Droga: la Pastorale Giovanile acese rompe il muro del silenzio

Rompere il muro del silenzio sui temi della droga e della criminalità. E’ questo l’obiettivo che si pone l’ufficio di Pastorale sociale retto da don Marcello Pulvirenti, insieme all’ufficio di Pastorale giovanile della Diocesi di Acireale.

Una importante manifestazione prevista per il prossimo 16 e 17 maggio che si è resa necessaria in seguito alla grande diffusione del fenomeno della droga nei territori della diocesi, con un innalzamento del clima di minaccia e ritorsioni che la criminalità organizzata perpetra nei confronti di ragazzi e giovani. Le ultime cronache locali riportano che diversi giovani si sono tolti la vita e sono scomparsi in circostanze misteriose. Il mondo della droga, pienamente controllato dalla criminalità organizzata che ne gestisce il traffico ed attraverso di essa effettua un vero e proprio controllo sul territorio, si rende presente nelle realtà dove i ragazzi si incontrano. Le famiglie coinvolte vivono in una perenne angoscia. “Invitiamo a poter prestare la massima attenzione e collaborazione alla presente iniziativa – così don Marcello, promotore dell’iniziativa – in quanto la riuscita della manifestazione può determinare una effettiva solidarietà con chi vive, da genitore o da giovane coinvolto, una grande solitudine per il disinteresse o la rassegnazione che si riscontra da parte della società civile di fronte a questo fenomeno” .

Due i momenti forti programmati: il primo lunedì 16 Maggio alle 18,30 presso la sala conferenze della parrocchia San Paolo con un incontro pubblico su tema “Droga e criminalità nei nostri territori” e gli interventi di Vittorio Fontana, Procuratore generale aggiunto presso la Suprema corte di Cassazione, padre Francesco Zambotti, camilliano – responsabile comunità accoglienza tossicodipendenti e Fabio Brogna, responsabile SER.T – ASP n.3 Acireale. Il secondo martedi 17 Maggio alle ore 20 con la marcia “Rompiamo il muro del Silenzio” da piazza Indirizzo a piazza Duomo. Tra le iniziative in programma anche incontri nelle comunità parrocchiali per sensibilizzare sulla spinosa tematica; la sottoscrizione di un documento di denuncia; la richiesta di un recapito telefonico che possa affiancarsi ad una rete di ascolto per situazioni di disagio o di richiesta di aiuto riguardanti il problema della droga, il tutto con l’unico fine di tendere una mano nei confronti di chi vive il disagio e nel porre attenzione su problemi spesso dimenticati.

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