“Vieni, buon Signore Gesù, da noi/ volgi lo sguardo:/ perché tu ci sei davvero necessario”. Sono alcuni versi della lirica “Leggenda di Natale” del drammaturgo tedesco Bertold Brecht che abbiamo sentito risuonare nel recital di poesie natalizie “Quando la poesia diventa preghiera”. Giunto alla 18° edizione, il recital è organizzato dal direttivo della Confederex regionale, con sede ad Acireale, presieduta da Gianfrancesco Sciuto.
La Confederex, che riunisce le associazioni degli ex alunni delle scuole cattoliche siciliane, lo dedica dal 2023 alla memoria di Sara Patané Sciuto, già presidente regionale.
Il recital si è svolto nell’Istituto lasalliano San Luigi di Acireale.

L’introduzione alle poesie è stata affidata ai consiglieri che rappresentano, da exallievi, il carisma di istituti cattolici del territorio della diocesi di Acireale. Cioè Rosario Musmeci e Giovanni Vecchio per l’istituto San Michele, Antonella Di Maggio per l’istituto Santonoceto, Marinella Venera Sciuto per l’Istituto “Spirito Santo”, istituti scolastici che attualmente risultano non attivi. La scelta della sede dell’istituto San Luigi, diretto da Santo Zanghì, sotto il coordinamento didattico della prof.ssa Antonella Il Grande, costituisce pertanto un preciso segnale per il futuro. Emozionante infatti la declamazione di alcune poesie da parte degli allievi della scuola Media, protagonisti anche dei coinvolgenti interventi musicali eseguiti in forma corale.
Gli interventi musicali di Gesuele Sciacca e Daniela Greco
I numerosi partecipanti hanno potuto percorrere un preciso itinerario di fede in versi strutturato in tappe, rivolto a coloro che “desiderano immergersi in suggestioni, metafore e viaggi uditivi, musicali e personali”. Come si legge nella presentazione curata da Carmelo S. Sciuto, attraverso l’ascolto guidato di poesie di autori di tutto il mondo.
Le tappe del viaggio poetico sono state introdotte da immagini intese a provocare l’uditorio e concluse dai sapienti interventi musicali di artisti dal repertorio raffinato quali Gesuele Sciacca e Daniela Greco.

Si parte dalla dimensione dell’ “attesa” interpretata non solo in accezione teologica ma anche psicologica, come nella dimensione della lirica di Antonio Leotta. Per passare al tema del “bisogno di Pace”, scandito dall’incisivo appello alla Pace, “mettere le armi a tacere/ e armare la ragione a dovere”, come nei versi di Mario Russotto e nel grido espresso dai versi di Gandhi ma anche nella dolcezza dei versi di Lope de Vega che per bocca della vergine chiede la pace “ che il mio bimbo dorme”, quel “ pargolo divino” che s’è sfinito/a piangere chiedendo/in terra pace”.
Immancabile il tema della pace
Pace invocata nei versi della poetessa israeliana Talil Sorek che già nel 1973 durante la guerra del Kippur, dipingeva la pace con i colori della tavolozza della fratellanza. Risuona ancora la domanda senza risposta di Quasimodo nei versi di “Natale”: “ma c’è chi ascolta il pianto del bambino/ che morirà poi in croce fra due ladri?”

Non manca la critica al consumismo natalizio nella sezione “Natale da rifare” che, richiamando i versi di Gianni Rodari, invita a meditare sulle storture della festa vissuta nella direzione del consumo vuoto per accogliere le domande provocatorie di Henry van Dike che scuotono le coscienze assopite.
Il recital infine, nella tappa conclusiva, “Betlemme”, mantiene, come nelle precedenti edizioni, il richiamo alla brillante tradizione poetica in lingua siciliana con due liriche, nelle quali si apprezza la tecnica del dialogo intimo con “lu Bamminuzzu beddru” che si quieta con “quattru aranci”. E quella del “notturno” come nei versi di Lina Palmieri che si sofferma sulla visita del bambino da parte dei pastori e dei Magi. Il viaggio di questi saggi giunge al termine alla casa di Giuseppe: la stella si ferma lì, come si legge nei versi di Heine. Tocca quindi a ciascun viaggiatore decidere di entrare. La Poesia è diventata Preghiera.
Marinella Venera Sciuto
exallieva salesiana, docente.
