Da Acireale a Roma / Eleazar Sanchez traccia un ponte d’arte contemporanea dall’Hudson al Tevere

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Alla Galleria La Pigna, a Roma, l’arte contemporanea traccia un ponte tra il Hudson e il Tevere grazie al progetto curatoriale firmato da Eleazar Sanchez. L’iniziativa è infatti del nostro concittadino di Acireale il Maestro Cav. Eleazar Sanchez, insieme alla Prof.ssa Anne Novado, fondatrice della Novado Gallery.

È un progetto espositivo che si configura come un dispositivo culturale di connessione e dialogo internazionale. Si è inaugurata a Roma il 16 aprile, negli spazi della Galleria La Pigna, la mostra “Cartografia dell’Arte Contemporanea: Dal Hudson al Tevere”, curata da Eleazar Sanchez. Da inizio ad un percorso di una serie di mostre in diverse città europee. È un’iniziativa che riunisce artisti provenienti da differenti contesti geografici e culturali, proponendo una riflessione articolata sul ruolo dell’arte contemporanea quale strumento di mediazione tra identità, territori e linguaggi.

Il prestigio delle istituzioni e le rappresentanze diplomatiche

Nella sede dell’Unione Cattolica Artisti Italiani (UCAI) sezione di Roma, nel cuore storico della Capitale, l’evento inaugurale ha assunto una rilevanza istituzionale significativa, testimoniata dalla presenza di autorevoli rappresentanze Diplomatiche. Tra queste, il Nob. Prof. Franco Ciufo, Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Cavalieri Costantiniani Italiani, e l’Eccellentissimo Sig. Luis Armando Montano, Consigliere Generale dell’Ambasciata della Repubblica di El Salvador presso la Repubblica d’Italia, conferendo all’iniziativa il loro Alto Patrocinio, sottolineandone il valore nel quadro delle relazioni culturali internazionali.

Accanto a loro, la presenza dell’Eccellentissima Sig.ra Nina Karković, Consigliere per la Cultura dell’Ambasciata della Repubblica di Croazia presso la Repubblica d’Italia, e della curatrice croata Svjetlana Lipanovic. La rappresentanza Diplomatica della Repubblica Croata ha ulteriormente rafforzato la dimensione transnazionale del progetto. Ha evidenziato il ruolo delle istituzioni internazionali nella promozione del dialogo artistico e nella valorizzazione delle pratiche culturali contemporanee.

La “Cartografia” come metafora culturale

Ad aprire la presentazione è stata la Direttrice della Galleria La Pigna, la dott.ssa Anna Maria Borsatti, il cui intervento ha posto l’accento sulla funzione della mostra quale piattaforma di confronto tra poetiche artistiche eterogenee, capaci di convergere in una narrazione condivisa. A seguire, i curatori, il Maestro Cav. Prof. Eleazar Sanchez, co-direttore, il Maestro Prof.ssa Anne Novado, Direttrice della Novado Gallery hanno illustrato l’impianto concettuale del progetto. Esso si fonda sull’idea di “cartografia” come metafora epistemologica e visiva. Una mappa non geografica, ma culturale, in cui si articolano relazioni, identità e processi creativi.

Il percorso espositivo si distingue per la pluralità dei linguaggi impiegati: dalla fotografia alla pittura, fino alle sperimentazioni tecniche e materiche, dando luogo a un sistema visivo complesso in cui ogni opera contribuisce alla costruzione di una geografia simbolica condivisa. In tale contesto, la dimensione collettiva non si limita alla coesistenza delle singole individualità artistiche, ma si configura come un autentico spazio di interazione e contaminazione.

Protagonisti internazionali e linguaggi a confronto

Tra gli artisti in mostra, Heidi Curko, artista croata che propone un linguaggio segnico e gestuale. Si caratterizza da una forte componente intimo espressivo e da una tensione tra figurazione e astrazione. Il segno diventa traccia di un’indagine interiore ed appartenenza (opera: “Loaded on Blues”).

Susan MacDonald, artista scozzese, presenta una ricerca fotografica incentrata sulla dimensione naturale, con immagini territoriali che si configurano come metafore di crescita, resilienza e trasformazione, spesso collocate in dialogo con contesti specifici della Scozia, la sua terra natale. (opera: “Light Sleeps on the Loch”).

Le opere dell’artista Francese Stéphane Graciet si collocano nell’ambito della fotografia contemporanea con una particolare attenzione agli spazi, alle atmosfere e alle condizioni luminose, capaci di evocare una dimensione sospesa tra reale e percepito. Analogamente, (opera: “Dancing Structure”).

Steve Pearlman sviluppa una ricerca fotografica che indaga il paesaggio urbano e architettonico. Restituisce immagini cariche di memoria e stratificazione culturale, come testimoniano gli scatti realizzati nel contesto Romano. (opera: “La Più Bella”).

Sul versante pittorico e sperimentale, Lex Heilijgers, artista olandese, la cui pittura si distingue per una costruzione cromatica e compositiva rigorosa. E’ capace di coniugare equilibrio formale e sensibilità contemporanea, contribuendo a rafforzare la dimensione europea del progetto espositivo; (opera: “Plant & Water in a Jag”).

L’artista newyorkese Anne Novado presenta opere materiche in cui il gesto e la trama diventano elementi fondanti della composizione, generando superfici uniche e irripetibili. (opera: “Devotion and Transformation”).

Arte contemporanea / Il ruolo di Eleazar Sanchez a Roma e il valore del dialogo

Il lavoro dell’acese Eleazar Sanchez, infine, si articola in una ricerca che coniuga elementi simbolici e spirituali con tecniche sperimentali. Ad esempio, l’utilizzo dell’astratto con il figurativo da vita a immagini che evocano dimensioni archetipiche e narrative. (opera: “Il Gladiatore”)

Sanchez arte contemporanea roma mostraMomento di particolare rilievo istituzionale è stato rappresentato dalla partecipazione attiva delle rappresentanze diplomatiche. Hanno preso parte alla presentazione del progetto e hanno conferito agli artisti un riconoscimento internazionale. Tale gesto ha inteso valorizzare non solo la qualità estetica delle opere. Ma ha sottolineato anche la capacità degli artisti di operare in una dimensione interculturale, contribuendo alla costruzione di un dialogo globale attraverso l’arte.

Conclusioni

L’inaugurazione del 16 aprile si configura così non soltanto come apertura di una mostra, ma come un atto culturale di più ampio respiro. Una dichiarazione della centralità dell’arte contemporanea quale strumento di connessione tra popoli, capace di superare barriere geografiche e linguistiche e di generare nuove forme di comprensione reciproca. In questa prospettiva, Cartografia dell’Arte Contemporanea si propone come una mappa dinamica del presente. Le coordinate non sono più esclusivamente spaziali, ma profondamente culturali e relazionali.

Sabrina Levatino