In un tempo in cui la parola “guerra” è presente in troppe delle frasi che diciamo, ritornare a far piovere gocce di pace per spegnere i focolai del dolore è il progetto che la Diocesi di Acireale ha accolto e fatto proprio.
Fortemente voluta dal vescovo Antonino Raspanti, su impulso delle realtà che in diocesi si occupano di oratori e giovani, il progetto “gocce di Pace” è un’iniziativa solidale promossa dal Marco Rodari, noto come “il Pimpa“, che attraverso la sua fondazione “per far sorridere il cielo” vuole raccogliere fondi da destinare in sostegno alla popolazione palestinese.
Il sostegno della Chiesa di Acireale all’iniziativa
Monsignor Raspanti ha sottolineato come l’amicizia tra Il Pimpa e la Diocesi abbia avviato, già in tempi passati, un sodalizio con al centro l’educazione alla pace. Educare alla pace, infatti, è uno dei principi su cui deve basarsi la società per costruire ponti e non muri che siano capaci di sostenere il mondo.
Il Pimpa, già protagonista di un sussidio estivo realizzato dal coordinamento degli oratori, ha parlato spesso ai giovani della sua esperienza ed anche con Acireale ha condiviso il progetto delle “giornate della meraviglia”, seguendo il desiderio di sensibilizzare i più piccoli al tema della sofferenza nei loro coetanei vittime della guerra.
“Partecipare alla raccolta fondi“, ha dichiarato il Vescovo, “è un’occasione per sensibilizzare le nostre comunità a vivere la carità verso gli ultimi e ad educarsi a una visione empatica della pace. Con questa iniziativa vorremmo che la nostra Diocesi si facesse strumento concreto di carità fraterna, inviando fondi che saranno utilizzati per garantire ai bambini una maggiore serenità“.
Il progetto rivolto ai giovani e alle comunità parrocchiali
A patrocinare l’iniziativa le realtà diocesane che si occupano di oratori e attività giovanili. A portarne la voce è don Orazio Sciacca, direttore del servizio per la pastorale giovanile e assistente del Coordinamento oratori, che così ha commentato: “Questa iniziativa, in linea con il programma dell’Ufficio Missionario diocesano e condivisa con entusiasmo dal nostro Vescovo Raspanti, vuole sostenere un amico che, con passione e gioia evangelica, ha trasmesso ai nostri animatori lo stile della clowneria evangelica come via di speranza. È anche un’opportunità per dare concretezza all’invito di Papa Francesco ad essere ‘fari di speranza’ e ‘costruttori di comunità’ in un mondo segnato dai conflitti“.
Il sacerdote ha infine evidenziato che questa iniziativa si riveste di un significato ancora più profondo, se la guardiamo al riflesso del Giubileo dei giovani, chiamati ad essere testimoni con le mani sporche dall’impegno: “Ogni piccolo gesto di generosità può diventare seme di speranza. Anche questa iniziativa potrà trasformarsi in una luce concreta per chi vive nell’ombra della violenza”.

Questa raccolta fondi, nelle intenzioni dei promotori, può trasformarsi in luce concreta per chi vive nell’ombra della guerra. “La testimonianza di Marco e la comunione fraterna”, si legge nella lettera di invito alla partecipazione delle comunità “ci ricordino che, insieme, possiamo essere portatori di pace e di futuro per i più vulnerabili.
Facciamo dunque appello a tutte le componenti della nostra Chiesa diocesana, associazioni, movimenti, uffici, parrocchie e oratori, perché, nella comunione sinodale auspicata dal SantoPadre, si uniscano a questo gesto di solidarietà che ci permetterà di rispondere con fede e speranza al grido dei più piccoli, innocenti vittime della violenza degli adulti.”
Marco Rodari e l’associazione “per far sorridere il cielo”
Troppe bombe esplodono sui cieli del mondo, soprattutto sui territori della Palestina e del medio oriente. L’associazione che Marco Rodari ha creato nel marzo del 2015 si pone l’obiettivo di ricostruire i sorrisi dei bambini lì dove ci sono macerie e stenti.
Da oltre un decennio Marco viene invitato a raccontare la sua esperienza ad Acireale, testimone di un’opera instancabile che lui e i suoi collaboratori portano avanti nei territori in cui il conflitto mondiale porta al martirio centinaia di persone ogni giorno.
In particolare, negli ultimi anni, il suo servizio si è diviso tra la Striscia di Gaza e l’Ucraina, alternandosi tra i conflitti maggiormente sanguinosi della storia contemporanea. Il lavoro che Il Pimpa svolge è quello di portare conforto ai bambini, organizzando per loro spettacoli di clowneria e animando i giorni grigi di orfani e mutilati.

Beni essenziali garantiti a tutti, come acqua, cibo e istruzione, sono obiettivi che Il Pimpa si pone come mete da raggiungere, insieme al diritto all’istruzione, alle cure mediche e all’alloggio dignitoso. Tutto sotto i valori della libertà e dell’amicizia tra i popoli.
E mentre sul campo riporta il sorriso, quando incontra i giovani restituisce il messaggio della pace come costruzione del futuro. Proprio con attività come “le Giornate della Meraviglia“, vissute anche negli oratori locali, porta il suo metodo educativo ispirato a Don Bosco e a San Filippo Neri.
Marco Rodari insegna ai più piccoli a guardare la realtà attraverso la fede che, anche nei momenti di gioco, sa trasformarsi in preghiera e riflessione profonda sulla pace.
Come partecipare alla raccolta fondi
Per partecipare alla raccolta fondi sarà sufficiente entrare sulla piattaforma GoFundMe attraverso un link dedicato e fare la propria offerta.
La piattaforma permette di contribuire scegliendo la cifra della donazione, senza che ci sia nessun importo minimo richiesto: tutti potranno in questo modo partecipare secondo il proprio cuore e secondo la propria disponibilità economica.
Durante tutta la campagna di raccolta sarà possibile monitorare l’andamento della stessa, vedendo lo sviluppo della stessa in maniera trasparente.
L’obiettivo posto è il raggiungimento di 6000 euro entro la fine di Dicembre, grazie al coinvolgimento di realtà parrocchiali, laici impegnati, ma anche di coloro che pur non professando nessuna fede religiosa vogliono sposare l’impresa.
Partecipando all’iniziativa “gocce di pace” la Diocesi acese conferma la propria aderenza al progetto in sostegno delle popolazioni colpite dal male della guerra, supportando la dignità della vita umana e condannando qualunque forma di prevaricazione e violenza.
Chiara Costanzo
