Dottrina Sociale della Chiesa / Aborto e suicidio assistito al centro del terzo incontro dei corsi

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Dottrina sociale della chiesa

Oggi siamo tutti chiamati a presidiare in ogni sede la difesa della vita, sin dal concepimento e fino alla sua conclusione naturale. Senza indulgere a delle tentazioni di lassismo o disimpegno. E’ l’assunto su cui si è dipanato il filo conduttore del terzo incontro dei corsi di Dottrina Sociale della Chiesa condotti dall’avv. Giuseppe Longo, che si è tenuto il 18 marzo nella parrocchia Regina Pacis di Giarre. E che si è incentrato su due nodi principali: aborto e suicidio assistito.

Temi scottanti, involgenti il bene assoluto e dono supremo della vita, la cui tutela non può essere suscettibile di deroghe o cedimenti a compromessi. Come tale, oggetto di mirabili riflessioni rese dal Magistero in vari documenti; uno su tutti l’Enciclica Evangelium Vitae di S.Giovanni Paolo II.

Le cui rispettive implicazioni sono state approfondite pure alla luce di alcuni elementi di attualità. Per un primo profilo riferito all’iniziativa della “Campana della vita” avviata da mons. Suetta, vescovo alla diocesi Sanremo-Ventimiglia e seguita da tante altre parrocchie (ns. articolo del 2 gennaio).

I rintocchi serali intendono, da un lato, ricordare tutti i bimbi non nati perché abortiti, con momenti di meditazione e preghiera personale e comunitaria. Dall’altro, fare riemergere il tema della crudeltà della legge 194, che attraverso esimenti di natura penale, ha di fatto ammesso l’aborto.
Rispetto a tale realtà non può giustificarsi l’ignavia di tanti credenti, distratti, o peggio, conniventi.

L'avv. Giuseppe Longo guida i corsi della Dottrina sociale della Chiesa
L’avv. Giuseppe Longo guida i corsi della Dottrina sociale della Chiesa

Soccorre a confutare i presupposti della ratio della legge 194 un’ordinanza della Cassazione del 6 ottobre scorso, che sancisce l’inviolabilità dei legami affettivi parentali durante la gravidanza. Dai principi sanciti dalla Corte deve avviarsi un confronto deciso mirato all’abolizione della legge.

Per un secondo profilo afferente il disegno di legge sul fine vita giacente in Senato, che dovrebbe essere calendarizzato nella prima decade di aprile, volto alla legalizzazione del suicidio assistito.

Sul quale anche all’interno della stessa comunità dei fedeli si contrappongono due orientamenti assai diversi, persino contrastanti. Per cui, se da una parte si ipotizza che una articolata normativa legislativa statale potrebbe costituire un argine invalicabile per eventuali tentativi di ampliamento da parte di consigli regionali, suffragati da una certa magistratura cd. creativa, ma in questo caso mortifera; dall’altra si obietta che l’eventuale approvazione del disegno di legge, quali possano essere i paletti restrittivi contemplati dalla norma, introducendo criteri permissivi, finirebbe per legittimare una definitiva abiura alla tutela della vita e della sua intangibile dignità.

La Parrocchia Regina Pacis, Giarre
La Parrocchia Regina Pacis

La recentissima bocciatura di un analogo disegno di legge da parte del parlamento scozzese, salutata con condivisibile compiacimento da parte non solo di tutti i comitati prolife nel mondo, ma dall’intera comunità cattolica, secondo il relatore dovrebbe orientare il dibattito culturale e l’impegno politico dei fedeli verso una chiara opposizione a ogni iniziativa legislativa in tal senso.

E al contempo spingere per un rafforzamento delle cure palliative. Come evocato di recente da Papa Leone XIV, nell’alveo di un orientamento che ha trovato puntuale e rigorosa formulazione da parte dell’allora Congregazione della Dottrina della Fede nel documento Samaritanus Bonus. Ciò che si auspica come approccio corretto è così un vaglio su tali temi. Vaglio che possa essere frutto di un’attenzione forse più desta e coerente di quanto non si sia dato registrare in tempi recenti.

In tal senso il richiamo di Leone XIV ai rappresentanti dei Corpi Diplomatici alla Santa Sede, del 9 gennaio scorso, può e deve essere fatto proprio da tutti gli uomini e donne di buona volontà.
Invito recepito e riproposto per la più ampia diffusione a tutti i fedeli, a conclusione dell’incontro.

L.V.