Diocesi / Ad Acireale celebrato il Giubileo dei Catechisti

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Acireale ha celebrato nelle scorse ore uno degli appuntamenti più sentiti del Giubileo della speranza: quello che tocca il mondo della catechesi e dei catechisti.

Oltre 500 partecipanti hanno preso parte al momento di festa giubilare, che è stata anche occasione per conferire il mandato a coloro che nelle parrocchie si impegnano a portare il Vangelo ai piccoli.

 

A curare il momento è stato l’ufficio catechistico diocesano, retto da don Carmelo Sciuto, che ha organizzato i vari momenti che sono culminati nella celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Antonino Raspanti e concelebrata dai numerosi sacerdoti che hanno accompagnato le proprie parrocchie.

La celebrazione del Giubileo diocesano

E’ stato un pomeriggio di intensa preghiera e di momenti di forte riflessione, quello di venerdì 12 settembre, che ha accompagnato i tanti catechisti presenti verso il rinnovo del loro impegno.

Un atto di riguardo verso i piccoli delle comunità parrocchiali, a cui avranno il compito di insegnare i rudimenti della fede, collaborando nella crescita spirituale di questi bambini.

Gli operatori pastorali, di varia età e di diverse tempra, hanno manifestato con la loro presenza il desiderio di sostenere il ministero educativo della catechesi, divenendo ponte insieme ai sacerdoti e alle famiglie nel cammino di fede.

L’evento si è aperto nel pomeriggio con il raduno dei gruppi parrocchiali nella chiesa di San Rocco di Acireale e dopo il rito della Statio, i partecipanti si sono messi in cammino per un breve pellegrinaggio giubilare per le vie cittadine, raggiungendo la Basilica Cattedrale.

Le parole del vescovo Raspanti

L’omelia del vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti, ha offerto una chiave di lettura che permette di riscoprire la missionarietà dei catechisti, in un clima di rinnovamento spirituale e comunitario, declinandolo nel contesto del Giubileo. Tutta la parrocchia, si evince dalle sue parole, concorre nella corresponsabilità di permettere che il catechismo sia materia viva, fruibile e a portata di tutti i bambini.

Come ha ricordato ancora il vescovo nella sua riflessione, educare alla fede non è solo la trasmissione di nozioni ma un vero e proprio accompagnamento nell’incontro con Cristo e con la Chiesa. Ascoltare, testimoniare, dialogare sono i verbi che non devono mancare nel servizio in parrocchia, così come è importante la formazione in coloro che svolgono questo servizio.

 

Ai catechisti presenti si è rivolto con queste parole: “Cari catechisti, il Vangelo ci ricorda che prima di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello dobbiamo riconoscere e togliere la trave dal nostro cuore. La conversione parte sempre da se stessi: ascoltare la Parola, rientrare in noi, lasciarci correggere. Solo così la nostra vita diventa autentica testimonianza. I santi, come Carlo Acutis, ci insegnano che la santità nasce dalla semplicità di un cuore abitato da Dio. Preghiamo insieme, perché non siamo ciechi che guidano altri ciechi, ma veri annunciatori del Vangelo”.

Il rinnovo del mandato ed il segno scelto per questo nuovo anno catechistico

Tra i momenti forti della celebrazione il rinnovo del mandato, occasione in cui i catechisti sono stati invitati a riaffermare il loro impegno, consapevoli del carico di responsabilità così come della gioia del servizio.
Una chiamata, quella del catechista, che fiorisce nel quotidiano e nelle piccole cose che diventano simbolo del laicato impegnato.

Nelle preghiere dei fedeli tutto questo è diventato affidamento al Signore, preghiera comunitaria per i bambini che si preparano ai sacramenti, per le famiglie e per tutta la comunità affinchè la fede non rimanga solo una nozione scritta su un quadernone ma esperienza di vita vissuta e vivibile alla luce della Parola.

 

A conclusione della celebrazione il vescovo Raspanti ha consegnato ai catechisti un segnalibro da mettere tra le pagine della Bibbia, segno che si è chiamati ad essere prima ascoltatori della Parola di Dio e poi annunciatori del Vangelo.

Il clima di fede condivisa e speranza viva è stato fil rouge di questo giubileo, che vuole legare catechisti, sacerdoti ed intera comunità.

L’intervento di don Carmelo Sciuto

Nel suo intervento conclusivo don Carmelo ha ribadito il ruolo del catechista come train d’union tra la Chiesa e chi si avvia alla fede, tanto da diventare testimone di misericordia ed educatore di speranza. E’ fondamentale, ha ancora sottolineato, che i frutti del servizio siano tangibili. Serve pertanto una collaborazione reale tra i catechisti, una formazione capace di rispondere ai tempi, una creatività che diventi mezzo per proporre una catechesi attualizzata.

 

Il mandato dei catechisti di quest’anno è un’occasione speciale – ha ben ricordato don Carmelo Sciuto, direttore dell’Ufficio Catechistico della diocesi di Acireale – per riscoprire, alla luce del Giubileo, la bellezza del servizio educativo alla fede. Non è un compito formale, ma una vera testimonianza di amore a Cristo e alla Chiesa”.

Essere catechisti non è un titolo di cui fregiarsi, ma una chiamata al servizio che nel contesto del Giubileo diventa richiamo alla ricerca di una rinnovata motivazione a svolgere questo delicato compito.

Chiara Costanzo