Corte d’Appello / Il nuovo presidente Porracciolo auspica dialogo dentro il sistema giustizia

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Antonino Porracciolo

Antonino Liberto Porracciolo, magistrato di lungo corso e originario di Catania, assume la guida della Corte d’Appello etnea dopo il pensionamento di Filippo Pennisi. Nel suo intervento, ha richiamato il valore della collaborazione tra magistratura e avvocatura, il ruolo del dialogo nella giurisdizione e la necessità di coniugare innovazione tecnologica e dimensione umana della giustizia.

Si è svolta in un clima di grande partecipazione istituzionale la cerimonia di immissione in possesso del nuovo presidente della Corte d’Appello di Catania, Antonino Liberto Porracciolo, tenutasi nell’Aula delle Adunanze del Palazzo di Giustizia del Tribunale ordinario etneo.

Un momento di particolare rilievo per la vita del distretto giudiziario catanese, che ha visto riunite autorità civili, religiose e militari del territorio, magistrati, rappresentanti dell’avvocatura, esponenti delle istituzioni locali e numerose personalità del mondo accademico e professionale.
Tra i presenti il procuratore generale Carmelo Zuccaro, il sindaco di Catania Enrico Trantino, l’arcivescovo metropolita, mons. Luigi Renna. Nonché i rappresentanti dei Fori del distretto che comprende le province di Catania, Siracusa, Ragusa e Caltagirone.Insediamento presidente Porracciolo

Alla cerimonia hanno inoltre partecipato presidenti di Corte d’Appello e procuratori provenienti da diversi distretti giudiziari della Sicilia e del territorio nazionale.
La cerimonia ha rappresentato non soltanto un passaggio formale di consegne. Ma anche un momento simbolico di continuità istituzionale nella guida di uno dei distretti giudiziari più articolati e complessi del Mezzogiorno.

L’introduzione del presidente facente funzioni Giovanni Di Pietro

Ad aprire l’incontro è stato il presidente facente funzioni della Corte d’Appello, Giovanni Di Pietro. Egli ha introdotto e moderato gli interventi con parole dense di significato umano e professionale. Viene ricordato come il presidente reggente traghettatore, dal distinto garbo istituzionale.

Richiamando un noto verso musicale – “fanno giri immensi e poi ritornano” – Di Pietro ha voluto sottolineare il valore simbolico del ritorno di Porracciolo nella città in cui ebbe i suoi natali. E dove realizzò parte del suo percorso formativo.

Il neo presidente, infatti, è nato a Catania nel 1963, ma ha svolto gran parte della sua carriera lontano dal distretto etneo. Dopo aver iniziato il proprio percorso in magistratura nel 1991, dapprima come pretore e successivamente come giudice, ha operato a lungo nel distretto di Caltanissetta. Maturando qui una significativa esperienza nella giurisdizione penale e civile. In seguito, ha prestato servizio presso la Corte d’Appello di Palermo, dove ha ricoperto l’incarico di presidente di sezione.

Nel suo intervento, Di Pietro ha evidenziato come cultura, memoria e capacità di ascolto rappresentino tratti distintivi della personalità del nuovo presidente. Qualità che potranno consentirgli di interpretare con equilibrio e sensibilità il delicato ruolo che lo attende.

Il saluto e il programma del nuovo presidenteInsediamento del presidente

Nel prendere la parola, Antonino Liberto Porracciolo ha innanzitutto espresso gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per la presenza delle numerose autorità istituzionali intervenute alla cerimonia.
>Il suo intervento ha assunto i tratti di una vera e propria lectio magistralis, attraversata da riflessioni di carattere antropologico sul senso della giustizia e sulla responsabilità delle istituzioni.
Un saluto particolare è stato poi rivolto agli organi di stampa, riconosciuti come baluardo e presidio essenziale della comunicazione e servizio alla comunità. Non a caso, lo stesso Porracciolo è giornalista pubblicista.

«Catania ha una tradizione di presidenti di Corte d’Appello di eccellente livello – ha affermat. E questo significa poter contare su una macchina organizzativa già solida, sia per quanto riguarda la gestione degli uffici amministrativi sia per la professionalità dei magistrati impegnati nella giurisdizione».

Un riconoscimento esplicito al lavoro svolto negli anni precedenti e, in particolare, al presidente uscente Filippo Pennisi, cui Porracciolo subentra dopo il pensionamento.

Nel suo discorso, il nuovo presidente ha sottolineato come il distretto catanese presenti dati incoraggianti in materia di efficienza giudiziaria. Soprattutto nel settore civile, dove il livello delle “pendenze ultrabiennali” – indicatore dell’arretrato patologico – risulta contenuto rispetto ad altri contesti nazionali.
>Un risultato che, ha ricordato, è frutto dell’impegno dei magistrati e dell’organizzazione degli uffici, spesso sostenuti da un lavoro intenso che richiede sacrifici personali e grande dedizione.

