con la voce di Tyree Miller, svoltosi nella Basilica di San Sebastiano di Acireale.

Gospel “partenopeo”

Prima dell’esibizione di Miller col suo gruppo, un’altra formazione gospel di origine partenopea “I flowing gospel” ha intrattenuto gli astanti. Intrattenuto è riduttivo, poichè ha emozionato e forse colpito più dei “protagonisti” della serata.
La “capitana” del gruppo gospel, Rita Ciccarelli, si è così presentata: “Essere stasera qui e in questa meravigliosa Basilica è un privilegio. Noi siamo un gruppo campano e ad ispirarci nella strada del gospel è stato il film “Sister act”.  Dopo di noi, e poi, infine riuniti, si esibiranno Tyree Miller, la cui voce nera è un dono di Dio, e i suoi cantanti”.

Il primo canto eseguito “Holy Night”, in salsa gospel, ha creato un’atmosfera, complici anche gli affreschi del soffitto della Basilica, di intensa spiritualità. Poi è stata interpretata “I will follow him”, uno dei brani di “Sister act”. E, a seguire, un bel po’ di canzoni di molte delle quali sconosciamo il titolo, ma sempre dal significato cristiano.

L’incantevole voce di Tyree MillerTyree Miller e il gruppo gospel

Dopo un congruo periodo di tempo, dal corridoio destro della Basilica, sono andati in scena i “The Gospel sound collective” e il tanto atteso Tyree Miller. Non ci soffermeremo a fare l’elenco di tutti i canti eseguiti per non annoiare chi legge. Ma il brano “Stand up” è stato l’ acmè del concerto: la profondità e il fascino interpretativi, il ruggito di Miller e i fiati da balena dei coristi hanno ripagato la fatica di chi si è trovato in piedi ad assistere.

Sarebbe pleonastico dire che la voce nera di Miller abbia incantato la Basilica, purtuttavia a chi scrive riesce impossibile tacere sulla batteria incerta e titubante e sul gusto discutibile degli abiti di scena. Il momento musicale però è stato trascinante; e, poi, non capita tutti i giorni di ascoltare il gospel.

                                                                             Giosuè Consoli