Coronavirus e dintorni/ Aci Platani, amarezza per la sospensione della festa della patrona Maria del Monte Carmelo

A seguito delle misure restrittive adottate dal governo per evitare la diffusione del Covid-19, sono state, giustamente, sospese tutte le attività legate ad eventi, fiere e feste patronali.
Alla luce di questi provvedimenti, anche la comunità parrocchiale di Aci Platani, è stata costretta a sospendere la tanto attesa festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, che per antica tradizione, fin dal 17° secolo, si svolge l’ottava di Pasqua.
I preparativi, curati nei particolari dal Comitato dei festeggiamenti, avviati fin dal novembre scorso, sono stati bruscamente interrotti tra l’amarezza generale di tutta la parrocchia, già idealmente proiettata verso questo importante appuntamento. Alla comunità platanese, in un momento così delicato, verrà quindi a mancare questa forte occasione di aggregazione e di condivisione collettiva che affonda le sue radici nel lontano passato, in tempi e modi che vengono tramandati da secoli.
La devozione alla Madonna del Monte Carmelo, invocata anche con il titolo di Madonna dell’Acqua, nell’antico “quartiere delli Patanej” ha radici profonde ed è presente da sempre. Ma è solo nel 1632, che gli abitanti di Aci Platani provvedevano, dopo la realizzazione del prezioso simulacro (1627), ad ottenere dal Vicario Generale della Diocesi di Catania, don Francesco Amico, il privilegio di festeggiare con solennità la Santa Patrona la domenica in Albis. Una autorizzazione che comunque conserva un carattere transitorio e non definitivo.
La concessione definitiva venne data due anni dopo, nel 1634, dopo una successiva richiesta avanzata dai cappellani della chiesa Madre, unitamente ai Mastri d’opera, come si deduce da un altro documento conservato presso l’Archivio parrocchiale, riguardante il definitivo privilegio concesso dallo stesso Vicario Generale.
Oggi, al contrario di tante altre manifestazioni religiose, che con il tempo sono venute meno, a distanza di quasi 400 anni dalla concessione, la festa rimane viva nella memoria dei platanesi e viene trasmessa di generazione in generazione, restando quasi immutata nella sostanza.
Quest’anno, però, i momenti della festa, solitamente segnati dalle fastose luminarie, dai tradizionali fuochi d’artificio e dal suono delle campane e della Banda musicale, saranno sostituiti da intensi momenti di preghiera che saranno trasmessi attraverso i social e che i fedeli potranno seguire da casa.
Ancora una volta Aci Platani vorrà affidarsi fiduciosa all’amata Patrona. Nel corso dei secoli, più volte la Santa Vergine ha protetto il paese dalle tante calamità: pestilenze, colera, terremoti, guerre. E in ogni altro momento di difficoltà personale e familiare, gli abitanti di questo antico luogo hanno fatto ricorso alla Madonna e in lei hanno sempre trovato forza e coraggio per superare le tante avversità della vita e i momenti più drammatici che hanno segnato la vita della comunità.
Ancora oggi, in questo particolare momento di tribolazione, gli abitanti di Aci Platani, uniti al loro parroco, sull’esempio di quanti li hanno preceduti nella fede, vorranno mettere la comunità platanese e l’umanità intera sotto la materna protezione della Vergine Santissima.

Giovanni Centamore