In Italia, i single sono in forte aumento. Le famiglie formate da una sola persona sono definite dagli istituti di ricerca famiglie unipersonali. In Italia, sono passate dal 13% del 1971 al 35% del 2024, data dell’ultima rilevazione delle famiglie in Italia. Come è facile prevedere la maggioranza dei single vive al Nord, circa il 35%, con punte del 50% nelle grandi città come Milano. Possiamo definire tranquillamente Milano come la capitale dei single italiana in cui ci sono 435 mila single che vivono da soli, Di fatto una famiglia su due è formata da una sola persona.
Secondo l’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) le cause principali di questa crescente tendenza delle famiglie unipersonali è da ricercare nell’instabilità coniugale, nel calante tasso di fertilità, nel posticipo della genitorialità e nel basso reddito economico. Sono tutti fattori che posticipano, fino purtroppo alla fine, i progetti di vita in comune con un’altra persona.
Il numero di single in Italia oggi è di circa 9,3 milioni di persone ed entro il 2050 si prevede che salirà dal 35% a circa il 41%. Dietro l’aggettivo single c’è un mondo formato da varie casistiche. E’ single per scelta circa il 41% del campione, in genere formato da single sotto i 65 anni che vivono soli per scelta professionale o indipendenza. Si può essere single per scelta di altri, quali separati o divorziati pari al 24% dl campione. Oppure single per accadimenti della vita, come ad esempio vedovi e vedove, pari al 35% del campione composto principalmente da donne sopra i 65 anni.
Il costo della vita in “solitudine”
Si stima che per vivere da single sotto i 65 anni a Milano si ha bisogno di minimo 2.700€ al mese. Mentre, nelle città non capoluogo di provincia del centro Italia ne servono 1.760€. Invece si stimano 790-1.310€ al sud per un anziano sopra i 65 anni che vive in un piccolo paese di provincia ma con casa di proprietà. In genere il reddito del single dopo le spese fisse per affitto ed utenze lascia pochi spazi di manovra.
Infatti un affitto in città, una rata del mutuo o una pensione modesta sono tutti fattori che limitano e di tanto il margine di manovra. A questi si aggiungono le spese impreviste, quali una voce di una bolletta più alta del solito, spese mediche, spese dell’auto. Se non si ha un reddito importante, il single vive sempre su un filo di precariato economico, dove basta una spesa imprevista per portarlo in condizione di fragilità.
Il cambiamento della società
In una città come Milano il fenomeno dei single, essendo la metà delle famiglie residenti, sta fortemente ridisegnando il mercato immobiliare. Ma anche i consumi e le risposte dell’Amministrazione Comunale. Secondo il centro studi di Tecnocasa, Milano è la città più bassa con acquisti di appartamenti, intesi come coppie con figli 54% contro il 67% della media italiana. I single milanesi rappresentano il 46% del totale mercato immobiliare in città. In particolare, l’82% acquista come prima casa, con preferenza per i trilocali (35% del totale acquisti da parte dei single). Mentre i single rappresentano il 48% del mercato degli affitti milanesi.
I negozi e le grandi catene di supermercati stanno diminuendo progressivamente l’assortimento dei formati famiglia a favore delle referenze monoporzioni o mini. Basti vedere il crescente aumento a scaffale dei cibi pronti da cuocere monoporzione o i gelati mini. Durante il periodo natalizio è stato dedicato ampio spazio ai mini-panettoni. Così come durante il periodo di San Valentino anche un marchio famoso come Perugina è venuto incontro ai single su un prodotto iconico, creando i Mini baci Perugina.
Alcune amministrazioni Comunali stanno cercando di dare risposte ai bisogni emergenti delle persone single, specialmente quelle sopra i 65 anni di età. Ad esempio, il Comune di Milano nel piano di sviluppo del Welfare 2025-2027 ha individuato circa 78.000 persone over 65. La maggior parte sono donne che vivono in condizioni di non autosufficienza e scarsi rapporti sociali. In base ai dati della ricerca, il Comune con le associazioni del terzo settore sta sviluppando progetti in co-progettazione per sopperire ai bisogni di queste fasce.
Gianfranco Castro
