Dialogo interreligioso / L’imam Akkad: “La Madonna, madre dell’umanità, messaggera di pace nel mondo”

Nel 2019 è stata realizzata la Commissione Internazionale mariana musulmana cristiana, fondata dal siriano Nader  Akkad, dal 1992 in Italia, unitamente al padre Stefano Cecchin, presidente della Pontificia accademia mariana internazionale. Il documento “Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” di Abu Dhabi del 4 febbraio 2019 , è stato firmato da Papa Francesco e dal grande imam di Al- Azhar, Ahmud Al-Tayyeb..

Nader Akkad

Lo scopo della Commissione è “portare nel dialogo interreligioso il patrimonio di fratellanza  che Maria, donna ebrea, cristiana e musulmana, è in grado di suscitare e sostenere nelle nostre relazioni”. Maria è la sublime donna aperta al dialogo e alla collaborazione.
Già da alcuni anni in Olanda, ad Amsterdam, la Vergine Maria è venerata con l’appellativo di Madre dell’umanità intera, per cui, oltre che donne cristiane, parecchie donne musulmane e di altre fedi religiose vanno a pregarla, chiedendo grazie .  A metà “Corano”, il capitolo 19 è dedicato alla Madonna, ritenuta una figura di primo piano  nell’islam.
L’imam Nader Akkad, originario di Aleppo, è venuto a Trieste per seguire gli studi di fisica teorica con Mohammad Abdus Salam, primo premio Nobel per la fisica, musulmano. Dalla pubblicazione su una rivista cristiana di un’intervista, fatta recentemente a lui, risulta una sua interessante testimonianza: per ottenere la diffusione del documento  di Abu Dhabi, ai fini di un futuro di pace, in questo periodo così travagliato, è Maria, donna cara  ai musulmani,  colei che potrebbe sostenere questo ideale così fondamentale nella vita dell’umanità, ovvero, mettere al centro della propria esistenza  la rivelazione e la parola dell’Altissimo.
Ancora, l’imam Akkad  cita la basilica di Nostra Signora d’Africa ad Algeri e il santuario di Nostra Signora della Salute nel sud dell’India, ed ancora la Casa di Maria ad Efeso, in Turchia, come centri religiosi, frequentati dai cristiani, dai musulmani e dagli induisti. Inoltre, parla della sua esperienza con la comunità musulmana di Trieste, in dialogo con il movimento dei Focolari : in particolare, visite alla moschea di Fiume e al santuario della Madonna del Tersatto.
Innovatrice  la notizia  sul nome di Maria, assegnato da Akkad alla moschea di Milano. Densa di fede, la sua comunicazione : “Maria ha un posto importante nelle ‘mie’ preghiere e nei ‘miei’ ricordi, e recito spesso il capitolo a lei intitolato del Corano”.
Significativa, infine,  la notizia che nel 2010 il Libano, popolato in maggioranza dai musulmani, proclama quale festa nazionale l’Annunciazione, “passo costruttivo per il dialogo interreligioso e per la riconciliazione della comunità”. Il che viene visto con acutezza di pensiero da Akkad, come “impegno per costruire una città aperta a tutti, fondata sulla forza della pace e della collaborazione, piuttosto che sul terrore delle armi e sull’oppressione del diverso. Dio ha dato la terra a tutti e nessuno ha il diritto di prendere il posto di Dio”.
Nel problematico periodo del coronavirus, la testimonianza dell’imam Nader Akkad e la sua vita attiva con padre Stefano Cecchin ci danno la speranza che ci avviamo verso un futuro migliore.

Anna Bella