Convegno / Intelligenza Artificiale e nuove responsabilità per un uso disciplinato

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Mercoledì 28 gennaio, l’Archivio Storico Diocesano di Acireale è stato cornice per il convegno “Intelligenza Artificiale e nuove responsabilità”, promosso dalla sezione Fidapa BPW Italy di Acireale. Il confronto con gli esperti ha permesso di riflettere sui rischi e sulle opportunità di una tecnologia che sta riscrivendo le regole del lavoro, della comunicazione e delle relazioni umane.

Ad aprire l’incontro, moderato dalla presidente Vera Pulvirenti, è stato don Giovanni Mammino. Il suo intervento ha sottolineato il contrasto simbolico del luogo scelto: un archivio colmo di manoscritti e dattiloscritti, “senza alcuna traccia di intelligenza artificiale”. Il suo invito è stato di stimolare l’intelletto umano verso un “uso disciplinato” del mezzo tecnologico, concetto ribadito anche da mons. Agostino Russo, Vicario generale della Diocesi di Acireale.

Convegno / Francesco Pira: “L’Intelligenza Artificiale non pensa, esegue”

Il prof. Francesco Pira, docente di Sociologia presso l’Università di Messina, ha inquadrato l’AI come una rivoluzione ancora più profonda di quella industriale, ormai mimetizzata nei nostri gesti quotidiani. Tuttavia, l’ambivalenza deve farci riflettere: se da un lato i medici la usano per salvare vite, la stessa tecnologia guida i bombardamenti nei conflitti globali. “L’intelligenza artificiale non pensa, esegue. E quando non sa cosa fare, inventa” afferma il professore.

convegno intelligenza artificiale piraPira ha lanciato un allarme sul crescente analfabetismo emozionale: i giovani tendono a fidarsi più delle macchine che degli esseri umani. Ha citato casi di cronaca tragici e l’esperimento svizzero del confessore-avatar Deus in Machina. Così il sociologo ha spiegato come l’AI rischi di diventare l’unico interlocutore per chi soffre di solitudine. Questo perché offre risposte polarizzanti che non creano relazioni, ma semplici connessioni. “La partita è di noi umani. La colpa non è della tecnologia, ma dell’uso che ne facciamo” evidenzia ulteriormente “Dobbiamo ritrovare il bisogno di rispettare l’altro”.

Convegno / Marilena La Rosa: la bellezza dell’errore umano

La prof.ssa Marilena La Rosa, linguista di origini acesi e ricercatrice in Spagna, ha spostato il focus sulla scrittura e sulla creatività. Se da un lato esistono robot capaci di simulare empatia attraverso gesti e “piroette” di gioia, come Pepper ideato a Palermo; dall’altro, l’AI generativa sta assorbendo il nostro stile comunicativo al punto da rendere difficile distinguere l’autore umano dalla macchina.

convegno intelligenza artificiale la rosaLa professoressa ha definito i modelli linguistici dei chatbot basati su IA generativa, come stochastic parrots”. È un’espressione che indica macchine che rispondono a prompt semplicemente riproducendo ciò che sembra pertinente, ma privo di pensiero. Sebbene l’AI permetta una “democratizzazione della scrittura“, il rischio è la perdita della bellezza del processo creativo. “L’intelligenza artificiale ci fornisce un prodotto finito e sterile, privo della lentezza e della creatività umana” dichiara la professoressa.

L’avvertimento finale / Non farsi “riscrivere”

“Il nostro compito non è temere l’algoritmo, ma non lasciarci riscrivere da esso. La macchina può imitare una voce, ma non conosce la voce incrinata. Può creare una poesia, ma non sa piangere leggendo la propria”. In una conclusione toccante, la professoressa La Rosa ha ricordato che ciò che rende umano un testo è proprio la sua imperfezione, la metafora ardita, il gesto che solo la mente umana riesce ad avere.

Sabrina Levatino