Covid / Sicilia in zona rossa: cosa si può fare?

A causa del grave incremento dei contagi da Covid -19, a partire da domenica 17 gennaio, la Sicilia diventerà “zona rossa”. La richiesta dal presidente, Nello Musumeci, è stata accolta dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, e ratificata il 15 gennaio scorso. A provocare l’amara decisione, non solo la crescita costante dei nuovi positivi in Sicilia, dovuto per lo più allo scarso senso civico e di osservanza della regole, ma anche e soprattutto la scarsa capacità delle strutture sanitarie di fare fronte alla pandemia.

Misure per contrasto e contenimento dell’emergenza Covid 19

Due le “sentenze” di cui tenere conto: da una parte, il DPCM del 14 gennaio firmato dal presidente Conte, dall’altra l’ordinanza della Regione Siciliana che adotta perciò il meccanismo a zone in base a dati del contagio, indice di trasmissione Rt e indicatori relativi alla situazione di ospedali e terapie intensive. Se alcune norme erano già note, ecco cosa cambia, cosa si può fare e le regola a cui attenersi a causa del Covid, nella Sicilia in zona rossa.

Sicilia in zona rossa: residenti, entrare e uscire ed autocertificazione

Gli spostamenti tra Regioni sono vietati fino al 15 febbraio. E’ possibile muoversi solo per “comprovate esigenze” inerenti motivi di lavoro, salute ed emergenza. Si può entrare in zona e regione rossa solo per gli stessi motivi, ma solo per “comprovate esigenze”: motivi di lavoro, salute e emergenze. Covid Sicilia zona rossaLa circolare del Viminale chiarisce che il modulo di autocertificazione va compilato con le proprie generalità e il motivo dello spostamento e consegnato in caso di controllo. Pertanto, sarà necessario eventualmente esibirla anche per visite di emergenza, in quanto “comprovate esigenze”, e non si deve indicare il nominativo delle persona da cui ci si reca per tutelarne la privacy.

Zona rossa: uscire dal comune o accompagnare figlio a scuola 

E’ vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, anche all’interno del territorio comunale, salvo che per le citate “comprovate esigenze”. Si può perciò solo per motivi di lavoro, studio o salute, ad esempio. Sono “consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita”. Dato che restano aperti nidi, scuole per l’infanzia, elementari e le prime medie, è possibile ovviamente accompagnare i bimbi. Possono seguire lezioni in presenza anche alunni con disabilità e bisogni educativi speciali, così come quelli impegnati in laboratori.

Zona rossa: shopping e negozi 

Chiusi tutti i negozi al dettaglio. Rimangono aperti i rivenditori di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, i tabaccai, le edicole. Altri negozi che possono restare aperti sono: lavanderie, ferramenta, cartolerie, informatica, profumerie, pompe funebri, fiorai, librerie, abbigliamento per bambini, distributori automatici, ottici, giocattolai. I centri commerciali sono chiusi: all’interno possono essere aperti solo alimentari, farmacie, parafarmacie e tabaccai. I mercati sono chiusi, tranne “le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari”.

Musumeci Sicilia zona rossa
Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci (foto
Ansa/P.Bove)

Zona rossa: parrucchieri, estetisti, bar e ristoranti

Parrucchieri e barbieri sono aperti, mentre centri estetici e centri massaggi sono chiusi. Sono “sospese le attività dei servizi di ristorazione – bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie – ad esclusione delle mense e del catering continuativo”. Resta però sempre consentito ordinare cibo e bevande e domicilio. E’ possibile comprare cibo o bevande da asporto ma con limiti d’orario: solo fino alle 18 per i bar, solo fino alle 22 per i ristoranti.

Zona rossa: sport, bici e passeggiate

Vietati gli sport collettivi: attività sospesa anche per quelli all’aperto ma l’attività sportiva è consentita se individuale e all’aperto. Si può perciò andare correre e in bici, perché rientrano nell’attività sportiva. Possibile anche passeggiare, perché si tratta di “attività motoria” dunque consentita da soli e “in prossimità della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie”.

Mario Agostino

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