Dal 30 agosto al 7 settembre 2025 si tiene una nuova sessione del Consiglio dei Giovani del Mediterraneo, che vede protagonisti 34 giovani tra ragazze e ragazzi provenienti da numerosi Paesi del bacino mediterraneo. L’iniziativa si svolge tra Fiesole e Roma, in un percorso che unisce spiritualità, dialogo e impegno civile. Si tratta di un appuntamento che vede riuniti i delegati designati dalle Conferenze Episcopali e dai Patriarcati di 26 Paesi che affacciano sul “mare nostrum”.
Cos’è il Consiglio dei Giovani del Mediterraneo
Il Consiglio dei Giovani del Mediterraneo è un organismo internazionale giovanile nato nel 2022 come “opera segno” dell’incontro dei vescovi del Mediterraneo a Firenze. Si tratta di una sorta di parlamento dei giovani dell’area mediterranea, composto da ragazzi e ragazze di età compresa tra i diciotto e i ventotto anni, scelti dalle Conferenze episcopali e dai Sinodi delle Chiese orientali, con un mandato quadriennale.
Non poteva che essere la città di Firenze, ad essere scelta quale sede permanente di questa esperienza, pensata come laboratorio di fraternità. Qui giovani di culture, religioni e nazionalità diverse possono confrontarsi sulle grandi sfide e tematiche comuni come la cittadinanza, la giustizia sociale, l’accoglienza e il dialogo interreligioso. Proprio come nella visione di Giorgio La Pira, che definiva i giovani “come rondini che vanno verso la primavera”, il CGM rappresenta la profezia di un Mediterraneo. Un mare capace di diventare mare di pace, dialogo ma anche e soprattutto di convivenza. Del resto, grazie al sindaco Giorgio La Pira, Firenze ospitò quei profetici Colloqui Mediterranei del 1958, con il cui scopo “ufficiale” fu ricercare comuni radici culturali tra i popoli del Mediterraneo.
Ma gli incontri, nella visione del padre costituente La Pira, non a caso in odore di santità, facevano parte di una diplomazia informale che in quegli anni nacque proprio a partire da Firenze. L’importanza dei Colloqui Mediterranei consisteva più negli incontri che gli eventi rendevano possibili che non nei discorsi ufficiali che venivano pronunciati. Un’ispirazione evidente, da cui la CEI e la Rete Mare Nostrum hanno tratto ispirazione per favorire e supportare l’attività del Consiglio dei giovani del Mediterraneo.
Il programma della sessione del Consiglio dei Giovani del Mediterraneo
Il programma della sessione 2025 prenderà avvio a Roma. Il 31 agosto saranno accolti a Fiesole da Mons. Cesar Essayan, Vescovo del Vicariato Apostolico di Beirut e da Mons. Jules Boutros, vescovo siro-cattolico del Patriarcato di Antiochia, oltre a Dom Bernardo Gianni, Abate dell’Abbazia di San Miniato al Monte. Il 2 settembre, i giovani saranno nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio a Firenze dalle 16 alle 18.
Incontreranno la sindaca Sara Funaro e il presidente del consiglio comunale Cosimo Guccione, insieme alla prof. Patrizia Giunti, presidente della Rete Mare Nostrum. Tre delegati provenienti da Libano, Spagna e Malta parleranno di pace, fraternità mediterranea e ambiente. Le conclusioni sono affidate a Mons. Cesar Essayan, Vicario Apostolico del vicariato dei latini di Beirut. Dalle 19 i giovani del Consiglio incontrano l’Arcivescovo di Firenze mons. Gherardo Gambelli al Centro Internazionale Studenti “Giorgio La Pira”.
Dopo l’incontro di domani, i lavori della Plenaria proseguiranno a Fiesole, per poi trasferirsi la sera del 4 settembre a Roma: dopo un momento di preghiera con mons. Stefano Manetti, Vescovo di Fiesole – incontreranno il Segretario generale della CEI mons. Giuseppe Baturi, il sottosegretario don Gianluca Marchetti ed il responsabile del Servizio di Pastorale Giovanile don Riccardo Pinicerato.
Il 5 settembre i Giovani del Mediterraneo saranno in Vaticano per l’udienza con Papa Leone XIV e il Pellegrinaggio Giubilare.

Le sfide del Consiglio dei Giovani del Mediterraneo
Dopo la sessione in presenza del 2024, svoltasi tra Roma, Fiesole, Firenze e La Verna a cavallo tra il 14 e il 20 Luglio scorso, prendono così il via i primi progetti del Consiglio dei Giovani del Mediterraneo. I trentaquattro delegati delle Conferenze episcopali e dei Sinodi delle Chiese cattoliche orientali, infatti, hanno partecipato a workshop e percorsi di formazione per sviluppare le idee emerse durante i brain-storming nei mesi precedenti.
I progetti si concentrano su quattro aree: programmi educativi oltre confine; scambi, networking e dialogo interreligioso; impegno civico e dottrina sociale ed educazione alla fede attraverso i social media. Nei prossimi mesi saranno realizzati con il coinvolgimento delle Conferenze episcopali e dei Sinodi, anche attraverso partenariati bilaterali o plurilaterali.

Durante le sessioni scorse, i giovani hanno incontrato importanti figure istituzionali. Ad esempio, a Roma il Cardinale Pietro Parolin e Monsignor Giuseppe Baturi, a Firenze la professoressa Ersilia Menesini. Hanno inoltre visitato il Santuario della Verna per l’800° anniversario delle Stimmate di San Francesco.
Un mare che unisce
Dunque, il prossimo settembre sarà un appuntamento decisivo. Non solo per la vita interna del Consiglio ma anche per il cammino di un Mediterraneo che vuole riscoprirsi non come confine ma come mare che unisce. Questa sessione del Consiglio non è solo un’agenda di appuntamenti ma è soprattutto un tempo di vita condivisa. Nei giorni insieme, i giovani del Mediterraneo potranno conoscersi più da vicino, mettere a fuoco i problemi comuni e immaginare risposte nuove e concrete. 
Avranno la possibilità di condividere storie e speranze, individuare i problemi che accomunano i loro Paesi e immaginare insieme soluzioni concrete. In un tempo in cui il Mediterraneo è spesso percepito come frontiera di tensioni, l’esperienza del CGM vuole essere un segno profetico: dimostrare che dal basso verso l’alto, con dialogo e fraternità tra le nuove generazioni, è possibile costruire un futuro diverso, fatto di pace, collaborazione e fiducia.
Mario Agostino e Giorgia Fichera
