Venerdì 24 gennaio il salone del Convento di San Biagio ad Acireale ha ospitato il convegno (qui in video integrale) dal titolo “Gabriele Allegra e Placido Rivilli. Pionieri e comunicatori di una Chiesa in uscita”. Un appuntamento culturale di rilievo che si inserisce nel triduo per il 50° anniversario della morte del Beato Gabriele Maria Allegra. I Frati Minori di Sicilia, insieme alla Diocesi di Acireale e al Movimento del Vangelo, nonché all’Istituto secolare delle Missionarie del Vangelo, hanno offerto l’occasione di approfondire la figura del Beato.
In particolare, si è fatta luce sul legame e i punti di contatto tra la sua missione e quella di padre Placido Rivilli, fondatore del Movimento Presenza del Vangelo e quella dell’Istituto secolare delle Missionarie del Vangelo. Un incontro “non commemorativo, ma di incoraggiamento a credere nella Parola” ha dichiarato fra Antonino Catalfamo, Ministro provinciale dei frati francescani minori. “Lo scopo è ricordare che la lampada che illumina il cammino di ogni uomo è la Parola di Dio, per non perdersi tra vie vaghe e peregrine”.
Acireale e non solo / il legame tra Gabriele Allegra e Placido Rivilli
Gabriele Allegra e Placido Rivilli sono legati da una profonda affinità umana e spirituale
Entrambi francescani e siciliani, hanno saputo coniugare una ferrea fede con spiccate doti comunicative. Definiti pionieri perché “avevano la Parola nel cuore, nella mente, nelle mani e sulle labbra”. Sebbene mossi dalla medesima vocazione missionaria, hanno trovato espressione in contesti differenti. Allegra ha dedicato la sua vita all’evangelizzazione in Cina, in un mondo distante da lui. Mentre Rivilli ha declinato il suo apostolato nell’incontro fisico e diretto con le persone, ovunque esse si trovassero.
Pina Gulisano racconta ad Acireale Placido Rivilli
Pina Gulisano, responsabile generale dell’Istituto Secolare Missionarie del Vangelo, ha presentato la figura di padre Placido Rivilli partendo dalla biografia scritta da Salvatore Vacca: “Placido Rivilli OFM (1918-1999) Missionario del Vangelo e profezia di Chiesa”. Durante l’incontro, Gulisano ha portato i saluti di Paola Geraci (presidente del Movimento Presenza del Vangelo), la quale ha lodato la meticolosità dell’autore definendolo un “lavoro da ricamatore“. Vacca ha infatti analizzato “tutto ciò che Padre Rivilli aveva scritto o ricevuto, cucendolo in un unico volume” che include anche i preziosi diari della sua formazione.
L’opera approfondisce in particolare il secondo dopoguerra, periodo in cui Rivilli individuò nella Parola di Dio l’unico strumento per la “ricostruzione dell’uomo“. Da questa intuizione nacque nel 1945 la “Crociata del Vangelo” (oggi “Presenza del Vangelo”). È un’iniziativa profetica che anticipò di decenni temi cari al Concilio Vaticano II e a Papa Francesco. Come sottolineato da Pina Gulisano, l’eredità di Rivilli vive ancora oggi nei gruppi di preghiera e ascolto della Diocesi di Acireale, nati per nutrire chiunque si metta in ascolto della Parola.
Antonino Raspanti e l’incontro con Placido Rivilli
Il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, ricorda con nitidezza l’incontro con padre Rivilli, avvenuto durante gli anni del seminario a Palermo. Tra il 1977 e il 1980, Raspanti frequentò quattro dei suoi cenacoli, rimanendo profondamente colpito dal carisma del frate. “Appena entrato in seminario, fui affascinato da una persona che, parlando del Vangelo, sapeva farne cogliere il nocciolo, creando al contempo un clima di autentica fraternità tra i presenti”.
Quell’esperienza divenne per lui uno stimolo decisivo a coltivare lo studio e la lettura delle Sacre Scritture. Secondo il Vescovo, figure come padre Placido Rivilli e don Divo Barsotti avevano la rara capacità di accendere il desiderio di penetrare a fondo l’episodio evangelico.
L’approccio di Rivilli (e di Allegra) si distanziava da un’esegesi puramente tecnica o arida. Pur mantenendo una fedeltà assoluta al testo sacro, essi ponevano un’attenzione particolare alla distinzione tra la Bibbia intesa come libro e la Parola che in esso è contenuta. Attraverso questo metodo, Rivilli non si limitava a una spiegazione analitica parola per parola, ma “riusciva a portare alla luce il volto di Cristo”, permettendo ai fedeli di percepire la volontà di Gesù e di stabilire un contatto vivo e autentico con Dio.
Conclusioni
Il convegno ha riaffermato come Gabriele Allegra e Placido Rivilli non appartengano solo al passato, ma rappresentino modelli vivi per una “Chiesa in uscita”. La loro capacità di rendere la Parola di Dio un nutrimento concreto per l’uomo contemporaneo rimane una lampada preziosa. Riscoprire l’operato di Allegra e Rivilli significa, oggi, scegliere di amare la Parola al punto da vivere in essa. È un invito a ritrovare quel ‘contatto vivo’ con Cristo che ha trasformato le loro biografie in un’unica, instancabile missione universale.
Sabrina Levatino