Il valore del dialogo nella giustiziaCerimonia d'insediamento

Tra i passaggi più significativi dell’intervento del nuovo presidente, si evince il richiamo alla necessità di mantenere vivo il dialogo tra le componenti del sistema giustizia, nel rispetto delle rispettive autonomie.
Porracciolo ha parlato anche del senso di responsabilità che accompagna l’esercizio della funzione giudiziaria. Un compito che si muove tra onore e onere e che richiede azioni concrete e lungimiranti. L’obiettivo, ha sottolineato, resta quello di garantire il bene della collettività, nel segno della verità, della trasparenza e soprattutto della legalità.

In più il subentrante presidente ha ricordato con apprezzamento le relazioni presentate negli ultimi anni giudiziari nel distretto catanese. Citando in particolare le accurate analisi del procuratore generale Zuccaro e del presidente dell’Ordine degli Avvocati Antonino Guido Distefano, che hanno evidenziato l’importanza di una collaborazione leale tra magistratura e avvocatura.
Un dialogo che, secondo Porracciolo, rappresenta un presupposto fondamentale per garantire un servizio di giustizia efficiente e vicino ai cittadini.

Giustizia, tecnologia e dimensione umana

Nel suo intervento, ha affrontato anche il tema dell’innovazione tecnologica e delle nuove sfide che attendono il sistema giudiziario.
Il riferimento è rivolto alle trasformazioni introdotte dalla digitalizzazione dei processi e allo sviluppo delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale. Strumenti che possono contribuire a migliorare l’efficienza degli uffici giudiziari. Ma che non devono far perdere di vista la dimensione profondamente umana della giurisdizione.

A questo proposito, ha richiamato una celebre riflessione del giurista Piero Calamandrei, secondo cui «guardarsi negli occhi» resta una delle esperienze fondamentali della relazione umana. Anche nell’ambito dell’amministrazione della giustizia.pubblico alla cerimonia di insediamento del presidente

Un richiamo che assume un valore simbolico particolarmente forte in un’epoca segnata dalla crescente mediazione delle tecnologie e dalla progressiva automazione dei processi decisionali. Proprio per questo resta centrale l’esigenza del dialogo, quasi un punto d’incontro tra intelligenza artificiale e logos. Tra la razionalità degli algoritmi e la più antica tradizione della dialettica filosofica.

Le parole dei rappresentanti istituzionali

Nel corso della cerimonia, sono intervenuti anche il procuratore generale Carmelo Zuccaro e il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Catania, Antonino Guido Distefano. Entrambi hanno rivolto al nuovo presidente parole di stima e auguri di buon lavoro.

Zuccaro ha ricordato il rigore professionale e il senso di responsabilità che da sempre contraddistinguono Porracciolo. Sottolineando come la guida della Corte d’Appello richieda equilibrio e capacità di interpretare le complesse dinamiche sociali del territorio.

Distefano, dal canto suo, ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra magistratura e avvocatura. E ha assicurato al nuovo presidente il sostegno dei Fori del distretto nel perseguimento di un’amministrazione della giustizia improntata a efficienza, rispetto reciproco e ascolto.

La dichiarazione dell’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna

Mons. Luigi Renna, arcivescovo metropolita di Catania, ha affidato a una breve dichiarazione un pensiero rivolto ai detenuti, invitando a mantenere uno sguardo umano verso chi vive la condizione della reclusione. Nel manifestare apprezzamento per l’alto compito affidato alla magistratura, l’arcivescovo ha sottolineato «come l’esercizio dell’autorità debba sempre restare ancorato alla dignità della persona e a quei riferimenti culturali che danno profondità alle parole e alle istituzioni».

Un nuovo capitolo per la giustizia del distretto etneo

L’immissione in possesso di Antonino Liberto Porracciolo segna dunque l’inizio di una nuova fase per la Corte d’Appello di Catania, chiamata ad affrontare sfide organizzative e sociali rilevanti.

Il distretto etneo, invero, rappresenta una realtà giudiziaria articolata. De facto, è caratterizzata da carichi di lavoro significativi e da problematiche sociali complesse, che richiedono visione istituzionale, capacità di coordinamento e attenzione costante alle esigenze della collettività.

Nel concludere il suo intervento, il nuovo presidente ha richiamato proprio questa dimensione di responsabilità. Sottolineando come «l’esercizio della giurisdizione debba sempre essere orientato al bene della comunità e al rispetto dei principi di legalità».

In chiosa, Porracciolo ha parlato di un compito impegnativo, che intende affrontare con spirito di servizio. Con la consapevolezza che la giustizia, prima ancora che un sistema di norme, è un presidio fondamentale della convivenza civile e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Luisa Trovato